La storia di Giorgio Bongiovanni: il mistero delle stimmate

La storia di Giorgio Bongiovanni è conosciuta alla maggior parte degli appassionati di misteri, ma è anche nota a migliaia di credenti italiani. L’uomo, siciliano, vicino alla religione cristiana e, allo stesso tempo, in contatto con gli ufo (come afferma lui stesso) avrebbe avuto una visione della Madonna tramite le sembianze di una Signora vestita di bianco. Le stimmate lo hanno accompagnato per la maggior parte della sua vita, tra cui una particolarmente vistosa sulla fronte, con al centro un una croce. Le piaghe di Cristo che Giorgio Bongiovanni presenta su di sé sono tuttavia genuine? Difficile rispondere a una simile domanda, ma andiamo per gradi.

Giorgio Bongiovanni: un giornalista contro la mafia

Come leggiamo da un articolo pubblicato su genio.virgilio.it, Giorgio Bongiovanni afferma di essere in contatto con la Vergine Maria e con entità extraterrestri. Mafia, alieni, stimmate, misticismo. Il mondo di Bongiovanni sembra essere molto sfaccettato. Sulla criminalità organizzata, è bene precisarlo, il nostro uomo, di professione giornalista pubblicista, ha sempre denunciato le angherie perpetrate da tale organizzazione, in qualità di direttore del periodico Antimafia Duemila. Bongiovanni parla anche dell’Anticristo, il falso profeta che corromperà l’umanità, la cui espressione terrena sarebbe proprio la stessa mafia.

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L’incontro con la Madonna

Tutto iniziò il 5 aprile 1989, quando, intorno alle 12, Giorgio Bongiovanni vide accanto alla sua auto una Signora che emanava un’incredibile luce. La figura lucente stava aspettando proprio Giorgio. Quest’ultimo, avvicinandosi, si rese contro che la Signora, vestita di bianco bianco levitava. La Signora lo salutò dicendosi di chiamarsi Myriam (che dovrebbe essere il nome reale della Vergine Maria) invintandolo a prepararsi a ulteriori incontri. Dopo diverse apparisioni, la Madonna invitò Giorgio a recarsi a Fatima, in quanto lì avrebbe dato un segno per tutta l’umanità.

Il viaggio a Fatima

Recatosi a Fatima come richiesto da quella figura, identificata con la Vergine Maria, Giorgio Bongiovanni cadde in estasi. Vide uscire dal suo petto due fasci di luce che caddero sui palmi delle sue mani. Era il 2 settembre 1989. Sul dorso delle sue mani si andò a creare un rigonfiamento che andò gradualmente a lacerarsi, come se un chiodo spingesse da sotto a sopra, aprendosi in una ferita profonda, trapassante totalmente i palmi delle mani. Si tratta del mistero delle stimmate, che nella storia sono comparse su numerosi uomini mistici, divenuti poi santi, tra cui Francesco d’Assisi, Padre Pio e Gemma Galgani.

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Il sigillo di Cristo

Come molti cattolici sapranno, le stimmate sono un sigillo divino, rappresentano le piaghe sul corpo di Cristo dopo la sua crocifissione. Di norma, tali segni appaiono su mani, piedi e costato, talvolta anche sulla fronte del prescelto. Le stimmate di Giorgio Bongiovanni si svilupparono prima sulle mani, in seguito comparvero anche sui piedi, sul costato e sulla fronte. Dopo Fatima, Bongiovanni è andato in giro per il mondo professando i messaggi che dichiara ricevere dal Signore. I temi più ricorrenti sono ufo, extraterrestri, reincarnazione e la vera essenza della chiesa.

Le apparizioni in TV

Nel corso degli anni, Giorgio Bongiovanni è intervenuto in diversi programmi tv, come La vita in diretta nel 2002, il Bivio su Italia 1 nel 2007, Mistero e La strada dei miracoli. Al di là della credibilità del personaggio, bisogna comunque menzionare l’esistenza di numerose persone che testimoniano di come Giorgio sia effettivamente un mistico a tutti gli effetti e che sarebbe in contatto con qualcosa di superiore. Sicuramente una storia molto complessa la sua. La veridicità circa le sue vicende è dunque questione di fede. Chi siamo del resto noi per giudicare?

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Il caso Moro

Il caso del rapimento e uccisione di Aldo Moro è stato discusso anche da Giorgio Bongiovanni, il quale ha voluto dire la sua riguardo alla vicenda che scosse la cronaca (e politica) italiana alla fine degli anni ’70. Il giornalista non avrebbe dubbi. Il delitto sarebbe stato, come leggiamo dal Foglio, “ideato, studiato ed eseguito da una commissione internazionale tra Br, parti deviate dello Stato, servizi segreti, in testa Cia e Kgb, mafia siculo-americana, criminalità organizzata italiana e poteri occulti del Vaticano”.

A detta di Giorgio Bongiovanni questo corrisponderebbe solamente alla verità storica e c’è bisogno che divenga una verità processuale. Sulla rivista Antimafia 2000, lo stigmatizzato spiega come arrivare a tale risultato. Secondo lui sarebbe opportuno aprire un nuovo processo per “Attentato a Corpo politico dello Stato”. Il medesimo reato contestato durante il processo “trattativa”. Bisognerebbe inoltre mettere in stato di arresto tutti i brigatisti in libertà provvisoria o in semi libertà, facendoli rimanere in carcere finché non confesseranno la “commistione internazionale”.

L’incontro con Eugenio Siragusa

A 13 anni, Giorgio Bongiovanni incontrò Eugenio Siragusa, noto contattista catanese, morto nel 2006, che divenne il suo padre spirituale. Giorgio Bongiovanni lo ha sempre considerato un “maestro”. Riportiamo alcune dichiarazioni di Siragusa estrapolate dal blog di Marco Vuyet: “La mia esperienza ebbe inizio l’anno 1951 il 25 marzo. Era l’alba. Mi trovavo in Piazza dei Martiri, dovevo attendere il filobus che mi portasse in ufficio. Ad un certo momento, alzando gli occhi in cielo, vidi un globo luminescente, da questo globo partì un raggio che mi investì ed ebbi la sensazione profonda di essere stato completamente ridimensionato, cioè non mi sentivo quello che ero prima”.

Su Dio affermava, come riportato da Eugeniosiragusa.it: “La prodigiosa natura del Signore non ha confine: essa è manifesta attraverso tutto il mondo. Tu puoi conoscerla, anzi, puoi vederla persino nelle tue mani e contemplare l’immagine di Dio. Cerca una guida che ti accompagni alle soglie della Gnosi, ove chiara la luce risplende, pura d’ombra, ove neppure un’anima è ebbra, ma tutte sobrie, sono svegliate dal loro delirio e hanno gli occhi fissi su Colui che vuole essere veduto. Dio non ignora l’uomo, anzi, Egli lo conosce interamente ed appieno e, la Sua Volontà, consiste nell’essere anch’Egli ben conosciuto dall’uomo”.

L’esperienza delle stimmate

Nel corso di un’intervista ad Anima TV risalente al 2010, Giorgio Bongiovanni descrisse il suo rapporto con le stimmate: “L’esperienza che vivo è molto intensa, oramai sono venti anni che la vivo, come un onore. Sì, la sofferenza c’è, però so che cosa sono, so perché mi sono state date, un ricordo della crocifissione di Cristo, il significato del messaggio di Cristo, della nostra Salvezza spirituale e, soprattutto, delle opere che bisogna mettere in pratica nel seguire il sacrificio di Cristo. Tutto questo ha fatto sì che cambiasse completamente la mia vita…”.