“Sin dalla prima fase della pandemia” spiega Nello Musumeci, presidente della Regione Sicilia, “abbiamo prestato attenzione ai passeggeri in arrivo. Addirittura a febbraio dello scorso anno abbiamo invitato comitive di turisti del nord, già prenotati, a rinviare la loro venuta nell’isola per evitare possibili contagi. I fatti mi hanno dato ragione, al di la delle polemiche. In questa seconda fase la realizzazione di presidi negli scali aeroportuali e portuali, a cominciare dallo stretto di Messina, ha costituito uno strumento di controllo assai prezioso“.
Adesso, infatti, chi arriva all’aeroporto di Catania o Palermo, non potrà entrare se non esibisce un certificato che attesti la negatività al Covid-19 verificata mediante tampone non più di 48 ore prima. Se non si è in possesso di tale certificazione, ci si dovrà obbligatoriamente, sottoporre a tampone rapido (gratuito) nelle strutture allestite dalla Regione.
La stessa cosa valle per chi arriva nei porti dell’isola e nell’aeroporto di Trapani.
È questo il “Sistema Sicilia” varato dal presidente Nello Musumeci per tenere sotto controllo i contagi nell’isola: via ai test rapidi di 2a generazione.











