Decreto Aprile: nuovo intervento a sostegno di famiglie, lavoratori, autonomi e imprese

L’obiettivo non cambia: intervenire per fronteggiare sotto il punto di vista economico l’emergenza scaturita dalla pandemia in corso e ridefinire, anche in base alle nuove esigenze in scia al protrarsi del lockdown con annesse ripercussioni, il nuovo perimetro di intervento a sostegno di famiglie, lavoratori, autonomi e imprese, sempre più in debito di ossigeno.

Dopo il Decreto Cura Italia che sta entrando nella sua piena attuazione proprio a partire dalla procedura semplificata messa in campo dall’INPS per l’erogazione del bonus di 600 euro e il voucher babysitter, il Governo Conte è già a lavoro per la bozza di quello che sarà il Decreto Aprile.

Nel suo ultimo intervento pubblico, il Premier Conte ha specificato che ci troviamo ancora nella fase 1 per quanto riguarda la pandemia da Coronavirus. Quella che verrà dopo, la fase 2, proverà a farci convivere con il Covid-19 sino a quando poi, finalmente, si potrà entrare dalla fase 3 ed uscire dalla situazione di emergenza. Purtroppo, capire le tempistiche è ancora presto, ma sicuramente bisogna lavorare nel frattempo su misure economiche a tutela del Paese.

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Decreto Aprile: misure a sostegno di famiglie, lavoratori, autonomi e imprese

A lavoro per la bozza del Decreto di Aprile la priorità rimane comunque il settore economico, colpito dalla pandemia, a sostegno delle categorie maggiormente colpite quali famiglie, lavoratori, autonomi e imprese.

Tra le diverse misure ci sarà sicuramente la proroga e l’allungamento della cassa integrazione in deroga. Molto probabilmente verrà erogato il cosiddetto reddito di emergenza anche per i lavoratori che non hanno una copertura contrattuale. Per i lavoratori con Partita Iva, invece, l’assegno previsto di 600 euro potrebbe salire a 800 euro.

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Altre misure che saranno adottate come un continuum del Decreto Cura Italia sono la sospensione di pagamenti e adempimenti fiscali più ampia, a partire dagli avvisi bonari, bonus affitti da estendere agli immobili ad uso non abitativo mentre spunta l’idea di una moratoria sulle locazioni di bar, ristoranti e pizzerie. Al vaglio anche la possibilità di far rientrare tra i rimborsi veloci da modello 730 i lavoratori rimasti senza lavoro per colpa dell’emergenza.

Altra deroga in arrivo è quella del bonus prima casa con la sospensione del mutuo per un massimo di 18 mesi.