Green pass

Green pass, nuove strette per settore benessere: “Lavoriamo a lumicino”

Nuove misure e nuove strette oggi sul Green Pass.

L’elenco dei luoghi per cui è prevista la certificazione verde si amplia. In primis, il vincolo riguarda tutte le attività che prestano «servizio alla persona»: quindi parrucchieri, barbieri e saloni di acconciatura, centri estetici, studi di tatuaggi.

Non sarà tuttavia richiesto il Super Green Pass rilasciato dopo la terza dose, ma sarà sufficiente il passaporto base che si ottiene anche dopo un tampone rapido negativo, purché eseguito nelle 48 precedenti, sia in farmacia sia nelle strutture private.

Per chi possiede invece un test molecolare, quest’ultimo ha validità di 72 ore.

Oggi il premier Draghi si accinge a firmare un nuovo DPCM che stabilirà con più precisione quali sono i negozi nei quali sarà obbligatorio lo stesso Green Pass dal primo febbraio.

Dal primo febbraio, poi, il Green Pass base sarà valido per soli sei mesi: trascorso il centottantesimo giorno il certificato verrà bloccato. Intanto, i parrucchieri lamentano: “Siamo quasi in lockdown – dice il presidente nazionale di Confesercenti-Immagine e Benessere, Sebastiano Liso –un’attività su due lavora al minimo, per carenza di personale e per la riduzione netta della clientela. Lo stesso vale per i centri estetici. Questo, unito ai costi di mantenimento dei dipendenti e delle strutture, sta mettendo in ginocchio il nostro settore che, da inizio pandemia, ha perso oltre il 20% delle imprese“.

Liso chiede pertanto aiuto concreti dallo Stato, perché “tra i dipendenti in quarantena, i positivi e chi è in attesa di tampone, molti imprenditori lavorano al lumicino” .

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