Scienza

Il dinosauro dalle ali di pipistrello

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Una nuova specie di dinosauro è stata recentemente scoperta da un team di ricercatori dell’Accademia Cinese delle Scienze (CAS). Questo rettile, denominato Ambopteryx longibrachium, visse nelle foreste della Cina circa 163 milioni di anni fa. Si tratta di un ritrovamento eccezionale in quanto è uno dei pochissimi membri della famiglia Scansoriopterygidae ad oggi rinvenuti. Questi dinosauri erano abili arrampicatori e alcuni di loro svilupparono persino ali.

I pionieri dell’aria

Sin dalla loro comparsa, avvenuta quasi 400 milioni di anni fa (nel Devoniano), i tetrapodi – gruppo che comprende anfibi, rettili, uccelli e mammiferi – hanno escogitato diversi mezzi per staccarsi dal suolo e librarsi nel cielo.

I primi rettili a riuscire in quest’impresa furono gli pterosauri, apparsi all’inizio del Triassico (230 milioni di anni fa). Questi possedevano ali membranose supportate dal quarto dito – estremamente allungato. Le loro ossa erano cave e attraversate da un esteso sistema respiratorio, in modo da ridurre notevolmente il peso dell’animale. Il corpo era coperto da una fine peluria, ciò suggerisce che gli pterosauri erano dotati di un elevato metabolismo (necessario per sostenere un’attività faticosa come il volo).

I cieli moderni non sono più solcati dagli pterosauri ma da un gruppo di dinosauri sopravvissuto all’evento K-Pg: gli uccelli. Le loro origini risalgono al Giurassico, anche se queste prime forme – simili ad Archaeopteryx (vissuto 150 milioni di anni fa) – erano piuttosto diverse dai loro discendenti. Nel corso di milioni di anni, gli uccelli hanno sviluppato ali dotate di penne (strutture complesse dalle molteplici funzioni). Come nel caso degli pterosauri, le ossa sono cave e ospitano il sistema respiratorio.

I pipistrelli – unici tra i mammiferi a possedere la capacità di volare– comparvero all’inizio dell’Eocene (“appena” 51 milioni di anni fa). Condividono con gli pterosauri la presenza di membrane alari, in questo caso sostenute da quattro dita della mano, mentre il pollice – dotato di artiglio – viene impiegato per arrampicarsi sugli alberi. Questa peculiare struttura conferisce ai pipistrelli una manovrabilità superiore perfino a quella degli uccelli.

Un misterioso dinosauro alato

Quando il professor Min Wang (paleontologo presso l’IVPP dell’Accademia Cinese delle Scienze) osservò per la prima volta questo bizzarro reperto, rimase stupito. Ad un esame superficiale, il fossile – trovato nel 2017 da un contadino nei pressi della città di Lingyuan (nella provincia di Liaoning) – era stato identificato come un antico uccello, delle dimensioni di un passero. Tuttavia, col proseguire dell’analisi, Wang notò un lungo osso che sporgeva dal polso: quei resti dovevano appartenere a qualcos’altro.

Rimasi pietrificato quando realizzai che, innanzi ai miei occhi, si parava un secondo dinosauro dalle ali membranose”, come dichiarato dallo stesso ricercatore.

Per comprendere le parole del professor Wang dobbiamo fare un passo indietro. Nel 2002, un team di paleontologi cinesi scoprì una nuova specie di dinosauro – Epidendrosaurus ninchengensis – nella regione della Mongolia Interna.

Nel relativo articolo, gli autori suggeriscono che E. ninchengensis avesse sviluppato lunghi arti anteriori per arrampicarsi sugli alberi. Tuttavia, secondo i ricercatori, questo peculiare adattamento non era che il preludio all’evoluzione di una vera e propria ala.

Nel 2015, fu pubblicato un articolo che descriveva una nuova specie – denominata Yi qi – rinvenuta nella provincia di Hebei e imparentata con l’Epidendrosaurus. Come quest’ultimo, era dotato di una mano particolarmente sviluppata, tuttavia ciò che lo contraddistingueva dal precedente ritrovamento era la presenza di un osso del polso estremamente lungo: si trattava del cosiddetto “elemento stiliforme“, la stessa struttura identificata dal professor Wang.

Un esperimento fallito

E. ninchengensis, Y. qi e A. longibrachium fanno parte della famiglia dei Scansoriopterygidae, dinosauri di ridotte dimensioni e imparentati con i moderni uccelli. I fossili finora rinvenuti provengono dalla Formazione di Tiaojishan, situata nella Cina nord-orientale e risalente a un periodo compreso fra 165 e 153 milioni di anni fa (Giurassico).

Al pari di Y. Qi, A. longibrachium possedeva l’elemento stiliforme, assente in qualsiasi altro dinosauro ma simile ad alcune strutture presenti negli pterosauri, nei pipistrelli e, soprattutto, negli scoiattoli volanti. In un articolo pubblicato su Nature, il professor Wang e i suoi colleghi suggeriscono che tale osso avesse la funzione di sostenere una membrana alare, le cui tracce fossilizzate sono state identificate sul reperto. Probabilmente, le ali non venivano usate per volare ma per planare fra gli alberi.

Le eccezionali condizioni di preservazione hanno permesso di rilevare tracce di piume attorno al collo dell’animale. Inoltre, i ricercatori hanno identificato una struttura – detta “pigostilo” – costituita da vertebre caudali fuse e che, negli uccelli, supporta le penne timoniere.

All’interno della cavità corporea sono stati rinvenuti ossa e gastroliti. Questi ultimi sono pietre tipicamente ingoiate da alcune specie di uccelli (come gli struzzi) per facilitare la triturazione del cibo. Come affermato dal professor Wang, la presenza di entrambi gli elementi suggerisce che questo dinosauro fosse onnivoro.

Secondo i ricercatori, Ambopteryx (assieme a Y. qi) rappresenta una strada alternativa verso l’evoluzione del volo: mentre gli uccelli svilupparono ali piumate, questi dinosauri adottarono ali “da pipistrello”. Tuttavia, il mancato ritrovamento di fossili simili ad Ambopteryx nelle epoche successive testimonia il fallimento di questa strategia.

In futuro, nuovi reperti potrebbero fornirci dati preziosi per ottenere un quadro più completo di Scansoriopterygidae. In particolare, l’analisi della cavità cerebrale (non perfettamente preservata nel reperto studiato da Wang) permetterebbe di comprendere meglio le modalità di locomozione di questi straordinari animali.

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