HIV: farmaci ed editing genetico eliminano il virus nei topi

I risultati dell'esperimento potrebbero indicare la strada verso la cura delle persone affette da HIV

Un ulteriore passo avanti è stato fatto nel trattamento delle persone affette da HIV, il virus responsabile dell’AIDS. Un team di ricercatori è infatti riuscito a eliminare il patogeno grazie ad una combinazione di farmaci antiretrovirali e tecniche di editing genetico. I risultati dello studio sono stati pubblicati su Nature Communications.

Un virus che distrugge il sistema immunitario

Con l’acronimo HIV (Human Immodeficiency Viruses) si indicano due specie di virus che possono infettare gli esseri umani. Questi, si diffondono attraverso lo scambio di fluidi corporei, principalmente mediante rapporti sessuali non protetti o l’uso di siringhe infette. In alternativa, le madri sieropositive possono trasmettere il patogeno ai figli durante la gestazione, il parto o l’allattamento.

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Questi microbi appartengono al gruppo dei retrovirus, i quali si riproducono inserendo una copia del proprio materiale genetico nel DNA di una cellula ospite. In particolare, l’HIV prende di mira le cellule del sistema immunitario – come macrofagi e linfociti.

Il virus si fonde con la membrana cellulare, rilasciando al suo interno filamenti di RNA – recanti i geni del patogeno – ed enzimi necessari alla sua replicazione. Uno di questi – la trascrittasi inversa – converte l’RNA in DNA che, in seguito, viene integrato nel genoma dell’ospite.

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L’HIV può rimanere dormiente anche per anni senza che il soggetto infettato percepisca alcun sintomo. Determinati fattori inducono la cellula ospite a produrre inavvertitamente nuove copie del virus, il quale può così diffondersi all’interno dell’organismo.

In mancanza di adeguati trattamenti, l’HIV può portare al collasso del sistema immunitario – una condizione definita “Sindrome da Immunodeficienza Acquisita (AIDS) – esponendo il soggetto a numerose malattie, e causandone il decesso nel giro di una decina d’anni.

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L’eliminazione dell’HIV

Si calcola che, da quando il virus si è diffuso, siano state contagiate oltre 77 milioni di persone, di cui quasi la metà sono decedute per le conseguenze dell’AIDS. Con migliaia di nuovi casi registrati ogni giorno in tutto il mondo, la necessità di sviluppare una strategia efficace contro questo patogeno si è fatta sempre più impellente.

La soluzione potrebbe esser stata trovata da un team di ricercatori del University of Nebraska Medical Center e della Lewis Katz School of Medicine (Temple University).

Inizialmente, i due istituti procedevano su binari differenti. Gli scienziati della University of Nebraska stavano lavorando ad un trattamento chiamato LASER ART (Long Acting Slow Effective Release Antiretroviral Therapy), che prevede l’impiego di farmaci antiretrovirali – in grado di bloccare il ciclo vitale del virus. Questi, erano stati appositamente modificati per aumentarne l’efficacia nel tempo e ridurre la frequenza di somministrazione (altrimenti giornaliera).

D’altro canto, i ricercatori della Temple University avevano puntato su una tecnologia di editing genetico (CRISPR-Cas9), grazie alla quale è possibile separare il genoma virale da quello della cellula ospite. Infine, i due gruppi hanno deciso di unire le forze.

In un esperimento, sono stati somministrati farmaci antiretrovirali a topi infetti, in seguito trattati con la tecnica CRISPR-Cas9 per eliminare completamente il virus. L’esito è stato a dir poco incoraggiante: su 23 cavie, 9 erano del tutto guarite.

Come affermato dal Dr. Kamel Khalili – co-autore della ricerca: “Riteniamo che questo studio rappresenti un notevole passo avanti in quanto dimostra, per la prima volta dopo 40 anni di epidemia di AIDS, che la malattia provocata dall’HIV è un male curabile”.

La strada per ottenere una cura definitiva è ancora lunga, tuttavia i ricercatori stanno già lavorando a nuovi progetti per valutare l’efficacia del trattamento su primati non umani. Se i risultati degli esperimenti saranno soddisfacenti, i primi test su pazienti avranno inizio entro un anno.

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