Salute
Il Covid-19 è un killer selettivo, le parole dell’oncologo Karol Sikora

Continuano gli studi sul coronavirus, in concomitanza con le riaperture graduali. Il professore Karol Sikora, oncologo e professore di Medicina all’Università di Buckingham, al Daily Mail ha espresso le sue considerazione sul virus: non si tratterebbe di un killer casuale. Il virus, secondo l’oncologo, colpirebbe maggiormente gli anziani e coloro che hanno patologie pregresse.
I soggetti più colpiti
Infatti, secondo i dati resi noti dal Dipartimento della Sanità del Regno Unito, gli anziani con un’età superiore agli 80 anni hanno una probabilità di morire 70 volte maggiore rispetto ai soggetti con un’età inferiore ai 40. Fortunatamente, nei bambini, il tasso di mortalità è molto basso. I soggetti che rientrano nella fascia d’età 60-69 anni, hanno una probabilità di morte 27 volte maggiore, mentre coloro che hanno tra i 70 ed i 79 anni hanno una probabilità 50 volte maggiore. L’età sarebbe il maggiore fattore di rischio associato ai livelli di letalità.
Il coronavirus colpisce anche alcune razze in maniera differente. Sembrerebbe che le persone di origine bengalese abbiano il doppio delle probabilità di morte rispetto ai britannici bianchi. Le persone di origine africana, sud asiatica, cinese e caraibica hanno un rischio di mortalità superiore dal 10% al 50% in più. Ad oggi, gli esperti non riescono a spiegare questa tendenza, se ricondurla alla genetica oppure ai fattori socio-economici.
Inoltre, anche l’obesità è correlata ad un aumento della mortalità: si parla di una probabilità due volte e mezzo maggiore. Circa il 45% di coloro che sono deceduti per colpa del Covid-19 avevano disturbi cardiaci, il 26% era affetto da demenza, il 20% era affetto da pressione arteriosa e il 21% da diabete.
Non si può imporre un blocco unico
Il professor Sikora ci tiene a ribadire l’importanza di far ripartire l’economia, di far tornare i bambini sui banchi di scuola e di consentire agli ospedali di riprendere il normale funzionamento. Le fabbriche e le imprese dovrebbero riaprire totalmente, se si hanno le giuste precauzioni e tutti i lavoratori sono sani.
Non si può, pertanto, imporre un blocco unico ma individuare i soggetti a rischio dopo un’analisi accurata dei dati e facendo affidamento sulla capacità di ogni persona di valutare il proprio rischio individuale.
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