Salute

L’impatto dei social media sul sonno degli adolescenti

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Se hai mai lavorato in una scuola, sai quanto sono insonni alcuni adolescenti. Perché? Come mai non dormono bene quando dovrebbero dormire? Bene, ci sono alcuni fattori, ma uno di questi è probabilmente l’uso dei social media. Gli scienziati dell’Università di Glasgow hanno ora sviluppato uno strumento per misurare l’impatto dei social media sul sonno degli adolescenti.

Trascorrere l’intera giornata sui social media è destinato ad avere un impatto sulla qualità del tuo tempo di riposo.

Index of Nighttime Offline Distress, (indice di stress notturno) o iNOD, è fondamentalmente uno strumento di misurazione psicologica, che riflette la realtà di come i giovani interagiscono tra loro nel mondo online. Probabilmente sappiamo già che troppi social media non fanno bene al nostro organismo. Questo dipende principalmente dalla “luce blu” emessa dallo schermo, che può danneggiare i cicli del sonno. In secondo luogo, questa esperienza può essere stressante, a seconda del tipo di media utilizzati. In terzo luogo, un sovraccarico di informazioni può essere angosciante e distrarre dal sonno.

Gli scienziati si sono consultati con oltre 3.000 giovani e hanno sviluppato un questionario in 10 punti, che potrebbe aiutare medici, insegnanti e genitori a comprendere l’impatto che i social media hanno sul sonno di un adolescente. Gli scienziati hanno creato iNOD dopo aver notato quanti genitori e insegnanti sono preoccupati per il tempo che i giovani tendono a trascorrere sui social media. In effetti, questo tipo di comportamento è descritto come dipendenza in molti casi. Naturalmente, i social media e gli smartphone hanno il loro posto nelle nostre vite. Sono particolarmente importanti per gli adolescenti, perché è così che sviluppano amicizie che possono durare per tutta la vita. È così che le persone socializzano al giorno d’oggi. Ma anche un buon sonno di notte è molto importante, allo stesso modo.

I ricercatori hanno notato che i giovani che trascorrevano più tempo sui social media avevano più problemi ad addormentarsi. Avevano, inoltre, anche una qualità peggiore e una durata del sonno più breve. D’altra parte, una parte significativa di adolescenti ha affermato che i social media non hanno avuto alcun impatto sulla loro qualità del sonno.

La dott.ssa Holly Scott, autrice principale del documento, ha dichiarato: “Nello sviluppo di iNOD, abbiamo deciso di creare un sistema di misurazione che è stato costruito da zero per riflettere le esperienze e le opinioni della vita reale dei giovani moderni. L’obiettivo è quello di avere un’idea più vera dei trade-off che i giovani fanno tra connessioni sociali e uso notturno dei social media, e di tracciare una più chiara delimitazione dei punti in cui può iniziare a influire sul sonno dei giovani“.

Gli scienziati dovranno esplorare ulteriormente come potrebbe funzionare l’iNOD. Potrebbe aiutare i giovani a valutare se stessi, e a diagnosticare i motivi per cui non stanno dormendo bene. Sarebbe anche particolarmente utile per insegnanti e genitori. Tagliare tutti i social media sarebbe facile, ma avrebbe anche effetti negativi. Vedere se è effettivamente dannoso trascorrervi tanto tempo sarebbe molto meglio. iNOD potrebbe essere uno degli strumenti utili per farlo.

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