Economia
L’obbligo di sottoscrizione della polizza RC professionale

Le norme legislative che hanno sancito l’obbligo di sottoscrizione della polizza di responsabilità civile professionale precisano che il suo scopo è quello di coprire i danni che possono essere provocati al cliente nello svolgimento della propria attività professionale. L’obbligo deve essere correlato all’esistenza di un’attività professionale che preveda lo svolgimento, anche occasionale, di una prestazione verso un committente che può essere privato o pubblico. Proprio per questo motivo non tutti i professionisti che sono iscritti a un albo sono tenuti a rispettare tale obbligo, ma unicamente chi esercita la professione in maniera autonoma e in maniera effettiva. In sostanza, è indispensabile che il professionista abbia almeno un cliente.
La rilevanza dell’obbligo
La rilevanza dell’obbligo si manifesta sia dal punto di vista pubblicistico, cioè a livello disciplinare, sia dal punto di vista privatistico, cioè a livello contrattuale. L’esercizio della professione in forma autonoma è una condizione necessaria, nel senso che non sono tenuti a sottoscrivere la polizza RC professionale coloro che lavorano in qualità di dipendenti privati o pubblici; l’obbligo, invece, riguarda unicamente i liberi professionisti.
Quando serve la polizza assicurativa
A prescindere dalla tipologia del servizio che viene prestato e dalla natura del committente, nel momento in cui un professionista che risulta iscritto a un albo svolge in proprio un’attività professionale deve non solo stipulare una polizza assicurativa ad hoc, ma anche provare la sua esistenza. Nel caso in cui un professionista eserciti in maniera occasionale e saltuaria, tale obbligo permane, perfino se non è previsto alcun compenso (per esempio quando la prestazione viene erogata a favore di un amico o di un parente).
I dipendenti privati e pubblici
Come si è detto, la sottoscrizione di una polizza assicurativa personale non è obbligatoria per i professionisti che lavorino alle dipendenze di un datore di lavoro, a prescindere dal fatto che esso sia privato o pubblico. Ciò è vero anche qualora l’attività svolta dal professionista si caratterizzi per una rilevanza esterna, a condizione che il professionista non sia titolare dell’incarico che è stato assegnato. In tali circostanze sparisce il principio dell’assunzione della titolarità dell’incarico che è quello che determina l’obbligo di stipulare una polizza assicurativa. Questo onere, d’altro canto, spetta al datore di lavoro: la sua polizza dovrà specificare che la copertura coinvolge anche i professionisti che prestano servizio con rilevanza esterna e i dipendenti.
I collaboratori di uno studio
Per quel che riguarda i professionisti che collaborano con uno studio in modo continuativo e stabile, la loro posizione cambia in funzione delle caratteristiche del contratto su cui il rapporto è fondato: insomma, un conto è avere a che fare con un rapporto di lavoro dipendente, un conto è avere a che fare con un rapporto di consulenza esterna, e così via. La polizza professionale è indispensabile per le attività di collaborazione che vengono prestate per le consulenze esterne o in regime di partita Iva. I collaboratori che lavorano come dipendenti, invece, non devono sottoscrivere alcuna polizza: anche per loro vale l’assicurazione stipulata dal datore di lavoro.
Le società tra professionisti
Le società tra professionisti e le società di ingegneria sono soggetti autonomi e unitari: in quanto tali devono sottoscrivere l’assicurazione di responsabilità civile professionale. La polizza della società copre i soci singoli, tranne che per gli incarichi che vengono assunti non per conto della società o comunque a titolo personale. Nel caso in cui il socio singolo lavori nella società in maniera esclusiva, non occorre una polizza specifica. Puoi trovare maggiori informazioni e richiedere un preventivo su Questo sito, che ti aiuterà a capire come destreggiarti nel mondo delle RC professionali.









