Ancora furbetti del reddito di cittadinanza: molti sono quelli che lo hanno incassato per mesi pur non avendone i requisiti.
Le “zone d’ombra” ai limiti della legalità sono molteplici, alcuni lo percepiscono con abili espedienti e solitamente chi finisce davanti ai giudici viene giudicato con severità, sopratutto quando ha messo in moto macchinosi raggiri per poter percepire il reddito di cittadinanza.
La normativa ipotizza due possibili reati legati all’indebita percezione del reddito di cittadinanza. Uno, che è quello considerato più grave, in cui il giudice è autorizzato a comminare una pena fino a un massimo di sei anni, è quello di chi non abbia ancora ricevuto il reddito di cittadinanza. In particolare in questo tipo di reato vengono rese dichiarazioni non veritiere, o addirittura presentati documenti falsi. Qui la pena arriva fino a 6 anni, poichè si tratta di una vera e propria truffa ai danni dello Stato.
Meno grave, ma punibile comunque con il carcere, è il caso di chi pur avendo presentato una domanda corretta, si dimentichi poi di comunicare i cambiamenti che influiscono sull’entità della somma ricevuta.











