GRAND HOTEL 6 STELLE, SEI ANIME, SEI CUORI

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Hotel 6 stelle è stato un programma costruttivo e allo stesso tempo divertente ed interessante andato in onda, in seconda serata, una volta alla settimana, su Rai Tre, nei mesi di Febbraio e Marzo 2014, per un totale di sei puntate: un mix molto riuscito tra documentario, fiction e reality, ispirato alla serie svedese Service with a smile e adattato per l’Italia da Claudio Canepari, autore, regista e produttore televisivo, di molti interessanti programmi tra i quali ricordiamo Residence Bastoggi, docusoap andato in onda su Rai Tre nel 2003, de Il volo della notte, con Fabio Volo, in onda su La7, nel 2002,  e, ancora, Reparto Maternità, trasmesso su FoxLife dal 2005 al 2009.

Hotel 6 stelle nasce dalla collaborazione con l’A.I.P.D., Associazione Italiana Persone Down, con il Patrocinio del Segretariato Sociale Rai, prodotto da Magnolia.

Le vicende sono quelle di sei ragazzi, tre maschi e tre femmine, di età compresa tra i 19 e 31 anni, accomunati dall’essere affetti dalla sindrome di Down, e ingaggiati per una singolare e formativa esperienza lavorativa in un un grandhotel di Roma.

Ciascun ragazzo è affiancato da un proprio tutor che lo consiglia e lo supporta, pur garantendo lui la sua piena autonomia.

L’esperienza lavorativa, intesa come stage di formazione, ha una durata complessiva di sei settimane, periodo durante il quale i nostri sei protagonisti hanno modo di collaborare in modo diretto con i componenti del personale dell’albergo, allo svolgimento delle mansioni quotidiane, ciascuno di loro lo fa ricoprendo un ruolo ben preciso: Nicolas è addetto infatti alla reception, Martina è cameriera ai piani, Benedetta e Livia svolgono la mansione di cameriere di sala, Emanuele è in cucina, come aiuto cuoco, Edoardo, infine, è addetto alla manutenzione.

Ognuno di loro ha caratteristiche personali che li diversificano fortemente l’uno dall’altro.

Inoltre è presente anche un corso di Lingua Inglese con a disposizione dei ragazzi il professore John Peter Sloan il quale, con un entusiasmo sempre presente e contagioso, fa vedere ai ragazzi come sia possibile imparare l’Inglese senza grosse difficoltà, al fine di instaurare un rapporto migliore con la clientela dell’albergo.

Il dato saliente è rappresentato dal fatto che i sei ragazzi affrontano il loro tirocinio formativo con slancio e ottimismo, anche se non mancano, naturalmente, come in ogni comunità che possa essere definita tale, i piccoli scontri e dissapori, superati ogni volta col sorriso.

Alla fine del corso, i ragazzi ricevono il diploma, alla presenza di tutto il personale dell’albergo e delle loro famiglie le quali si mostrano serene ed estremamente fiere dei sacrifici ripagati dei loro figli.

Il programma, originale nel contenuto e nell’impostazione, si è rivelato, a mio avviso, particolarmente interessante, per il fatto di averci mostrato un mondo che troppo spesso noi non conosciamo trasmettendoci un messaggio decisamente positivo, rivelandoci la possibilità concreta, grazie alla collaborazione da parte di tutti e a molta buona volontà, di giungere al superamento di ogni ostacolo e barriera, pervenendo ad un completo inserimento e integrazione di questi ragazzi in un mondo complicato come si rivela essere il mondo del lavoro, a testimonianza di come quel cromosoma numero 21 in più si associ a caratteristiche e pregi estremamente particolari che fanno, di chi ne è portatore, persone molto speciali.

Grazie, televisione, che, in mezzo a tanta spazzatura, ancora riesci ad offrirci programmi che vale la pena guardare.

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