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Le vecchie cellule umane ringiovanite con una nuova tecnica di cellule staminali

Secondo uno studio effettuato dai ricercatori della Stanford University School of Medicine , le vecchie cellule umane riuscirebbero a ringiovanire e rinvigorirsi in seguito ad un apposito trattamento di cellule staminali.

Il team di scienziati è giunto a questo risultato dopo aver analizzato un gruppo di topi anziani, che hanno riacquisito forza dopo che le loro cellule muscolari già esistenti sono state sottoposte a tale trattamento e successivamente reimpiantate.

Per far ciò gli scienziati hanno utilizzato delle proteine conosciute con il nome di fattori Yamanaka. Tali proteine sono comunemente usate per tramutare le cellule adulte in cellule staminali pluripotenti indotte (o cellule iPS). Esse costituiscono un elemento essenziale nell’ambito della medicina rigenerativa, proprio per queste proprietà.

Maggiori dettagli sullo studio

Quando le cellule iPS sono prodotte da cellule adulte, diventano sia giovani che pluripotenti“, ha infatti spiegato uno dei promotori della ricerca, Vittorio Sebastiano , Ph.D., assistente professore di ostetricia e ginecologia e studioso della Facoltà di famiglia di Woods in Medicina traslazionale pediatrica. “Ci siamo chiesti da tempo se fosse possibile semplicemente riavvolgere l’orologio dell’invecchiamento senza indurre pluripotenza. Ora abbiamo scoperto che, controllando strettamente la durata dell’esposizione a questi fattori proteici, possiamo promuovere il ringiovanimento in più tipi di cellule umane”.

Gli scienziati quindi si sono messi al lavoro per  produrre cellule iPS partendo da cellule adulte, (come quelle della pelle), esponendole ripetutamente per due settimane ad un pannello di proteine ​​importanti per lo sviluppo embrionale precoce, introducendo messaggi RNA nelle cellule adulte. I messaggi RNA codificano le istruzioni essenziali alle produzione delle proteine ​​Yamanaka.

Durante questo processo, le cellule riescono a ritornare a uno stato precedente, quindi ringiovaniscono, eliminando il loro DNA dai tag molecolari. In seguito i ricercatori hanno confrontato diversi segni distintivi dell’invecchiamento, tra cui il modo in cui le cellule percepiscono i nutrienti, tra cellule di organismi giovani e di cellule trattate e non di organismi anziani.

Anche se si tratta di una ricerca ancora alla fase embrionale, il dottor Sebastiano si è dichiarato fiducioso sul fatto di riuscire in futuro a “riavviare” i diversi tessuti degli umani.

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