Indonesia tribù Toraja, l’inquietante culto dei defunti che vivono con i loro cari

Indonesia, il culto dei morti secondo la tribù Toraja: celebrazioni impressionanti che agli occhi di un occidentale possono essere considerate terrificanti!

Monumento funebre Toraja
Photocredits: Wikimedia Commons

Il culto dei morti del popolo Toraja un popolo che vive in Indonesia e che ha mantenuto tradizioni particolari, per non dire atipiche, ma che tuttavia assicurano la presenza di numerosi turisti da ogni parte del mondo. Stiamo parlando, per la precisione, del culto dei defunti, per certi aspetti controverso, ma che fa parte dell’identità di quel popolo e che, di conseguenza, merita rispetto per quanto possa sembrare inquietante agli occhi di noi occidentali. Iniziamo col dire che la popolazione dei Toraja vive presso l’isola indonesiana Sulawesi, a circa 300 chilometri da Makassar. Per molti anni questa popolazione ha vissuto in isolamento totale. Ciò ha fatto si che mantenessero vivi alcuni culti dell’antica religione animista caratterizzante questa tribù.

Che cos’è l’animismo?

Per comprendere la popolazione dei Toraja e i suoi “grotteschi” culti funebri, dobbiamo necessariamente entrare approfonditamente nel concetto della religione animista. Essa è legata alla concezione dell’adorazione delle entità non umane. Ad esempio, “divinità” caratterizzanti questo particolare (e antichissimo) credo sono piante, animali, fenomeni naturali e oggetti considerati feticci, ovvero, intermediari artificiali tra l’uomo e Dio. Insomma, l’essenza spirituale è in ogni cosa secondo tale religione. Il culto animista praticato dai Toraja è quello di Aluk To Dolo e divide il mondo in tre piani: celeste (il Paradiso), sotterraneo (il mondo dei morti) e terreno (il nostro).

La morte per i Toraja

Nel culto dei Toraya, le onoranze funebri sono fondamentali affinché defunto possa raggiungere la mistica terra dei Puya, ovvero l’aldilà, la terra dei morti. Secondo il culto, questa terra sarebbe situata da qualche parte negli altopiani. Una volta che l’anima raggiunge il paese dei Puya, potrà continuare a fare una vita normale come nel mondo terreno, grazie anche alle offerte da parte dei viventi. In alternativa, potrà scegliere di fare un viaggio verso il mondo celeste con la speranza di diventare una divinità. Le anime che non riescono nella loro impresa diverranno Bombo, spiriti maligni che che minacciano gli esseri viventi. Il Bombo è una sorta di fantasma, di vampiro, che si avventa sui vivi. Bombo, secondo la religione dei Toraja, lo si diventa quando la famiglia del defunto non riesce a permettersi una degna sepoltura.

Il video dei defunti che vivono con i loro cari

La morte, un processo graduale

Secondo le credenze dei Toraja, la morte non è un evento improvviso, bensì un processo graduale. Una persona non è morta, ma è addormentata ed è ufficialmente deceduta quando il rito funebre è concluso. Il rito funebre viene svolto dopo alcuni mesi (se non addirittura anni) dalla data di morte. Questo dipende molto dallo status economico della famiglia e se ha disponibilità di fondi necessari per il funerale. Nell’attesa, la salma viene mummificata e conservata presso la dimora in cui ha visto la luce.

In cosa consistono i riti funebri dei Toraja?

I riti funebri dei Toraja sono importanti eventi in cui socializzare, come se fosse una vera e propria festa. Una concezione del lutto lontana anni luce rispetto alla nostra! Nel corso delle onoranze funebri si ricordano la storia, le tradizioni e i valori della popolo a cui si appartiene. Gli eventi in questione durano diversi giorni e prendono il nome di Rambu Soloq. In primo luogo vi è la macellazione di animali quali suini e bovini. Anzi, più il morto è stato in vita potente, più il “sacrificio” di bestiame è abbondante.

Nella tradizione Toraja, i bovini (bufali) serviranno al trasporto del defunto verso il regno dei morti, mentre i suini (maiali) serviranno al suo sostentamento nel corso del viaggio. È consuetudine sacrificare centinaia di bufali e diverse centinaia di maiali per ogni morto. Dopo il sacrificio, la carne viene cotta e distribuita ai vari partecipanti alla celebrazione. In seguito arriva la sepoltura vera e propria. I membri della tribù Toraja non vengono quasi mai sepolti sotto terra. Perlopiù vengono sepolti ai fianchi delle montagne, oppure in bare molto complesse che vengono fissate alle rocce. Spesso la tomba risulta essere una spesa di lusso ed occorre molto tempo per fabbricarla. Un manichino ligneo, chiamato Tau Tau, rappresenta il defunto e viene posto a guardia della grotta sepolcrale.

Come vengono sepolti i bambini?

Spesso i bambini vengono sepolti in delle cavità scavate negli alberi ancora rigogliosi. I tumuli sono coperti con una porta in fibra di palma. Il foro viene in seguito sigillato e, secondo le credenze locali, quando l’albero tornerà ad essere integro, il piccolo potrà raggiungere l’aldilà. Decine di bambini possono trovare sepoltura anche all’interno di un solo arbusto. Quando le sepolture sono completate e i partecipanti alla celebrazioni hanno terminato di mangiare, tutti tornano alle loro dimore, ma il rituale funebre non è affatto finito. Ogni anno, nel mese di agosto, nel corso di un rituale chiamato Ma’Nene, le salme vengono riesumate per essere opportunamente lavate, curate e abbellite come se fossero corpi ancora vivi. Le mummie vengono portate per i villaggi in processione. I defunti vengono nutriti ed addirittura vengono offerte loro sigarette.

Funerali cruenti

A dispetto del folklore e del presunto spirito festoso che caratterizzerebbe tali celebrazioni, secondo il blog Non chiamatemi turista, il funerale Toraja risulterebbe essere molto cruento. Pare che alcuni turisti che stavano assistendo ad uno di questi riti se ne siano andati impauriti prima della loro fine. Il funerale vero e proprio viene chiamato Tomate e consiste in uno scontro tra tori che possono provenire da tutto il territorio abitato dai Toraja. Il Tomate è un rito fondamentale e deve essere svolto con la minima attenzione, altrimenti la sfortuna si abbatterà sui membri della famiglia ancora vivi. Come abbiamo già detto, il periodo preferito per i funerali è quello estivo, intorno ai mesi di luglio e agosto, ovvero, la stagione secca.

Consigli per i turisti

Se siete turisti curiosi in visita presso le zone qui descritte, consigliamo di farvi aiutare da una guida, in maniera tale che possiate muovervi più agevolmente in questa cultura così lontana. Nel caso decidiate di assistere ad un funerale, sarebbe opportuno vestire con abiti sobri, di colore scuro per simboleggiare il lutto (tutto il mondo è paese, del resto). Sarebbe opportuno, inoltre, portare con voi offerte quali zucchero, birra, sigarette e tutto quello che gli organizzatori vi diranno di presentare.

Il mondo degli spiriti è uguale a quello terreno

Secondo la tradizione Toraja, il defunto deve avere mezzi di sostentamento anche nell’aldilà. Un morto, soprattutto se è stato un uomo importante in vita, viene sepolto in maniera regale, con tanto di gioielli, pietre e oggetti preziosi. Se in vita ha avuto il vizio dell’alcol e del fumo, anche nel mondo degli spiriti potrebbe continuare a perseguire tali passioni. Proprio per questo motivo, assieme al defunto vengono seppellite birre, liquori e sigari, Un’usanza che però, nel corso del tempo, ha portato a numerose profanazioni di tombe.

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Marco Della Corte
Sono nato a Capua (Caserta) il 4 agosto 1988. Da sempre amante, della letteratura, giornalismo, mistero, musica e cultura pop (anime, manga, serie tv, cinema e videogames). Ho mosso i primi passi su testate locali come Il Giornale del Golfo e la Voce di Fondi, per poi passare a testate più mainstream come Blasting News, Kontrokultura e Scuolainforma. Regolarmente iscritto presso l'ODG Campania come pubblicista, sono laureato in Filologia classica e moderna. Attualmente insegno come docente di materie umanistiche tra liceo classico e scientifico. Ah, dimenticavo: la cronaca nera è il mio pane quotidiano!