Le mortificazioni estreme di Santa Maria Margherita Alacoque

La strana storia di Santa Maria Margherita Alacoque: il misticismo e le penitenze estreme. La canonizzazione avvenne nel 1920.

Iniziamo col dire che questo articolo non vuole essere in alcun modo ironico e provocatorio. Tutte le religioni meritano il dovuto rispetto, così come lo stesso cristianesimo e i rappresentanti di tale Credo. L’autore stesso dell’articolo si dichiara cattolico e ciò che verrà riportato sarà solo a puro scopo informativo, senza cadere nel trivio o in becere insinuazioni nei confronti della figura di Santa Maria Margherita Alacoque. Chiarito ciò, iniziamo col dire che la santa in questione è ricordata per il suo misticismo, ma anche per alcune mortificazioni a dir poco estreme. Alacoque venne canonizzata nel 1920.

Santa Maria Margherita Alacoque: l’esperienza mistica

Santa Maria Margherita Alacoque nacque nel 1647 a Latecour in diocesi di Autun. Come leggiamo da Aleteia, Maria Margherita fu figlia di Claudio Alacoque, notaio e consigliere di corte. Maria Margherita fu grande apostola della devozione al Cuore di Gesù. Avrebbe assistito a diverse apparizioni mistiche, in cui avrebbe parlato con Dio stesso. La sua vita sarebbe stata caratterizzata, inoltre, da molte altre esperienze intime mistiche. Nonostante fosse indigente e, purtroppo, incline a diverse patologie, nel 1671, a 24 anni, entrò nel monastero della visitazione di Paray-le-Monial. In tale occasione il Signore le diede doni carismatici straordinari.

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La festa del Sacro Cuore

Una vita caratterizzata da molte sofferenze quella di Santa Maria Margherita Alacoque. Nonostante tutto, ebbe la gioia del riconoscimento e della celebrazione della festa liturgica del Sacro cuore nella Chiesa. Un amore straordinario quello provato dalla santa nei confronti di Gesù. Maria Margherita si diede da fare nel diffondere la pia pratica dei primi nove venerdì del mese in onore del Sacro Cuore di Gesù. Morì il 17 ottobre 1690. Aveva 43 anni. Nel prossimo paragrafo parleremo dell’incredibile rapporto che la santa ebbe con l’Aldilà, in particolare con le anime del Purgatorio.

Le apparizioni delle anime del Purgatorio

Santa Maria Margherita Alacoque ebbe diverse apparizioni delle anime residenti (temporaneamente) in Purgatorio. In alcuni suoi scritti la mistica racconta: “Mentre ero davanti al Santissimo il giorno del Corpus Domini, d’improvviso mi si presentò davanti una persona tutta avvolta dalle fiamme, i cui ardori mi penetrarono così fortemente, che mi sembrava bruciassi con lei. Lo stato pietoso, in cui mi fece vedere che si trovava in Purgatorio, mi fece versare molte lacrime. Mi disse che era quel religioso benedettino che una volta aveva ascoltata la mia confessione e mi aveva ordinato di ricevere la santa Comunione.; per compensarlo di un consiglio tanto utile, Dio gli aveva permesso di rivolgersi a me, perché gli dessi sollievo nelle sue pene, chiedendomi per tre mesi tutto ciò che avrei potuto fare e soffrire. Glielo promisi dopo aver ottenuto il permesso del Superiora”.

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E poi ancora: “Mi disse che la prima causa delle sue grandi sofferenze era aver preferito il proprio interesse alla gloria di Dio, per troppo attaccamento alla sua reputazione; la seconda, la mancanza di carità verso i confratelli; e la terza, l’eccessivo affetto naturale verso le creature, e l’averlo manifestato nei colloqui spirituali, cosa che dispiace molto a Dio. Mi sarebbe difficile raccontare quanto ebbi a soffrire in quei tre mesi. Non mi lasciava mai, e mi sembrava avere il fianco presso cui stava, avvolto in una fiamma di fuoco, con dolori così acuti, da gemere e piangere quasi continuamente.

Maria Margherita conclude così: “La Superiora, presa da compassione, mi dava buone penitenze, soprattutto di disciplina; perché le pene e le sofferenze esterne che mi facevano soffrire per carità davano molto sollievo alle altre che la santità d’amore imprimeva in me come un piccolo saggio di ciò che essa fa soffrire a quelle povere anime. Alla fine dei tre mesi, lo rividi in maniera ben diversa: al colmo della gioia e circonfuso di gloria, se ne andava a godere la eterna felicità; ringraziandomi, mi disse che mi avrebbe protetta davanti a Dio. Io mi ero ammalata; però, siccome la mia sofferenza scomparve con la sua, guarii subito”.

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Le mortificazioni a dir poco disumane

L’autobiografia di Santa Maria Margherita Alacoque ci fornisce una serie di di rivelazioni intime, ma anche di mortificazioni che agli occhi di una persona normale farebbero effettivamente ribrezzo. Maria Margherita scrisse una sua autobiografia personale su richiesta di Padre Claudio de la Colombiere, gesuita e persona profondamente coinvinta della genuinità delle visioni mistiche della monaca. Colombiere raccomandò a Maria Margherita di scrivere qualsiasi cosa avvenisse nella sua anima, nonostante l’estrema ripugnanza da parte della diretta interessata.

Maria Margherita specifica nei suoi scritti che tra le sue penitenze ci fossero l’autoflagellazione, il dormire su dei cocci, legarsi le dita per poi conficcarvi degli aghi e il desiderio di sentirsi sempre disprezzata. La cosa che però salta più agli occhi del lettore della sua autobiografia è il fatto che per autopunirsi del ribrezzo provato nell’assistere alcuni malati, la santa dichiara di aver baciato le piaghe e di mangiare il vomito di una malata, affermando: “Questo atto mi portò infinite delizie al punto da farmi desiderare di avere tutti i giorni l’opportunità di ripetere simili azioni”.

Inoltre, Maria Margherita si sarebbe riempita la bocca della dissenteria della malata che, come precisa Wikipedia, non ingerì poiché, durante un’apparizione, il Signore Gesù stesso le ricordò l’obbligo all’obbedienza, che le impediva di mangiare qualsiasi cosa senza permesso. La stessa santa scrive: “Un altro giorno avendo con qualche nausea servita un’inferma di dissenteria, ei me ne diè una sì forte riprensione, che per riparare a questa colpa, mi vidi costretta, mentre andavo a buttare via ciò che aveva fatto, a bagnarvi la lingua dentro e a riempirmene la bocca”.

E poi ancora: “Appresso il Signore dolcemente, ed in amichevol modo mi rimproverò del far tali cose: Ed io, O mio Signore, gli dissi, così fo a fin di piacervi, e di così obbligarmi il Cuor vostro divino, e tanto spero io conseguire da voi. Ma che non faceste voi, mio Signore, per guadagnarvi i cuori degli uomini, che vel niegano, e da sé spesso vi scacciano? “Il confesso, o mia figlia, che fui sospinto dalla potenza dell’amor mio a segno di tutto sagrificare per la lor salvezza, benché al mio amore con niuna dimostrazione di gratitudine essi rispondano. Or voglio che da’ meriti del mio Sacratissimo Cuore tal ingratitudine tu misuri. A te io voglio darlo questo mio Cuore”.