Il problema dell’ estate: l’ abbandono degli animali

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Il suo posto è al fianco del suo padrone, non sul ciglio di una strada

Un’ automobile accosta all’ improvviso. Si apre la portiera ed un uomo scende insieme al suo cane. Lui non lo abbandona mai, lo seguirebbe ovunque. L’uomo prende una palla e la lancia. Il cane comincia a scodinzolare, se potesse sorridere lo farebbe, e comincia a correre nella direzione in cui è stata lanciata la palla. L’ uomo risale sull’ auto e riparte…

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Questa scena si ripete sempre uguale molte, anzi troppe, volte all’ anno. Padroni, cani e luoghi diversi, ma tessa espressione di incredulità sul muso delle  creature abbandonate.

I dati relativi a questo spiacevole fenomeno sono allarmanti: le vittime sono circa 100.000 ogni anno.  Triste pensare che un numero con così tante cifre corrisponda al numero degli animali che, specialmente nel periodo estivo,  vengono lasciati sul ciglio di un’ autostrada, in balia di automobili e camion. La Lega Anti Vivisezione ha stimato che ogni anno le vittime dell’ egoismo degli uomini sono circa 50.000 cani, 80.000 gatti e anche numerosi conigli, furetti, tartarughe e criceti.

Dal 2004 l’ abbandono degli animali è considerato un reato e prevede, per i trasgressori, l’ arresto ed una multa che può arrivare fino a 10.000 euro. Non esiste però una pena abbastanza dura per coloro che compiono quest’ azione ignobile. Ci si può solo impegnare per fare in modo che questo fenomeno lentamente scompaia. Per risolvere il problema non bastano multe, campagne di sensibilizzazione e città interamente tappezzate di manifesti raffiguranti musi di cuccioli tristi. Per risolvere questa “piaga” è necessario che ci si impegni a fare qualcosa di concreto: bisogna che chiunque veda un cane abbandonato, non faccia finta di non vedere, ma si fermi, tenti di avvicinarsi lentamente all’ animale oppure denunci immediatamente il ritrovamento alla Polizia Locale, al servizio veterinario dell’ ASL o all’ ENPA (Ente Protezione Animali) e bisogna che i proprietari di alberghi e villaggi turistici accettino anche la presenza di cani e gatti, dal momento che, una delle  principali cause degli abbandoni, è dovuta al fatto che non si sa dove lasciare i propri animali, quando arriva il momento di partire per le vacanze.

Naturalmente chi abbandona un animale non si rende conto delle conseguenze del suo gesto: l’ abbandono di un animale alimenta il fenomeno del randagismo e questi animali privi di cure ed igiene, sono soggetti a malattie che possono facilmente trasmettere anche all’ uomo, inoltre i cani abbandonati possono causare incidenti stradali, a volte anche molto gravi e con esiti disastrosi sia per l’ animale coinvolto, sia per chi è alla guida.  Chi abbandona un animale magari crede di risolvere un “suo problema”, ma in realtà ne crea molti altri.