L’Unione Europea ripropone lo strumento di finanziamento Sure per la tutela dei lavoratori

I prestiti, a tassi molto bassi, aiuteranno gli Stati membri dell'Ue a coprire i costi direttamente connessi alla creazione o all'estensione di schemi nazionali per il lavoro a orario ridotto (come la cassa integrazione in Italia) e per altre misure simili messe in campo per i lavoratori autonomi, in risposta alla pandemia causata dal coronavirus Sars-Cov-2.

Per far fronte alla crisi epidemiologica del Coronavirus, sia il Governo Conte che l’Europa riconoscono la necessità di mettere a punto una programmazione a sostegno del comparto economico. Massima priorità, dunque, deve essere data all’economia del paese ma anche e soprattutto alle tempistiche in una situazione di massima urgenza.

Tra i diversi programmi previsti dall’Europa, il 1 aprile è stato introdotto il cosiddetto Sure, un nuovo strumento per sostenere il lavoro a orario ridotto, come la cassa integrazione.

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Il nuovo strumento fissato dall’UE: Sure

Il nuovo strumento a sostegno dei lavoratori introdotto dall’Unione Europea è Sure, acronimo di State sUpported shoRt-timE work. Esso è indirizzato per la tutela di diversi lavoratori, permettendogli di mantenere il loro posto di lavoro durante la crisi provocata dal Coronavirus e per poi tornare ad un full time quando la crisi sarà finita.

L’Unione Europea nell’ambito del programma erogherà prestiti sino a 100 miliardi di euro proprio agli stati membri grazie a fondi di garanzia per 25 miliardi di dollari. Questi prestiti, prioritari per gli stati maggiormente colpiti dal Covid-19, avranno dei tassi molto bassi e copriranno i costi direttamente connessi alla creazione o all’estensione di schemi nazionali per il lavoro a orario ridotto (come la cassa integrazione in Italia) e per altre misure simili messe in campo per i lavoratori autonomi.

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La durata del prestito non è predeterminata ma varierà in base ad ogni stato che ne farà richiesta. Tuttavia, potendo rimborsare ogni anno non più del 10% del debito, potrebbe durare 10 anni o poco più.

Su di esso si è espressa in prima persona la presidente della Commissione Europea, Ursula Von Der Leyen “Abbiamo imparato la lezione della crisi finanziaria quando gli Stati che avevano strumenti simili sono stati capaci di ripartire più rapidamente, dato che le aziende non avevano dovuto licenziare dipendenti, mantenendo quindi intatto il loro potenziale produttivo. È cruciale far ripartire il motore dell’economia senza ritardo quando la crisi sarà finita“.

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Come funzionerà lo Sure

Lo strumento che, tradotto in inglese significa sicuro, si sostanza in un contratto di lavoro di breve durata sostenuto dallo Stato. Era già stato promosso precedentemente a seguito della crisi finanziaria del 2008, permettendo così a molti di stati di mantenere in parte salva l’occupazione durante il periodo di crisi.

Le aziende che utilizzeranno lo Sure potranno ridurre l’orario lavorativo ai propri lavoratori se non ci sono ordini. In compenso, i datori di lavoro potranno investire in formazione del personale, specializzando i lavoratori in nuove mansioni. In questo modo, il lavoratore non rischierà il licenziamento.

Dall’altro lato, verrà tutelata anche l’azienda che non perderà del tutto la propria fetta di mercato potendo così tornare attiva al momento di chiusura della crisi. Solo a quel punto, il lavoratore potrà tornare a lavorare a tempo pieno.