Salute

Le varianti Covid: affermazioni Galli, il comunicato dall’Asst Fatebenefratelli e il parere di Burioni

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Le varianti Covid-19 alimentano lo scontro fra i sanitari e, alle affermazioni in materia del professor Massimo Galli, primario del Sacco di Milano, si contrappongono la presa di distanze dell’Asst Fatebenefratelli con un comunicato, e il parere critico del virologo Roberto Burioni.

Covid e varianti tra attenzione e allarmismi

Sars-Cov-2 cattura nuovamente l’attenzione dei media per il rischio che le sue varianti siano non solo più contagiose, ma più pericolose e letali per i pazienti a rischio e i media diventano, per l’ennesima volta, il palcoscenico degli specialisti che esprimono pareri contrastanti, facendo sconfinare il giusto richiamo alla prudenza nell’allarmismo, con conseguente ansia e confusione nei cittadini, già duramente provati da un anno di pandemia.

Non c’è dubbio che esistono due correnti di pensiero, anche fra virologi e infettivologi, alcuni puntano a localizzare e circoscrivere singoli focolai, altri prediligono lockdown più o meno totali. Tra questi ultimi c’è Massimo Galli, professore ordinario di Malattie infettive e primario dell’ospedale Sacco di Milano, che ha denunciato una massiccia presenza di pazienti affetti dalle varianti del Covid-19 nel suo reparto.

Le sue dichiarazioni non hanno lasciato spazi al dubbio: “Mi ritrovo ad avere il reparto invaso da nuove varianti, e questo riguarda tutta quanta l’Italia e fa facilmente prevedere che a breve avremo problemi più seri“. A questo aggiungeva che le riaperture delle attività economiche e scolastiche non erano una buona idea, perché il virus detta l’agenda ed è impensabile aprire una trattativa sindacale con il Covid.

La presa di distanze dell’Asst Fatebenefratelli Sacco

l’Azienda socio sanitaria territoriale (Asst) Fatebenefratelli Sacco ha diffuso una nota di chiarimento: “Nel periodo dal 23 dicembre 2020 al 4 febbraio 2021, sono stati ricoverati 314 pazienti positivi a Covid. I dati raccolti hanno rilevato la presenza di 6 pazienti positivi alla variante Uk su un totale di 50 casi che, in ragione delle loro caratteristiche, sono stati sottoposti a sequenziamento.

Tali affermazioni (del prof. Galli N.d.R.) al momento attuale non rappresentano la reale situazione epidemiologica all’interno del Presidio…Attualmente le percentuali di varianti identificate (verificate secondo le indicazioni del ministero della Salute e dall’Iss o su controlli a campione) sono in linea con la media nazionale ed inferiori alla media regionale. Si specifica, inoltre che fino ad oggi nel Laboratorio dell’Asst è stata identificata esclusivamente la cosiddetta variante inglese. Al momento, nessun sequenziamento ha evidenziato la variante brasiliana o sudafricana“.

In pratica, è una presa di distanze dalle dichiarazioni emergenziali del professor Galli, pur condividendo l’esigenza di sorvegliare con attenzione le varianti presenti e future, grazie anche a un nuovo test diagnostico in arrivo, e l’invito alla popolazione affinché rispetti sempre le regole anti Covid.

Massimo Galli non cambia linea

Tuttavia, l’infettivologo milanese non cambia la sua linea comunicativa e, ospite ad Agorà su Rai3, ribadisce che la situazione peggiorerà, dato che serve un monitoraggio più preciso della diffusione della malattia e la campagna vaccinale batte ancora la fiacca, il che è vero, ma perché le zone colorate a restrizione progressiva non hanno circoscritto a dovere i focolai.

Di conseguenza, Galli ritiene che le varianti provocheranno un disastro: “Guardando anche ai dati dell’ultimo periodo si vede che siamo in una situazione apparentemente congelata, ma che per colpa di una variabile aggiuntiva, le varianti, non lascia presagire purtroppo nulla, nulla di buono“.

Il parere di Roberto Burioni

Alla nota chiarificatrice dell’Asst Fatebenefratelli Sacco che deplora allarmismi, al momento non riscontrati, si unisce anche la critica del virologo e immunologo Roberto Burioni sui social: “La nuova moda è “terrorizzare con la variante“. Vorrei farvi notare che varianti virali emergono continuamente e, fino a prova contraria, non rappresentano un pericolo. Vale per le varianti quello che vale per i cittadini: innocenti fino a prova contraria.

In particolare non c’è nessun elemento che ci faccia pensare che quelle già individuate sfuggano all’azione dei vaccini più potenti… Per esempio, in concreto in Israele la variante “inglese” è contrastata impeccabilmente dal vaccino. Il futuro non possiamo predirlo, ma non è detto che una variante resistente al vaccino possa comparire, pensate solo al morbillo che ha un meccanismo di replicazione del suo genoma a RNA molto più impreciso del coronavirus…Il vaccino contro il morbillo è stato messo a punto negli anni ’60 ed è ancora efficace come il primo giorno. Calma e vaccini, soprattutto tanti vaccini. Se ci sono somministriamoli, se non ci sono produciamoli, se siamo in ritardo non perdiamo altro tempo. Vacciniamo!”.

La virtù sta nel mezzo

I cittadini hanno bisogno di indicazioni chiare, senza aggravare lo stress che li tormenta da un anno. Si spera che il nuovo governo inviti gli addetti ai lavori a migliorare la comunicazione in favore dei comuni mortali che, in tv, sui giornali e via web, lamentano troppe dichiarazioni contraddittorie.

La comunicazione allarmistica punta, al contrario a zone rosse, con chiusure molto estese, e lockdown sempre più duri. Il guaio è che autonomi e piccoli imprenditori non sanno più da che parte girarsi a livello economico e il sistema sanitario fa i conti con un netto aumento di disturbi ansiosi, depressivi, mentali e tentativi di suicidio, anche fra giovanissimi.

La comunicazione contraddittoria è paragonabile al gatto che si morde la coda quindi, se anche le varianti Covid alimentano lo scontro fra i sanitari, i cittadini non sanno come uscirne a livello emotivo e, mai come oggi, bisognerebbe riscoprire la locuzione latina “In medio stat virtus”, perché solo l’equilibrio ponderato tra esigenze sanitarie ed economiche potrà salvarci.

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