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Le zecche: caratteristiche, pericolosità, prevenzione

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Le zecche sono degli acari di grossa taglia che dispongono di una cuticola coriacea con ipostoma con denticoli retrovolti attraverso il quale si attaccano all’ospite. Esse dispongono di un corpo tondeggiante con una testa non distinguibile dal corpo e munita di una struttura boccale che può penetrare la cute e succhiare il sangue

zecca repleta di sangue

Esse appartengono all’ordine degli Ixododi che è compreso nella classe degli Aracnidi ( nella quale si trovano anche i ragni, gli acari e gli scorpioni). Sono diffuse ovunque nel mondo, con 900 specie divise in tre famiglie di cui due principali (Ixodidae e Argasidae)

Adulti e ninfe hanno 8 zampe mentre le larve ne hanno 6 . Il loro ciclo può compiersi su 1 su 2 o tre ospiti .Gli ospiti sono rappresentati da mammiferi uccelli e rettili.

Il ciclo vitale delle zecche

ciclo vitale delle zecche

Nel loro ciclo si riconoscono quattro distinti stadi:

  1. Uova
  2. Larve;esse possono raggiungere 0,5 mm
  3. Ninfe; grandi fino a 1.5 mm
  4. Adulti; maschi adulti ( da 2,5 a 3,5 mm) femmine adulte prima del pasto(dai 3,5 fino a 4,5 mm), femmine adulte dopo il pasto(fino a 10 mm)

Dopo la schiusa per sviluppare allo stadio successivo esse devono nutrirsi di sangue.

Differenze dimensionali tra maschio e femmina

Le due famiglie principali: Argasidi ed Ixodidi .

Entrambi scelgono l’area cutanea, solitamente le porzioni più glabre (cute del padiglione auricolare, faccia interna delle cosce, base della coda, spalle), incidendo la con delle strutture apposite dette cheliceri, attraverso l’ipostoma poi si attaccano alla cute esercitando l’ematofagia(nutrizione a base di sangue)

Quest’ultima viene esercitata a tutti gli stadi (larva , ninfa, adulti )ad eccezione di otobius.

Gli Argasidi, le zecche molli

Sono le cosiddette “zecche molli“, in quanto prive di scudo dorsale. Le zampe sono in numero di sei per le larve e otto negli altri stadi. Di questi interessano i generi Argas, Otobius, Ornithodoros. I primi due generi sono presenti in paesi a clima temperato caldo e si riscontrano su mammiferi ed uccelli. In italia la più comune è l’Argas reflexus detta zecca del piccione.  Essi si alimentano la notte e di giorno si nascondono negli anfratti del terreno. Questo tipo di nutrizione comporta il loro incremento in volume, che tuttavia contengono attraverso lo scarico dei liquidi tramite particolari strutture di escrezione. Le femmine effettuano l’ovodeposizione nel terreno in 4/5 volte, alimentandosi tra una e l’altra .

Nel genere Otobius le femmine non sono parassite e vivono sul suolo dove eseguono l’ovodeposizione ad intervalli per settimane e mesi .

Anche questo genere è presente nei paesi a clima temperato caldo .

Gli Ixododi o le zecche dure

Comunemente sono indicate come “le zecche dure”,  in quanto posseggono una cuticola rinforzata dorsale a forma di scudo.Questa è estesa a tutta la superficie nei maschi, e solo alla porzione anteriore nelle femmine .

Solitamente le femmine adulte si nutrono in modo continuo e graduale per 7/12 giorni, mentre larve e ninfe per tempi più corti. I maschi invece si alimentano in modo discontinuo.

Una volta che le femmine siano state fecondate accelerano il pasto fino ad essere totalmente replete, e abbandonato l’ospite eseguono l’ovodeposizione, che dura tra i 10 ed i 30 giorni ed anche più , poi la femmina muore.

Le zecche: le specie  più note

Le specie più conosciute e più rilevanti in ambito sanitario, sia in Italia che in Europa sono:

  • La zecca del bosco(Ixodes ricinus)
  • La zecca del cane(Rhipicephalus sanguineus)

Negli stadi giovanili si presentano di dimensioni di 1-2 mm, e possono essere più di un centimetro negli stadi adulti.

Attività delle zecche.

Essa è legata solitamente, con rare eccezioni, alla temperatura ed all’umidità, e si concentra nei mesi caldi. In italia sono attive dalla primavera all’atunno, mentre durante l’inverno si rifugiano negli anfratti di muri, sotto la vegetazione o addirittura si interrano. All’aumento della temperatura riprendono l’attività fino all’autunno. Temperature più elevate del tardo autunno, possono prolungare la loro attività. Preferiscono luoghi con ricca vegetazione erbacea o arbustiva, preferibilmente freschi umidi. La loro presenza negli ambienti è legata alla disponibilità ambientale di ospiti da parassitare. Per questo stalle, cucce di cani e pascoli sono frequentemente i loro habitat preferiti. Questi ectoparassiti non risultano molto selettivi nella specie da parassitare, pertanto possono parassitare diverse specie animali compreso l’uomo.

Zecca femmina ed uova

Le zecche volano, come si prendono?

Le zecche non volano nè saltano. Esse si localizzano sull’estremità delle piante aspettando il passaggio di un animale o di un uomo. Esse percepiscono la presenza dell’organismo da parassitare, attraverso l’emissione di anidride carbonica e calore dello stesso. Nei nostri amici animali ( gatti e cani), esse si lasciano cadere sul manto peloso, nell’uomo sugli abit;  poi  attraverso la loro struttura boccale si conficcano nella cute . Il loro morso è solitamente indolore, per la presenza di un secreto contenente principi anestetici. Solitamente possono rimanere sull’ospite dai 2 ai 7 giorni, per poi lasciarsi cadere spontaneamente.

Le zecche sono pericolose?

Molti sono gli Argasidi e gli Ixodidi che ci interessano per l’azione patogena sui nostri animali . Oltre agli effetti dannosi diretti sulla cute ed agli effetti anemizzanti, esse trasportano virus rickettsie, protozoi ; tutti agenti patogeni per gli animali. Sulla cute le zecche determinano lesioni, che possono essere anche granulomatose, dando infatti origine a noduli quando la zecca muore o viene estratta in maniera sbagliata. Possono dare origine ad un’ infezione cutanea localizzata ( con eritema, edema, e dolore)

Le malattie trasmesse

Esse sono vettrici di molte malattie, sia negli uomini che negli animali, tra le più importanti ricordiamo:

  • La rickettsiosi detta anche febbre bottonosa. La zecca che la trasmette è quella del cane (Rhipicephalus sanguineus). I sintomi di questa malattia sono: febbre, cefalea, dolori articolari ed una eruzione a livello degli arti e del tronco
  • La babebiosi o piroplasmosi, si tratta di un protozoo che la zecca inietta tramite la saliva. Esso si localizza nei globuli rossi e li distrugge. Questo comporta una sintomatologia caratterizzata da ittero( cute e mucose gialle), febbre, emoglobinuria( presenza di emoglobina per lisi dei globuli rossi nelle urine). Alcune infezioni umane sono state segnalate negli Stati Uniti ed in Europa settentronale.

La specie Ixodes ricinus, comunemente detta zecca del bosco può trasmettere malattie infettive come:

  • Il morbo di Lyme o Borreliosi; il primo caso italiano si ha nel 1985,si tratta di una malattia causata da un batterio. Trasmessa per lo più da zecche del genere Ixodes. I principali serbatoi di questa malattia batterica sono animali selvatici come caprioli, cervi, volpi, lepri e roditori. La malattia si manifesta con una macchia rossa che ha tendenza ad espandersi, in seguito si possono sviluppare  disturbi neurologici ( mialgie, artralgie, meningiti, polineuriti). La malattia può cronicizzare . Normalmente si esegue la terapia antibiotica sulla base dei dati sintomatologici poichè non sempre gli esami di laboratorio possono evidenziarla o escluderlka. Poichè tale malattia non porta a sviluppare immunità può essere contratta più volte nel corso della vita. Negli Stati Uniti esiste un vaccino contro il morbo di Lyme.
  • L’encefalite da zecca o TBE; malattia provocata da un virus. La Tick Borne Encephalitis è stata individuata per la prima volta in Italia nel 1994 . Sia la zecca del cane che quella dei boschi possono trasmettere la malattias. Nel 70 % dei casi di infezione umana da tale virus, si hanno scarse manifestazioni sintomatiche o si presenta in forma asintomatica. Nel 30% si possono verificare sintomi simil influenzali dopo 3-28 giorni dal morso di zecca; si può avere febbre che però scompare in pochi giorni. In rarissimi casi dopo i sintomi suddetti, può compare un encefalite che può essere anche molto grave. La malattia ha decorso più benigno nei bambini e nei più giovani.

Altre malattie trasmesse

  • La Erlichiosi; malattia batterica, dopo 7-21 giorni dal morso, si manifesta con sintomi simil influenzali ed eruzioni simili al morbillo. Solitamente ha un’evoluzione benigna.
  • La febbre bottonosa; trasmessa dalla zecca del cane dopo un periodo tra 1 e 3 settimane dalla puntura, in questa malattia può comparire un’ ulcera nella sede della stessa puntura, seguita da febbre ed eruzioni papulose per 10 giorni. Se non viene curata con antibiotici specifici, possono aversi complicanze.
  • La febbre Q; malattia batterica che infesta animali domestici e selvatici attraverso il morso delle zecche. Il morso delle zecche non trasmette la malattia all’uomo, l’uomo può comunque infettarsi attraverso l’inalazione di polveri contenenti tale microrganismo.
  • La Cytauxzoonosi; malattia parasitaria (protozoo),trasmessa da zecche. Colpisce felini domestici e selvatici. La sintomatologia comprende:anemia, pallore, stanchezza, urine scure . I gatti possono miagolare per la sofferenza. Può avere un decorso fatale.
Lesione cutanea tipica del morbo di Lyme

Alcune specie di zecche secernono sostanze tossiche, queste ultime possono determinare  la patologia nota come” paralisi da zecca”. Sono noti casi in Nord America ed in Australia ed in Africa.

Lotta contro le zecche

Tra le diverse specie di zecche esistono differenze, ed è fondamentale conoscere i singoli comportamenti e la biologia, per una lotta più mirata ed efficace. Fondamentale è conoscerne habitat, ospiti che preferiscono, il loro ciclo di sviluppo, i periodi di attività e di riposo,  per poter operare una disinfestazione efficiente.

I trattamenti antiparassitari negli animali

Per il trattamento del bestiame e degli animali domestici si usano insetticidi, mentre per il trattamento delle aree aperte di solito si opera attraverso la rotazione dei pascoli e la falciatura.L’abbandono dei pascoli infestati è efficace solo se si attua per un periodo di almeno due anni, e facendo in modo che su essi non circolino animali selvatici. Efficace sui pascoli è la bruciatura delle erbe , meglio se effettuata in primavera, quando le zecche sono n pena attività.

La lotta a questi ectoparassiti si basa sulla distruzione degli stessi, quando presenti sugli animali, e sulla bonifica dei pascoli ( nel caso di bovini ed ovini). Nel caso dei grossi animali si procede spesso con il bagno o con l’irrorazione di sospensioni o soluzioni contenenti parassiticidi . Tra questi ultimi si ritrovano i carbamati e gli organi fosforici (malathion, neguvon, Asuntol ecc)

Combattere le zecche nel cane e nel gatto

Per i nostri amici animali (cani e gatti ) è essenziale l’utilizzo regolare di un antiparassitario. In commercio esistono diverse soluzioni, sia per metodo di applicazione, che per principio attivo utilizzato.  Quelli preferiti sono le pipette monodose, che contengono il pricipio attivo ( sostanza chimica) e sono liquide. Esse vanno applicate in aree specifiche del corpo, normalmente sui prodotti si trovano le aree da trattare (collo, base della coda). Questi prodotti sono molto efficaci , essi hanno infatti un’azione repellente che evita l’attacamento della zecca ma causano, grazie all’assorbimento per via cutanea del prodotto, la morte dello stesso, qualora si attaccasse. Inoltre esistono prodotti da applicare mediante polverizzazione o nebulizzazione. Fondamentale è sempre lavare e disinfettare spazzole e striglie eventualmente impiegate. Esistono comunque, per animali debilitati, allergici o per i cuccioli prodotti antiparassitari naturali . A tal proposito è spesso impiegato l’olio di Neem.

In alcuni casi si potrebbe incappare in ceppi di zecche resistenti ad un determinato principio attivo, in questo caso sarò necessario cambiare il prodotto impiegato, avendo cura di osservare che il principio attivo impiegato sia diverso.

Grave infestazione da zecche nel cane

Come estrarre le zecche

  • Con una pinzetta occorre afferarla nel punto più vicino alla cute, in modo da evitare la rottura della struttura boccale. Bisogna evitare di farlo a mani nude e di afferrare il parassita per il corpo, in modo da evitare che la zecca si rompa. Esistono in commercio pinzette apposite per la rimozione.
  • Non cercare mai di rimuovere la zecca con alcool benzina, trielina acetone, nè con fuoco: la sofferenza del parassita potrebbe provocare rigurgiti che aumenterebbero il rischio di trasmissione di malattie infettive
  • Una volta afferrato il parassita più vicino possibile alla superficie cutanea, esso va estratto delicatamente. Non schiaccare il corpo per evitare rigurgiti salivari che incrementerebbero il rischio di trasmiossione di agenti patogeni.
  • Dopo averla rimossa è indicata la disinfezione della cute e la distruzione del parassita, bruciandola o immergendola nell’alcool

Cosa fare dopo la rimozione della zecca

  • Sarebbe meglio effettuare la profilassi antitetanica
  • Nel caso il rostro si rompesse noteremo un puntino nero residuo sulla cute. In questo caso occorre estrarlo con un ago di siringa sterile.
  • Per trenta/ quaranta giorni è necessario controllare se si manifestassero sintomi. Tra questi la comparsa di eritema che è caratteristica della malattia di Lyme. Se comparissero cefalea, febbre artralgia, occorrerà contattare un medico. Sconsigliabile è la somministrazione di antibiotici fai da te poichè potrebbe nascherare la sintomatologia e ritardare la diagnosi.
  • Dopo l’asportazione della zecca, la formazione di una crosticina rossa pruriginosa rientra nella norma.

Prevenire l’infestazione da zecche nell’uomo

zecca su filo d’erba

Per l’uomo è consigliabile, soprattutto quando si stia all’aperto a lungo per passeggiate o lavoro nei campi:

  • Utilizzare abiti chiari, in modo da individuarle più facilmente.
  • Indossare pantaloni lunghi, e possibilmente anche stivali
  • Non addentrarsi dove l’erba è alta.
  • Trattare gli animali domestici con sostanze apposite.
  • Dopo la passeggiata fare un esame visivo del corpo (specialmente dietro le orecchie, sul collo, sui fianchi, sulle gambe), e rimuovere subito la zecca se presente. La rimozione immediata limita moltissimo il rischio di contrarre un’infezione trasmessa dal parassita.
  • Spazzolare o lavare gli indumenti prima di entrare in casa. In commercio tuttavia esistono dei repellenti da applicare sugli abiti.

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