Economia
L’effetto Coronavirus riconverte numerose aziende: Ferrari produce respiratori

La pandemia del Covid-19 ha messo in luce anche la grande solidarietà dal cittadino privato ai grandi colossi mondiali. Da Huawei alla Apple, da Ferrari a Barilla, sono numerose le donazioni fatte dalle grandi aziende, sia a livello mondiale che a livello nazionale.
Adesso è tempo di rispondere alla crescente domanda di prodotti sanitari e per lo scopo, molte sono le aziende che hanno deciso di riconvertire la propria produzione.
Aumenta la domanda di mascherine sanitarie: molte le aziende che le stanno producendo
I tentativi di riconversione di molte aziende si sviluppano sia per rispondere alla crescente domanda dei prodotti sanitari, soprattutto mascherine, ma anche per non chiudere gli stabilimenti, con il conseguente rischio di bruciare posti di lavoro.
La maggior parte delle aziende che stanno mettendo in piano la riconversione dei processi produttivi producono abbigliamento, pannolini e assorbenti o del settore calzaturiero.
La cosa importante in questa fase è quella di garantire la produzione rispettando gli standard di qualità, essendo le mascherine prodottu che devono rispettare specifiche caratteristiche di filtraggio, che devono essere testate e certificate.
Un esempio concreto di riconversione della produzione è l’azienda di Alba Miroglio che ha deciso di mettere da parte l’alta moda per dedicarsi a questo prodotto.
E’ stato il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, a lanciare l’appello in piena emergenza per produrre mascherine in tempi ragionevoli. L’Azienda ha risposto prontamente e già nella serata dell’11 marzo hanno presentato un prototipo all’unità di crisi di Torino che ha dato subito l’approvazione.
Sono previste 600 mila mascherine in due settimane e già le prime 15mila sono state consegnate sabato scorso, 14 marzo. A regime sarà possibile produrre circa 75-100 mila mascherine al giorno.
Anche la Bc Boncar di Busto Arsizio, azienda specializzata in packaging luxury per note case di moda nazionali e internazionali ha iniziato la produzione di mascherine per ospedali e amministrazioni. Non si tratta di presidi medici (l’azienda non ha la certificazione), ma sono una prima protezione.
A Maranello si pensa di produrre ventilatori polmonari
La Ferrari stia considerando di fabbricare nel suo stabilimento di Maranello parti per gli apparecchi di ventilazione, di cui gli ospedali hanno urgentemente bisogno per tenere in vita le persone ricoverate in terapia intensiva.
Sia Ferrari che Fca, durante un incontro di giovedì, stanno puntando a produrre le macchine per i ventilatori polmonari, discutendone con la Siare Engineering International di Bologna, numero uno in Italia per le macchine per la ventilazione.
Si pensa o ad ottimizzare la logistica e il rapporto con i fornitori, supportando appunto la Saire, oppure esternalizzando il settore manifatturiero. La Ferrari, per tale scopo, ha dato piena disponibilità dei suoi impianti a Maranello.
Vaiano, la giunta comunale produce mascherine
L’aiuto arriva proprio da tutti ed è un esempio il comune di Vaiano dove l’amministrazione si è messa subito a lavoro per fronteggiare l’emergenza sanitaria.
Volontari dell’azienda Dreoni Giovanna, assessori e sindaci hanno aiutato il processo di riconversione da azienda specializzata nella tappezzeria per auto e nell’abbigliamento in tessuto tecnico, sono state garantite 2.000 mascherine al giorno. I presidi sono stati certificati dal laboratorio Pontlab di Pontedera, che ha validato come efficaci anche le mascherine chirurgiche in Tnt attualmente prodotte su input della Regione Toscana.
Un aiuto concreto arriva anche dal penitenziario
Le lavorazioni sartoriali presenti in alcuni istituti penitenziari dove vengono impiegati i detenuti potrebbero essere immediatamente riconvertite per iniziare a produrre mascherine di tipo chirurgico in “tessuto non tessuto” per rispondere all’emergenza sanitaria in corso. Questo, a quanto si apprende da fonti del ministero della Giustizia, il progetto cui starebbe lavorando il Dipartimento amministrazione penitenziaria, inviato sabato scorso alla Protezione Civile e che ha ricevuto oggi, 16 marzo, il via libera.









