Il Necronomicon è un testo realmente esistente? La verità storica

I Necronomicon è sicuramente un testo molto famoso e menzionato all’interno della letteratura, cinema e universo videoludico. Il leggendario Libro dei morti è un testo realmente esistente o è solo il frutto della fantasia dello scrittore statunitense Howard Phillips Lovecraft? La prefazione al Necronomicon si apre con tali parole: “La notte s’apre sull’orlo dell’abisso. Le porte dell’Inferno sono chiuse: a tuo rischio le tenti. Al tuo richiamo si desterà qualcosa per risponderti. Questo regalo lascio all’umanità: ecco le chiavi. Cerca le serrature; sii soddisfatto. Ma ascolta ciò che dice Abdul Alhazred: per primo io le ho trovate: e sono matto”.

Necronomicon: uno pseudolibro?

Il Necronomicon (in arabo Al Azif) sarebbe stato un testo di magia nera scritto da Abdul Alhazred, definito “L’arabo pazzo”. Alhazred sarebbe vissuto nello Yemen e deceduto in circostanze non meglio chiarite. Come informa Oubliette Magazine, il nome Alhazred, in verità, sarebbe un raffinato gioco di parole costruito sul termine “All has red”, che in inglese vuol dire: “Tutto lui ha letto”. A venirci ulteriormente incontro è Wikipedia, che conferma come il Necronomicon sia un libro fittizio. Non scritto realmente quindi, ma citato come se fosse esistente.

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La fortuna

Dopo Lovecraft altri autori e registi iniziarono a menzionare il Necronomicon all’interno dei loro romanzi/film. Un testo che ha molto in comune con l’horror da una parte, con il genere sci-fi dall’altra. Nel corso di un’intervista, Lovecraft ammise di aver inventato di sana pianta il Neconomicon, ma che molti credevano realmente nella sua esistenza. Così alla fine, la leggenda del libro dei morti è continuata a circolare fino ai giorni nostri. Ancora oggi, infatti, non mancano individui appassionati di mistero che credono genuinamente all’esistenza di tale tomo.

La storia dietro la fantasia

Alcuni studiosi ipotizzano che il Necronomicon, vero o falso che sia, sia stato elaborato dal Picatrix, un testo arabo del XII secolo avente come argomento proprio la magia. L’opera è attribuita all’autore iracheno ‘Abd al-Latīf che avrebbe ispirato la figura dai Abdul Alhazred. Insomma, una ricerca minuziosa da parte di Lovecraft che si sarebbe servito della realtà storica per creare una grande opera di fantasia. H.P. Lovecraft ed Edgar Allan Poe sono i due padri del genere horror moderno. Nelle sue opere, Lovecraft parla di antiche divinità di origine aliena (i grandi antichi) che dominerebbero la Terra dall’alba dei tempi.

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Tra queste ricordiamo la figura di Cthulhu, sacerdote dei grandi antichi. Si tratta di un essere dalle sembianze mostruose, di natura semidivina e dalle proporzioni e dalla forza impressionanti. La sua residenza sarebbe nella perduta città sommersa di R’lyhe vicino Ponape, corrispondente all’odierna Pohnpei, sita in Micronesia. Cthulhu si troverebbe in uno status simile a quello della morte. Il suo risveglio dovrebbe coincidere con una congiunzione astrale favorevole, ma non è dato sapere quando tale fenomeno astrologico accadrà.

Scopo del Necronomicon

Secondo la fantasia di Lovecraft il Necronomicon consentirebbe di evocare nel nostro mondo queste divinità aliene dimenticate dagli esseri umani. Tali esseri mostruosi, tutt’altro che raccomandabili, riposerebbero attualmente nelle viscere della Terra. Chi legge il Necronomicon è destinato alla dannazione, in quanto queste entità aliene sarebbero di natura demoniaca. Un buon cristiano, timorato di Dio, dovrebbe quindi restarne ben lontano. Non a caso, gli “extraterrestri” descritti da Lovecraft sono spesso e volentieri accostati al satanismo.

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Proprio sul Necronomicon, Lovecraft ha creato la maggior parte della sua fortuna in qualità di scrittore, fortuna di cui l’autore statunitense non potè godere appieno, in quanto le sue opere furono maggiormente apprezzate solo dopo la sua morte. Fu lo scrittore britannico Colin Wilson a contribuire sensibilmente alla diffusione della mitologia lovecraftiana, tutt’ora apprezzata dalla letteratura e dalla cultura pop, al pari dei miti greci e norreni. Wilson, negli anni ’70, riuscì a scoprire un collegamento tra il papà di H.P. Lovecraft, e la massoneria egizia fondata da Cagliostro.

Pare che, grazie a tale loggia, Winfield Lovecraft fosse riuscito a venire in possesso della traduzione inglese del Necronomicon del matematico e alchimista John Dee. Dalle affermazioni di Colin Wilson, Howard avrebbe conosciuto il Necronomicon da bambino. Il testo sarebbe quindi stato una fonte di ispirazione preziosa per i suoi racconti. Una volta cresciuto, Howard avrebbe quindi finto che l’Al Azif fosse solo una mera invenzione da parte sua. Questa però è solo una simpatica e affascinante leggenda metropolitana, è bene chiarirlo.

Oramai la frittata era fatta

Paradossalmente, molti iniziarono a credere che il Necronomicon fosse davvero un testo esistente e che H.P. Lovecraft si fosse limitato a menzionarlo. L’autore statunitense fu costretto ad ammettere: “Se la leggenda del Necronomicon continua a crescere in questo modo, la gente finirà per crederci davvero, e accuserà me di falso per aver affermato di averlo inventato io!”. Lovecraft, un genio tanto ricco di ispirazione quanto pieno di problemi di salute fin dalla giovane età. L’autore esternò sempre una forte avversione per il mare, fisicamente mostrò inoltre segni di denutrimento, soffrendo di forti mal di testa.

Come se questo non bastasse era solito fare sogni particolarmente vividi e lucidi, tanto da sembrare reali. Soffrì inoltre di incubi frequenti. Un caratteristica che andò inesorabilmente a denotare la sua aura di mistero e inquietudine propria dei più grandi autori di storie horror. Avrebbe inoltre avuto da bambino misteriose visioni di esseri che lui era solito appellare come i “magri notturni”. Creature bizzarre e mostruose con tanto di ali di pipistrello, che avrebbero mostrato al piccolo Howard scenari altissime e impervie cime montuose, che lo stesso autore avrebbe riportato in alcune sue opere come “L’abominevole altipiano di Leng”.