Salute

L’Ema valuta il vaccino Sputnik e nasce l’asse politico Bonaccini-Salvini per usarlo

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La lotta al Covid-19 coinvolge anche la geopolitica e l’Unione europea corre ai ripari dopo aver perso tempo e gestito in modo poco brillante la trattativa con le big pharma, l’Ema valuta il vaccino Sputnik e nasce l’asse politico Bonaccini-Salvini per usarlo al più presto.

L’Ema apre allo Sputnik e la Russia è pronta a collaborare

L’Agenzia europea del Farmaco (Ema) rivede la sua posizione rispetto al vaccino Sputnik, dopo le diffidenze e tensioni dei mesi scorsi e conferma di aver avviato l’iter per la revisione del preparato russo, allo scopo di valutarne la conformità agli standard europei a livello di “efficienza, sicurezza e qualità“. Tradotto dal burocratese, significa che l’uso del vaccino russo in Europa non è ancora cosa fatta, ma il cambio di passo è evidente e si gettano le basi per una collaborazione tra Ue e Mosca che potrebbe dare risultati positivi in tempi abbastanza brevi.

Federico Giuliani cita in proposito la dichiarazione di Kirill Dimitriev, capo del fondo sovrano russo che ha finanziato lo sviluppo di Sputnik, in merito a una gigantesca fornitura di 50 milioni di dosi ai Paesi europei, a partire da giugno, quando dovrebbe arrivare l’ok definitivo di Bruxelles.

La conferma russa viaggia su Twitter

Sulla pagina Twitter del fondo sovrano russo, finanziatore del vaccino sono apparse importanti dichiarazioni in inglese : “We’re pleased to announce. Ema News has started a rolling review of Sputnik V. It’s a major step for vaccine’s approval for use in the EU. The need for Sputnik V has been made clear by scientists, citizens, business and political leaders“.

Se questo annuncio conferma l’avvio della procedura di revisione, come passo importante per l’approvazione all’uso in Europa di questo vaccino, la cui necessità è stata spiegata da scienziati, cittadini, imprenditori e leader politici, la seconda dichiarazione è ancora più significativa sotto il profilo politico: “We look forward to welcoming EMA inspectors at the Sputnik V facilities. We are in this COVID-19 fight together and only by putting politics aside that we can defeat the pandemic!“.

Il fondo russo d’investimento ostenta addirittura entusiasmo alla prospettiva di accogliere gli ispettori Ema negli impianti di produzione Sputnik, per inaugurare una nuova strategia comune di contrasto al Covid-19, che può prendere forma solo mettendo da parte le differenze politiche.

La svolta nella trattativa dipende da esigenze geopolitiche

E’ evidente il cambio di strategia europea, nonostante l’Ema dichiari che i contatti tra i team di negoziatori europei e la società russa non sono ancora iniziati e quindi i tempi per completare la procedura sono ancora da stabilire. Tuttavia, l’Europa non può continuare a ignorare una potenziale arma in più contro il Sars-Cov-2 che molti Paesi usano già da tempo.

L’Ue ha gestito in modo discutibile le forniture con le big pharma, Pfizer BioNtech, Oxford AstraZeneca e Moderna stanno inviando meno dosi del previsto. Di conseguenza, alcuni Paesi come Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia e Austria, hanno avviato trattative autonome con Mosca e Bruxelles, ormai spiazzata e sotto la pressione dei governi europei sempre insofferenti, è corsa ai ripari dopo le figuracce della commissione di Ursula Von der Leyen nella gestione del piano vaccinale, oppresso da lentezza e burocrazia.

La Russia rientra in partita con Sputnik

Non c’è dubbio che la disponibilità russa a collaborare è un assist legato a una precisa strategia che serve a Mosca per rientrare in partita, inserendosi al momento giusto per colmare le lacune di fornitura dei vaccini americani e del preparato anglo-svedese, e ritagliarsi un vantaggio geopolitico per riequilibrare l’influenza statunitense e cinese nei rapporti con l’Europa.

Non a caso, Mosca ricupera credibilità e gioca un ruolo più centrale a livello europeo, dopo le diffidenze alimentate nei mesi scorsi dall’intransigenza statunitense a guida Biden, alla quale Bruxelles si era allineata in modo acritico, salvo pentirsene in corso d’opera per carenza di vaccini, mentre il Covid e le sue varianti continuano a correre.

La posizione italiana

In Italia l’atmosfera è più tesa che mai e si discute sulla possibilità di creare in casa un vaccino per ricuperare il tempo perduto. Il problema è che i tempi sarebbero lunghi, dato che la riconversione dei siti preposti richiederebbe da 4 a 8 mesi, prima di avviare la produzione.

Da qui l’idea di rivoluzionare la logistica con l’aiuto del nuovo commissario, generale Francesco Paolo Figliuolo, in sinergia con la protezione civile, e le pressioni crescenti di Mario Draghi su Ursula von der Leyen perché le forniture di vaccini non abbiano più battute d’arresto e siano accelerate al massimo.

Sputnik crea l’asse politico Salvini-Bonaccini

Ma l’arrivo sulla scena dello Sputnik ha scompaginato anche la politica italiana creando un’asse trasversale di sostenitori. In pratica, L’Ema valuta il vaccino Sputnik e nasce l’asse politico Bonaccini-Salvini per usarlo. Fabrizio De Feo spiega sul Giornale che il siero sviluppato dal Centro di Ricerca Nazionale russo Gamaleya ha acceso il dibattito e il presidente dell’Emilia Romagna e della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini (Pd) ha preso una posizione molto chiara al riguardo: “Vorremmo e chiediamo chiarezza sul vaccino russo. Se ha validità ci auguriamo l’autorizzazione e l’acquisto per aumentare le dosi in circolazione”.

La dichiarazione di Bonaccini ha provocato l’immediata approvazione del leader della Lega Matteo Salvini, dopo che la Repubblica di San Marino ha acquistato e somministrato lo Sputnik in modo massiccio. Salvini ha incontrato il ministro del lavoro sanmarinese Todoforo Lonfernini e ha ricordato che “San Marino è pronta a fornire migliaia di dosi anche agli italiani che lavorano o vivono vicino alla Repubblica“. Il governo Draghi, nato senza rispondere ad alcuna formula politica, come richiesto dal presidente Sergio Mattarella, si arricchisce ora di un’alleanza trasversale in più tra destra e sinistra sul fronte Sputnik, di cui anche il premier dovrà tenere conto, non appena l’Ema deciderà se approvarlo o meno.

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