Lavoro

Guida ai 24 CFU per docenti: è possibile conseguire l’abilitazione?

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I 24 CFU sono un requisito fondamentale per partecipare al concorso ordinario che dovrebbe essere svolto nel corso del prossimo autunno. Sicuramente, il pacchetto di 24 CFU ha un suo costo, non per tutti abbordabile. Dal 2018, vari istituti scolastici e universitari hanno disposto dei corsi atti al conseguimento del pacchetto 24 CFU. Ma al di fuori dell’ambiente scolastico, tale “titolo” ha una sua utilità? I 24 CFU equivalgono ad un’abilitazione all’insegnamento? In questo articolo cercheremo di fare un po’ di chiarezza riguardo l’argomento che, ripetiamo, è un passaggio fondamentale per coloro che vogliono perseguire la carriera di insegnante, ma sono sprovvisti dei 3 anni minimi di servizio svolto a scuola in qualità di docente.

Breve storia sui 24 CFU

Tutto iniziò il 10 agosto 2017, quando il MIUR emanò il cosiddetto Decreto dei 24 CFU disciplinanti in maniera completa l’acquisizione dei crediti formativi necessari per svolgere il ruolo di insegnante. Questo pacchetto di CFU è un percorso indispensabile per poter partecipare al concorso docenti 2020. I 24 CFU trattano argomenti quali discipline antropologiche, psicologiche pedagogiche e di didattica generale. Di solito sono suddivisi in quattro esami. Il titolo va a completare il diploma di laurea base, che da solo non basta più per accedere all’insegnamento. Come precisa Asnor.it, riguardo la materia di metodologie e tecnologie didattiche, il Decreto Scuola ha disposto l’inserimento del coding, ovvero, di competenze di didattica digitale e informatica. Di norma, il pacchetto completo costa 500 euro.

Le materie da studiare

Qui di seguito precisiamo gli argomenti di studio dei 24 CFU:

  • Pedagogia, pedagogia speciale e didattica dell’inclusione;
  • Psicologia;
  • Antropologia;
  • Metodologie e tecnologie didattiche generali.

Ma la scelta del percorso formativo non può prescindere da almeno altri due elementi fondamentali:

  • I CFU devono essere acquisiti in almeno tre dei quattro ambiti;
  • Devono essere certificati almeno 6 CFU per ogni ambito scelto

I 24 CFU sono utili al di fuori della scuola?

I 24 CFU sono dei crediti pensati appositamente per la professione di docente. Chiunque voglia lavorare a scuola nelle vesti di insegnante deve necessariamente averli all’interno del proprio CVE. Tuttavia, è da notare come ci siano alcuni titoli di studi (come master di I e II livello dottorati e scuole di specializzazione) riportanti sul piano di studi alcuni insegnamenti compresi nel pacchetto 24 CFU e che, almeno in teoria, offrano almeno parte dei crediti richiesti. Tra le università telematiche in cui è possibile conseguire il pacchetto 24 CFU menzioniamo l’Unipegaso, l’Uninettuno, l’E-Campus e la Niccolò Cusano.

Quali sono i casi in cui il pacchetto è indispensabile per un candidato docente?

I 24 CFU hanno di recente acquisito una nuova centralità nel momento in cui si è tornati a parlare dei concorsi scuola 2020 e della riapertura delle graduatorie di II e III fascia. Adesso, vediamo i casi in cui i crediti sono richiesti, oppure possono rappresentare un optional, in quanto compensati da altri requisiti già presenti nel CVE del candidato docente:

  • Concorso straordinario scuola secondaria: in questo caso, non sono un titolo indispensabile per partecipare alle prove. Trattandosi di un concorso riservato ai precari con almeno tre anni di esperienza, il requisito non vale per tali candidati. Come precisa il portale Voglioinsegnare.it, una volta superato il concorso ed immesso in ruolo, il docente avrà un anno di tempo per acquisire i crediti;
  • Concorso ordinario scuola secondaria: In tal caso i 24 CFU sono un requisito imprescindibile;
  • Graduatorie di istituto III fascia: Devono avere i 24 CFU tutti i laureati e i diplomati ITP che entrano nelle graduatorie per la prima volta

I docenti in possesso di un’abilitazione sono esonerati dall’acquisizione dei crediti

E per quanto riguarda gli ITP?

Sull’acquisizione dei 24 CFU da parte degli ITP è opportuno fare qualche chiarezza, in quanto le leggi cambiano continuamente. Dopo il Decreto Scuola, parecchie cose sono state modificate ed è bene fare attenzione ad esplicare l’attuale status quo. Adesso, secondo la legge, i diplomati ITP devono necessariamente avere il pacchetto 24 CFU, ma solo nel caso che si inseriscano per la prima volta nelle graduatorie di III fascia. Al momento, non c’è la sicurezza che le graduatorie di II e III fascia siano riaperte, ma sembra esserci la buona volontà da parte del governo e si vocifera che già tra giugno/luglio si potrà aggiornare il proprio punteggio (o entrare ex novo) in quelle che diverranno graduatorie provinciali.

I 24 CFU equivalgono ad un’abilitazione?

Negli ultimi anni i 24 CFU sono stati considerati equivalenti ad un’abilitazione da diversi tribunali d’Italia. Il problema che non sempre la sentenza è la stessa, il cui esito si basa, soprattutto, sull’interpretazione e la considerazione del giudice del lavoro riguardo il valore di tale pacchetto. Quindi, se volete fare ricorso per vedervi riconosciuto l’accesso dalla III alla II fascia, sappiate che nessuno vi garantirà l’esito positivo dell’iter giudiziario. Tuttavia, segnaliamo un recente caso in cui il Tribunale di Parma ha riconosciuto come titolo abilitante il pacchetto 24 CFU.

Come leggiamo da Tecnica della scuola, vi è stato un ricorso patrocinato dagli avvocati Antonio Rosario Bongarzone e Paolo Zinzi, in cui il giudice ha riconosciuto la possibilità al ricorrente, laureato ed in possesso dei crediti in questione, di essere inserito nelle graduatorie di II fascia. Sono stati gli stessi legali ad appellarsi al Tribunale di Parma per far riconoscere al loro cliente il valore di titolo abilitante al connubio Laurea + 24 CFU. Ci teniamo a precisare come il docente fosse iscritto nelle graduatorie di terza fascia originariamente, spettante ai docenti non in possesso di un titolo abilitante come può essere il TFA.

Che tipo di laurea bisogna avere per insegnare?

Come precisa Orizzonte Scuola, la laurea posseduta deve essere valida per accedere ad una delle classi di concorso, oltre ai 24 CFU necessari per poter partecipare al concorso. Per verificare l’idoneità della propria laurea, è possibili usufruire di servizi telematici come  www.classidiconcorso.it e controllare se il proprio titolo ha bisogno dell’integrazione di crediti. In alternativa, è possibile chiedere a esperti sul campo, come ad esempio sindacalisti, la valutazione del titolo. Ricordiamo come nei prossimi mesi dovrebbero essere espletati i concorsi straordinario e ordinario per l’insegnamento, quindi consigliamo agli interessati di sbrigarsi ad acquisire i requisiti necessari.

La differenza tra concorso ordinario e straordinario

Concludiamo questo articolo facendo una breve differenza tra concorso ordinario e concorso straordinario. L’ordinario è rivolto ai candidati che non abbiano esperienza lavorativa a scuola, oppure abbiano meno di tre anni di servizio. Ricordiamo come, in questo caso, il pacchetto 24 CFU sia un requisito indispensabile per poter partecipare alle prove del concorso. Lo straordinario è rivolto, invece, ai candidati che possano comprovare l’aver svolto almeno tre anni di insegnamento negli ultimi otto. Coloro che hanno un’esperienza minima di tre anni sono esonerati dall’acquisizione dei 24 CFU.

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