Dopo aver confrontato le variazioni nelle componenti del costo del lavoro tra gli anni 2007 e 2020, è emerso che il “salario netto a disposizione dei lavoratori si è ridotto del 10%”: lo ha confermato l’Istat presentando oggi il rapporto “Reddito e condizioni di vita 2021”.
Dal documento appare, anche chiaramente, che “i contributi sociali dei datori di lavoro sono diminuiti del 4%, anche per l’introduzione di misure di decontribuzioni, mentre i contributi dei lavoratori sono rimasti sostanzialmente invariati, e le imposte sul lavoro dipendente sono aumentate in media del 2%”.
Cuneo fiscale al 45,5%
Secondo la rilevazione Istat, i redditi medi netti dei lavoratori nel 2020 erano in calo del 5% e anche il costo del lavoro, al lordo di imposte e contributi sociali, si riduceva di un 4,3% rispetto al 2019. E su una paga lorda di 31.797 euro, il netto è pari a 17.335 euro, ovvero il 54,5% della retribuzione complessiva: significa che il cuneo fiscale e contributivo pesa, su ogni busta paga, per il 45,5%.
Cos’è il cuneo fiscale
Il cuneo fiscale e contributivo è la differenza tra il salario netto percepito dal lavoratore e il costo del medesimo sostenuto dal datore di lavoro. Mediamente, rileva l’Istat, il valore del cuneo fiscale è pari a 14.600 euro e, nonostante si riduca del 5,1% rispetto al 2019, continua ad erodere più del 45% del totale degli emolumenti. I contributi sociali a carico del datore di lavoro pesano circa il 25% (24,9%, per la precisione) della busta paga , mentre il 20,6% è la quota a carico del lavoratore, ripartita tra imposte dirette (13,9%) e contributi sociali (6,7%).











