Ibrido uomo-scimmia: qualcuno in passato tentò di crearlo

La follia umana si ripercuote a volte anche nella scienza: gli esperimenti per creare l'ibrido uomo scimmia da parte di Ilya Ivanovich.

A volte, la follia umana si ripercuote anche sulla scienza, una materia nobile e perfetta, che dovrebbe essere usata per migliorare l’esistenza umana. La scienza, se adoperata in maniera etica, diviene una speranza e un’opportunità per l’uomo. Quando viene usata in maniera aberrante, allora può dare vita a mostruosità inimmaginabili, che possono scaturire esclusivamente da una mente malata e disturbata. Come l’ibrido uomo-scimmia. Si tratta di un ipotetico essere vivente, a metà tra umano e scimmiesco, che lo scienziato russo Ilya Ivanovich tentò un tempo di creare, senza mai (fortunatamente) riuscirci.

Ibrido uomo-scimmia un esperimento “dittatoriale”

C’è qualcosa che accomuna i folli dittatori del mondo della letteratura e quelli che, purtroppo, abbiamo avuto nel corso della storia umana: dare vita al soldato perfetto. Fin dai tempi antichi, vari paesi hanno lavorato per dare vita all’essere perfetto, che sul campo di battaglia non avesse rivali. Nei tempi antichi, i migliori soldati avevano l’onore di essere inseriti nei corpi d’elite. Tra questi ricordiamo eserciti come la banda sacra dei tebani, gli opliti sparatani, gli immortali persiani e tanti altri. Durante il medioevo abbiamo avuto gli ordini cavallereschi, come i misteriosi templari, i teutoni e gli ospetalieri.

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In età moderna possiamo ricordare gli arditi, le StormTrooper, la Wermacht o le Waffen SS. Queste ultime tre che abbiamo menzionato sono tristemente note per aver militato nel corso della dittatura nazista e durante il secondo conflitto bellico. Al giorno d’oggi i corpi d’armata d’elite esistono ancora: si tratta di soldati ben addestrati, capaci di elaborare piani strategici perfetti e che riescano a sopravvivere anche in contesti molto precari. Militari contro cui il nemico ha ben poche speranze di vincere. Stiamo parlando di Navy Seal, SAS ecc.

L’arte della guerra

Come si fa a creare un esercito invincibile? È un percorso lungo e difficile, poiché ora, come nel passato, per aspirare al top, i militari devono allenarsi per anni e vantare un equipaggio all’avanguardia. I titoli ovviamente, che si guadagnano nel corso delle varie operazioni, non devono mancare. I soldati d’elite devono essere provvisti anche di specifiche qualità come: prestanza fisica, specializzazione e spirito di corpo. Da sempre i vari paesi lavorano per avere l’esercito più potente e armato, composto da unità quanto più in gamba possibile su un eventuale campo di battaglia.

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Lo scienziato pazzo

Lo scienziato pazzo è una figura letteraria, “fumettosa” che appare in decine di film, libri, cartoni animati e videogame. L’icona per eccellenza di questa tipologia di scienziati è senza dubbio il dottor Victor Frankenstein, che nel romanzo di Mary Shelley dà vita, dopo innumerevoli (e terribili) esperimenti sui cadaveri, all’omonimo mostro, il “nuovo Prometeo” che in seguito si ribellerà al suo creatore. Anche il professor Ilya Ivanovich potrebbe essere tranquillamente inserito in tale categoria di personaggi, se non fosse che Ivanovich è realmente esistito e le sue ricerche per dare vita all’uomo scimmia furono realmente portate avanti.

Il progetto di Ivanovich

Stalin prese il potere in Russia nel 1926, isolando Trockij e altri comandanti, e dando inizio allo Stalinismo. La rivoluzione era conclusa da un pezzo e la Russia era un paese povero, distrutto e desolato. Stalin si trovò dinanzi a un esercito decimato a causa delle purghe e delle guerre civili, peraltro molto arretrato rispetto a numerosi eserciti occidentali. Insomma, lo zar, oramai spodestato, aveva lasciato la Russia ancora allo status medioevale sotto ogni punto di vista. Per risollevare la situazione ogni soluzione poteva essere quella più giusta.

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Stalin contattò quindi Ilya Ivanovich, che all’epoca era considerato il miglior scienziato russo circa la materia dell’ibridazione animale. Specializzato nel miglioramento delle razze equine, da tempo Ivanovich sognava di creare un essere vivente fondendo geni animali con quelli umani. Lo stesso Ivanovich aveva creato innumerevoli ibridi, come il bisonte/mucca e l’asino/zebra. Ilya venne chiamato da Stalin e gli diede tempo cinque anni per creare, come riportato dal sito di Lega Nerd: “Un nuovo, invincibile, essere umano: insensibile al dolore, resistente e indifferente alla qualità del cibo con cui nutrirsi”.

Inizia l’esperimento

Ilya Ivanovich iniziò i suoi esperimenti nella Guinea Francese. Per prima cosa cercò di ingravidare femmine di scimpanzé con seme umano. Ivanovich dichiarò di essere riuscito a fecondare tre femmine. In realtà non fu così: due di esse non erano affatto ingravidate, mentre l’altra morì. Dall’autopsia venne comunque confermato come il povero animale non aspettasse alcun cucciolo. Ma Ilya non si lasciò scoraggiare. Secondo una leggenda metropolitana pare che si tentò di fare anche l’inverso, ossia, ingravidare donne con seme di scimmia.

Gli esperimenti di Sukhumi

Ilia Ivanovich proseguì gli esperimenti presso il laboratorio di Sukhumi, in Georgia. Ora non si sa bene cosa accadde in tale contesto. Fatto sta che lo scienziato si mise alla ricerca di volontarie per poter far sì che venissero ingravidate con sperma di scimmia. È sicuro, tuttavia, che molti scimpanzè richiesti da Ivanovich giunsero malati e diversi non arrivarono vivi a destinazione. Trovare “materia prima” divenne per lo scienziato sempre più difficile. Non si sa se effettivamente Ivanovich trovò volontarie per i suoi esperimenti, ma anche se ci fosse riuscito, non riuscì per l’ennesima volta nel suo intento.

Il fallimento di Ivanovich

Stalin, visti i fallimento di Ilya Ivanovich, decise che quest’ultimo doveva essere fermato. Il 13 dicembre 1930  le squadre speciali dell’NKVD circondarono il laboratorio dove Ilya proseguiva le sue ricerche. Ivanovich fu arrestato con l’accusa di “appoggio alla borghesia”. Lo scienziato sarebbe stato condannato a cinque anni di reclusione in un gulag kazako, ma morì di freddo un anno dopo il trasferimento. Le sue idee malate basate sul dare vita a un vero e proprio mostro morirono con lui. Esperimenti che non si sarebbero mai potuti concretizzare dal punto di vista scientifico.