Il ritmo “primitivo” dei corpi. Enzo Avitabile & i Bottari in concerto a Licusati, una piazza di danzatori.

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Favoloso concerto ieri sera a Licusati (nel Cilento) di Enzo Avitabile & i Bottari, in occasione della SS. Annunziata, momento di forte aggregazione per il paese, molto devoto a Maria.

Che cosa contiene la musica? quale sarà quella componente magica che assorbe le energie di chi ne fa esperienza, conduce verso dimensioni diverse, aggiunge ‘qualcosa‘ ai gesti, agli sguardi, al tempo. Cosa emana la musica a tal punto da scuotere corpi, indurli al movimento spontaneo, fino al godimento.

enzo-avitabileEnzo Avitabile è senz’altro uno degli interpreti del suono che inevitabilmente “acchiappa” il suo pubblico.

Sassofonista di grande bravura e sensibilità, che trasforma il suo strumento musicale in un urlo contro la povertà, l’ingiustizia, la fame. La fame, tematica che affronta spesso Avitabile, perché la vede, ogni giorno.

Testi che raccontano storie di bambini, emarginati, morti: un ritratto “nero” del sud Italia,dell’Africa e del Medio Oriente. Una tarantella black, come definisce il suo tour, perché la danza partenopea più famosa, diventa un percorso empatico. La danza continuamente invocata da Avitabile, iscritta nei suoi testi, nella sua sonorità primitiva e nel suo borbottare, crea uno scambio di forze che sfiora la denuncia sociale. E’ come se la sua musica servisse a riunire un “branco” disgregato che ha invece il vitale bisogno di aggregazione, confronto e lotta comune. Bisogno di salvezza che parte dal gesto deciso e metodico di chi percuote il bottaro, diventa denuncia nelle parole di Avitabile, fino a sfociare nel movimento del corpo, prima dei singoli e poi del pubblico intero. Questa è la sua grandezza; riportare alla consapevolezza di avere un corpo – un corpo in grado di comunicare -, e il nostro ancestrale e selvaggio rapporto con la musica.

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I bottari sono il chiaro legame di Enzo Avitabile con un passato popolare, sempre più lontano, ma l’unico in grado di scatenare un corpo stereotipato e appariscente. Le sonorità miste e dalle tante sfumature, le voci che sanno di antico, traducono il suo omaggio alla tradizione, il bisogno di ritornare alle origini, la sua relazione profonda con la sua terra e i suoi valori. Non solo. Musicista che racconta i margini del mondo, rielabora quella musicalità di contesti lontani, che evocano il Terzo Mondo e l’Oriente.

Un’esperienza suggestiva, ma anche umana. Enzo Avitabile ha trasformato la piazza di Licusati in un corpo di ballo, in totale sintonia con il suo sentire, con la sua sensibilità, la sua denuncia.licusati

Un concerto semplice, senza troppi effetti ricercati, che si concentra tutto sul movimento coreografico dei “suoi bottari”. Dietro quella precisione del gesto di ognuno di loro, c’è l’essenza del teatro: la necessità di controllare il corpo e i suoi movimenti attraverso la mente, creando un rapporto profondo tra ciò che si sente e ciò che si vuole comunicare perché, il teatro e la danza insegnano, che dietro ogni gesto si traduce un’emozione, un significato. Corrispondenza allegorica che dovrebbe passare dal palcoscenico alla vita, come predicava il Teatro della crudeltà. Danza e teatro, musica, uomo. Enzo Avitabile ha lasciato il segno, anche a Licusati.

Laureata in DAMS nel 2013, con una tesi sul rapporto cinema e musica nella filmografia di due giovani autori romani, ha lavorato come tirocinante presso "La camera ottica/Crea" di Gorizia, specializzandosi in restauro dei formati amatoriali. Ha collaborato come redattrice per un sito e una rivista cartacea di critica cinematografica dal 2008 al 2009. Precedentemente è stata direttrice di scena per compagnie teatrali a livello amatoriale. Scrive per la testata www.zerottonove.it, si occupa del Cilento, cercando di far emergere la sua ricchezza artistica e storica, rivelando quelle che sono le sue contraddizioni interne, procedendo, dove è possibile, per inchieste. Attualmente vive a Camerota.
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