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L’osservatorio Alma rivela nuove stelle mai viste prima nella nostra galassia

Scopri la mozzafiato scoperta di ALMA: nuove stelle nella galassia. Un viaggio senza precedenti nell'universo spettacolare e misterioso.

Il cielo è un vasto palcoscenico di misteri e domande irrisolte che da tempo affascinano gli astronomi di tutto il mondo. Tra i fenomeni più sconcertanti c’è la nascita delle stelle giganti, ossia quelle che superano in massa il nostro Sole. Nonostante la loro intensa radiazione, queste stelle riescono a crescere fino a diventare immensi colossi astronomici, un paradosso che ha a lungo sfidato le teorie tradizionali. Un recente studio condotto grazie al telescopio ALMA nel deserto di Atacama ha svelato che non sono i dischi di accrescimento a nutrire queste stelle, ma giganteschi flussi di gas, risolvendo un enigma fondamentale riguardante la loro formazione.

I flussi di gas che sfidano le aspettative

Le stelle di alta massa, ossia quelle che superano le otto masse solari, esercitano un ruolo chiave nell’universo. Esse producono elementi pesanti che arricchiscono il mezzo interstellare e provocano esplosioni di supernova che cambiano l’ambiente in cui si trovano. Fino a poco tempo fa, un problema teorico rimaneva: come possono queste stelle massicce accumulare abbastanza gas per formarsi, dato che la loro radiazione dovrebbe respingere il materiale circostante? Tradizionalmente, si è pensato che i dischi di gas e polvere potessero servire da riserve naturali per alimentare le stelle in formazione, analogamente a quanto avviene per le stelle più piccole o i sistemi planetari emergenti.

Ma le osservazioni recenti di ALMA hanno messo in discussione questa convinzione. In un sistema come G336 ALMA1, una giovane stella osservata, non è stato rilevato alcun disco grande e stabile. Invece, gli scienziati hanno individuato due correnti di gas che raggiungono direttamente il centro, suggerendo che queste formazioni fungano da articolazioni fondamentali nel trasporto materiale, alimentando direttamente la crescita stellare senza passare dai dischi.

Approfondimento

Streamers cosmici

  • Definizione: Strutture di flussi di gas che trasportano materiali dalle nubi molecolari alle proto-stelle, bypassando i dischi di accrescimento.
  • Curiosità: Contrariamente a quanto si pensava, queste correnti possono tenere testa alla pressione radiale esercitata dalle giovani stelle stelle.
  • Dati chiave: La velocità di accrescimento stimata per gli streamers è circa 10⁻³ masse solari l’anno, notevolmente superiore a quella osservata nelle stelle di bassa massa.

Autostrade cosmiche: i streamers

ALMA ha rivelato la presenza di due streamers principali, cioè correnti di gas, uno che si muove verso di noi e uno che si allontana. Questi flussi agiscono come veri e propri “corridori” che trasportano gas a grande velocità, coprendo distanze di migliaia di unità astronomiche fino ad avvicinarsi a poche decine di un’unità intorno alla stella neonata. Calcoli recenti stimano che queste correnti supportino una crescita a tassi superiori rispetto a quelli visti nelle stelle più piccole, permettendo a questi giganti cosmici di crescere rapidamente.

Dinamica molecolare e nuove domande

L’analisi tramite ALMA non è stata confinata solo alle immagini del gas polveroso. Gli scienziati hanno studiato anche le emissioni molecolari come quelle del metanolo, utili per identificare regioni di gas caldo e punti di collisione locali tra streamers e l’ambiente vicino alla stella. Nei diagrammi di posizione e velocità ottenuti, i modelli rilevati non coincidono con quelli di un disco rotante classico, ma piuttosto con un flusso turbolento e rotante. Questa scoperta mette in luce che i streamers sono attivi e stabili, correnti di gas vive che continuano a trasportare materiale in modo efficace e regolare.

Cambiamenti nel paradigma della formazione stellare

Se i streamers si dimostreranno comuni anche in altri sistemi, le teorie esistenti sulla formazione stellare massiva dovranno essere rivisitate. I dischi di accrescimento di grandi dimensioni, finora ritenuti essenziali, potrebbero non essere sempre il modello dominante, spingendo i ricercatori a esplorare nuovi paradigmi basati su queste dinamiche di flusso alternativo.

Con il progredire delle osservazioni, gli scienziati potranno combinare le capacità uniche di ALMA con altri strumenti avanzati come il telescopio spaziale James Webb, ampliando così la nostra comprensione del cosmo e dei complessi processi che regolano la nascita delle stelle più imponenti dell’universo.

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