Livorno: No alla chiusura del termovalorizzatore. Sciopero e protesta degli operai Aamps

I lavoratori dell’Aamps contrari alla chiusura dell’impianto. “Difendere ambiente, città e lavoro”. Al Comune chiesto la stabilizzazione dei precari. A Piombino, ricorso per bloccare il rigassificatore.

Durerà per l’intera giornata di oggi l’astensione dal lavoro dei dipendenti di Aamps per “difendere Difendere ambiente, città e lavoro”: in altre parole, per evitare la chiusura del termovalorizzatore. Un presidio sarà organizzato alle porte del Palazzo di Città per chiedere anche  il rispetto degli accordi sulla stabilizzazione dei precari.

La chiusura – spiegano Cgil, Cisl e Uil – causerà una maggior produzione di inquinamento, soprattutto nei quartieri nord. Ad aumentare sarà quello dovuto al trasporto su gomma: i rifiuti fino a oggi conferiti al Picchianti verranno infatti caricati ogni anno su centinaia di camion per essere trasportati altrove“.

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Una parte dei rifiuti – continuano i sindacati – dopo esser stata trattata, verrà infatti conferita in discarica e tutto ciò significherà un incremento di gas climalterante”.

Dalla chiusura dell’impianto, conseguenze ambientali ed occupazionali

Ma non è solo il danno ambientale la conseguenza della chiusura del termovalorizzatore: senza il ricorso ad impianti alternativi per lo smaltimento dei rifiuti i sindacati intravedono anche una palese violazione di leggi e regolamenti  “La normativa europea e italiana –  concludono – prescrivono infatti la progressiva riduzione dei conferimenti in discarica“.

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Ma le istanze vanno anche alla necessità di stabilizzare i  precari dell’Aamps. “La chiusura dell’impianto – aggiungono – produrrà infatti la perdita di 36 posti di lavoro. Gli addetti al termovalorizzatore verrebbero ricollocati nei servizi collegati alla tariffa puntuale, ma è bene sottolineare che l’entrata in funzione di tali servizi era stata prevista a prescindere dalla continuità impiantistica. Ciò significa che se il termovalorizzatore restasse operativo, si guadagnerebbero 36 posti di lavoro in più”.

A Piombino, quasi pronto il ricorso contro il rigassificatore

E se a Livorno si protesta perché il termovalorizzatore venga  mantenuto, a Piombino, invece, non si ferma la lotta al rigassificatore.

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Il comune della cittadina livornese presenta questa settimana il ricorso contro il rigassificatore: “Non siamo contro i rigassificatori – spiega il sindaco Francesco Ferrari intervenendo in un’assemblea dei comitati No-Gas –  ma contro questo progetto a Piombino. Riteniamo che l’autorizzazione firmata dal commissario Giani sia un’autorizzazione che meriti il vaglio della magistratura, vogliamo che la magistrature si pronunci perché riteniamo che l’autorizzazione abbia molti vizi sia nel merito che nella procedura”.

Non chiarisce i dettagli il sindaco di Piombino ma è intenzionato a “chiedere la sospensiva per bloccare i lavori di Snam, confidare nella discussione di merito oppure fare istanza di prelievo per accorciare i tempi per il giudizio”.

Pichetto Fratin : “Dare risposte a famiglie ed imprese

Nel merito, risposta a stretto giro del ministro Gilberto Pichetto Fratin: “La prima cosa da tener presente è che i cittadini italiani, le famiglie e le imprese, chiedono garanzie sulla sicurezza energetica e il governo ha il dovere di dare risposte. I due rigassificatori, quello di Ravenna e quello di Piombino, servono subito all’Italia e su questo non possiamo essere ostaggio di un no ideologico“. E prosegue “Dobbiamo continuare il confronto, ho incontrato il sindaco di Piombino e gli ho spiegato che, fermo il legittimo diritto di utilizzare tutti gli strumenti di tutela previsti dalla legge, c’è l’impegno del governo a non superare i tre anni nel mantenere il rigassificatore davanti alla costa di Piombino e fatto una serie di valutazioni a proposito degli interventi di bonifica che si rendono necessari in quest’area“.

Intanto, le forze dell’ordine continuano il pattugliamento h24 sui cantieri Snam.