L’inganno della Chiesa sulla reincarnazione

Il concetto di reincarnazione era già presente nel Cristianesimo antico, ma avrebbe impedito alla Chiesa di accumulare ricchezze.

L'inganno della Chiesa sulla verità della reincarnazione

La vita è ciclica

La spirale rappresenta la ciclicità

La vita è un ciclo, ed è un concetto importante, perché essa è regolata e scandita da fenomeni ciclici.

Per fare solo alcuni esempi: il Sole sorge la mattina e tramonta la sera, e ogni giorno si ripete. Ogni anno segue il precedente, rispettando la stessa sequenza di mesi nello stesso ordine. Il nostro stesso respiro ad esempio, è un fenomeno ciclico, perché ad ogni inspirazione, segue sempre un’espirazione.

Tutto è un susseguirsi.

La reincarnazione

Il concetto di reincarnazione

La reincarnazione, chiamata anche trasmigrazione o metempsicosi, è il concetto secondo cui l’anima, rinasce in nuove vite.Nella cultura occidentale la parola reincarnazione è per molti ancora un termine proibito, e per molti cristiani cattolici è un vero tabù. La stessa Chiesa Cattolica infatti, rigetta tutto ciò che riguardi la reincarnazione.

In realtà la teoria della reincarnazione era già presente nel Cristianesimo delle origini. Fu trasmessa e professata da alcuni famosi padri della Chiesa come Origene o Clemente Alessandrino. Della stessa visione anche S. Agostino e molti altri.

In una citazione di Origene si legge “Non è forse più conforme a ragione che ogni anima, per certe misteriose ragioni, venga introdotta in un corpo e ivi introdotta secondo i suoi meriti e le sue precedenti azioni? ”.

Nell’antichità infatti, la “trasmigrazione delle anime” era una credenza molto più diffusa di quel che si pensi.  Platone, PitagoraCicerone, Virgilio e tanti altri filosofi e scienziati, sostenevano questa teoria.

L’unità e l’obbedienza

Ubbidienza e unità, obbiettivo del Concilio

Anche se l’ imperatore Costantino si fosse sinceramente convertito al Cristianesimo, rimane il fatto che l’Impero Romano necessitasse di una fede forte e di una chiesa unita.

Il  Concilio di Nicea fu presieduto dall’ Imperatore nel 325. In questo celebre concilio si decise  la divinità e l’unicità di Cristo e successivamente nacque il Credo che si recita ancora oggi. Qualsiasi altro credo diverso da quello approvato nel concilio, non sarebbe stato tollerato in quanto dannoso per “l’unità della Chiesa”.

Se riflettiamo attentamente su questo, ci rendiamo conto che ancora oggi, tra i valori principali della Chiesa Cattolica troviamo proprio “unità e obbedienza”.

Successivamente, con il Concilio di Costantinopoli nel 553, furono tutti gli insegnamenti di Origene dalla dottrina della Chiesa, con l’intervento dell’imperatore Giustiniano.

La visione di Origene sulla trasmigrazione delle anime, fu cancellata: tutti i più importanti riferimenti vennero eliminati dalle scritture, lui venne dichiarato eretico e dopo il Concilio venne ritenuta definitiva la teoria, che le anime dopo la morte erano destinate a tre luoghi ben definiti: l’inferno, il purgatorio e il paradiso.

La vendita delle indulgenze

Condannati all’inferno se non pagavano le indulgenze

La Chiesa avrebbe dovuto affiancare Roma e non poteva essere una chiesa che parlava di amore, di reincarnazione e di speranza. Diventò quindi una Chiesa di potere, ricchezza e forza: l’equivalente immagine che l’Impero Romano aveva nel mondo.

Su questo filone, a partire dal 14°secolo, un altra idea per mantenere l’unità e l’obbedienza fu “l’assoluzione dei peccati” mediante la vendita delle indulgenze.Il condizionamento assoluto e l’immaginario collettivo, furono un’ arma potente: terrorizzati dalle fiamme e dai forconi dell’inferno, gli uomini lasciavano alla Chiesa denaro e possedimenti pur di avere il “pass” per il Paradiso.

Così nacque la ricchezza della Chiesa, che non sarebbe stata possibile, facendo passare invece il concetto di reincarnazione.Con le teorie di Origene , si offriva al mondo la possibilità di autosalvezza vita dopo vita, ma ciò avrebbe distrutto il potere che la Chiesa esercitava sui fedeli, rimasti per secoli, nella paura e nell’ignoranza.

Scienza e fede

Scienza e fede nel dibattito sulla vita dopo la morte

Ancora oggi la Chiesa sostiene la sua teoria, mentre scienza e fede hanno hanno diviso l’opinione pubblica sul concetto di reincarnazione.A questo proposito, le esperienze di premorte forniscono una “chiave di volta” per la questione.

Il dottor Pim Van Lommel, un cardiologo dei Paesi Bassi, ha condotto uno studio sulle esperienze di premorte, dopo aver ascoltato la testimonianza di un paziente che aveva visto “un tunnel, una Luce, dei bei colori e sentito una musica meravigliosa” durante la morte clinica, nel 1969.”Dopo aver letto il libro di David Wilcock, ho iniziato ad intervistare i miei pazienti che erano sopravvissuti ad un arresto cardiaco”spiega il dottor Lommel, che nel 1988 iniziò uno studio su 344 sopravvissuti all’esperienza, in alcuni ospedali olandesi.

Lo studio ha pienamente dimostrato, che le persone che avevano vissuto questa esperienza non avevano più alcun timore della morte ed erano convinti dell’esistenza di una vita ultraterrena, cambiando persino la loro percezione nei confronti della loro vita.Dopo l’esperienza, tutti i pazienti avevano inoltre dimostrato una nuova sensibilità intuitiva.

Le prove della “vita dopo la morte” sono aumentate e divenute sempre più dettagliate, grazieanche al lavoro di ipnoterapeuti come Dolores Cannon, il dottor Ian Stevenson e il dottor Michael Newton, e il dottor Brian Weiss.

La meravigliosa scoperta della fisica quantistica
La teoria quantistica dei microtubuli

La teoria quantistica prodotta dallo studioso americano Stuart Hameroff e dal fisico inglese Roger Penrose, afferma che le nostre anime dimorano all’interno di magnifiche strutture chiamate microtubuli, presenti all’interno dei neuroni.

Ecco un interessante video:

Quando avviene la morte corporea,  i microtubuli non possiedono più lo stato quantico:le informazioni però restano in vita e tornano alla sorgente, cioè all’Universo.

Oggi, l’esistenza dell’anima e della vita dopo la morte, non possono più essere concetti legati soltanto alla teologia, ma devono essere parte di un giusto equilibrio tra scienza e fede.

di Monica Ellini

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