Grumpy Cat, la padrona diventa milionaria e lascia il lavoro per seguire il successo della sua micia

gatta miciaSembra finta, ma non lo è Tardar Sauce alias Grumpy Cat, la famosa micia di due anni che vive a Morristown, in Arizona. Il suo nome “d’arte” significa “Gatta Scontrosa”, perché ha un muso che pare perennemente imbronciato, a causa di un raro fenomeno di nanismo felino che però è diventato la sua fortuna, facendola spopolare sul web. Soprattutto ha fatto la fortuna della sua proprietaria, Tabatha Bundesen, di professione cameriera, la quale, grazie a lei, ha guadagnato 80 milioni di euro : “Più di Nicole Kidman, Cameron Diaz e Matthew McConaughey”, ha calcolato il Daily Mail, anche se forse la cifra non è precisa.

Così la giovane donna ha deciso di smettere di lavorare (visto che decisamente può permetterselo) e di seguire la “carriera” della sua gatta che sembra così sfiduciata dal mondo che la circonda.

Con il suo primo video su YouTube, Grumpy Cat ha superato 16 milioni di visualizzazioni; ha pubblicato un libro, un bestseller per il New York Times, sulla sua visione del mondo, intitolato “Grumpy cat: a Grumpy book” ed ha debuttato sullo schermo con “Grumpy Cat’s Worst Christmas Ever”, “Il peggior Natale di sempre della Gatta Scontrosa” in data 29 novembre, la data più twittata della storia. Ancora, Grumpy Cat ha 522.000 seguaci su Instagram, alla sua pagina Facebook sono stati fatti più più di 6 milioni di “Mi piace” ed è soggetto di su calendari, tazze e magliette. Con le sue arrabbiature così umane è infatti facile rispecchiarsi ed è questa la principale ragione del suo successo.

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Dopo la maturità classica, mi sono laureata all'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano in Scienze dell'Educazione, con una tesi in Pedagogia Interculturale dal titolo "Donna e Islam: la questione del velo". Scrivo per diverse testate on-line come "Al-Maghrebiya", "Ebraismo e dintorni", il blog del "Legno Storto" su argomenti riguardanti il mondo arabo e islamico, soprattutto per quanto riguarda la condizione della donna, il Medio Oriente, Esteri, immigrazione e integrazione. Ho scritto due racconti: "Dopo la notte" (Il Filo, 2009) e "Soltanto una donna" (Albatros - Il Filo, 2011).