Tecnologia
Investimenti finanziari: facciamo il punto sul fenomeno NFT

Negli ultimi mesi un nuovo termine è entrato a far parte del vocabolario delle persone interessate agli investimenti finanziari: NFT. In realtà si tratta di un acronimo, il nome completo sarebbe Non Fungible Token, e rappresenta il nuovo trend nel campo degli asset digitali. L’apprezzamento del pubblico è stato praticamente immediato ed in questi giorni si inizia già a parlare di un possibile marketplace di NFT gestito addirittura dal New York Stock Exchange.
Nonostante il grande successo, sono ancora tante le persone che non hanno ancora ben capito il funzionamento di questi token non tangibili. Effettivamente sono in molti a non spiegarsi la disponibilità mostrata da certe persone a pagare dei soldi per acquistare degli oggetti che sembrano non esistere (per lo meno fisicamente). L’argomento, quindi, merita di essere approfondito: vediamo cosa sono davvero gli NFT e quale può essere il loro ruolo nel campo degli investimenti.
Cosa sono e come si comprano gli NFT
Gli NFT possono essere definiti come degli strumenti digitali che possono essere scambiati e che rappresentano e certificano la proprietà di un determinato bene. Solitamente possono essere comprati solo con criptovalute, tipologia di asset con cui condividono la blockchain come tecnologia di base. Il primo passo per comprare nft consiste quindi nella creazione di un proprio portafoglio di criptovalute.
Gli esperti di Finaria suggeriscono di utilizzare le piattaforme di Crypto.com e di Huobi Global per acquistare i token necessario per investire in NFT. I token non fungibili, invece, possono essere acquistati presso degli appositi marketplace: nel giro di poco tempo questi luoghi di scambio sono aumentati molto velocemente, ma tenendo conto del loro livello di sicurezza, dell’offerta di NFT e dei loro volumi quotidiani, i migliori sono quelli di MakersPlace, OpensSea, Binance, Known Origin, Crypto.com e Axie.
Perché puntare sugli NFT come investimenti finanziari?
I Non Fungible Token, a differenza del Bitcoin e delle altre criptovalute, non sono strumenti di scambio. Come detto, la loro funzione è quella di certificare un acquisto e, dunque, la proprietà di un preciso bene: per spiegare meglio la differenza tra le due realtà, qualcuno ha detto che se il Bitcoin può essere considerato come la moneta che si utilizza per acquistare qualcosa, l’NFT è lo scontrino che conferma la transazione e assegna la proprietà del bene al suo compratore.
L’obiettivo di questi token è molto preciso ed importante: servono a rendere gli scambi digitali più certi e meno volatili. Quando si compra un token non tangibile si acquista la proprietà di un’opera ed il passaggio viene registrato sulla blockchain. L’unico modo per investire in NFT è acquistare NFT. Al di là degli acquisti fatti per fini puramente collezionistici, come per tutti gli altri investimenti finanziari, l’obiettivo è sempre lo stesso, ovvero ottenere un profitto.
Un mercato in continua crescita
Per fare un paragone con il mondo reale, chi investe in NFT può essere paragonato ad un mercante d’arte. Quindi l’investitore acquista un token ad un prezzo nella speranza di poterlo rivendere ad un prezzo più alto ed ottenere un profitto. Non è semplice, ma se si riescono ad individuare e ad anticipare i trend le occasioni non mancano: d’altronde stiamo parlando di un mercato che già oggi vale più di venti miliardi di dollari.
Circa li 60% del giro complessivo di token non fungibili riguarda i settori dell’arte e dei collezionabili. La loro fama è cresciuta in maniera esponenziale negli ultimi mesi ed ora gli NFT possono diventare anche uno strumento per la valorizzazione dei brand e per la creazione di valore aggiunto: molte realtà del made in Italy, da quelle della moda a quelle attive nel campo del food e del vino, stanno puntando forte sugli NFT, che sono quindi destinati a crescere ulteriormente.









