MakeitApp: chi ha un’idea (brillante) scagli la prima pietra

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MakeitApp: l’ultima frontiera made in Italy che permette a quanti abbiano una buona idea da proporre di farla diventare un’app, garantendo assistenza per tutto l’iter di realizzazione

«Se puoi sognarlo, puoi farlo» Ok, quello era Walt Disney e i più cinici di voi obietteranno che è solo una bella frase da cinema americano. In realtà, la tecnologia ci sta dimostrando il contrario. Se avete un’idea potete monetizzarla. Parola di quelli di MakeitApp. Nessuna bacchetta magica, né effetti speciali. Già perché si tratta di una piattaforma, che creata da tre ingegnosi italiani, (questa volta le stelle e le strisce non c’entrano) si comporta da “incubatore virtuale”, formando il team di lavoro necessario alla realizzazione della vostra app.

Eureka. I tre Archimede sono Federico Soncini Sessa, Giulio Roggero e Michele Facco, che raccontano «l’idea è nata quando la moglie di uno dei nostri soci, avvocato, è rimasta incinta ed è stata lasciata a casa dallo studio. Abbiamo così deciso di creare un’app gestionale per gli avvocati che segnala scadenze e iter procedurali. Noi ci abbiamo messo la parte tecnologica, lei i contenuti».

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Il funzionamento di Makeitapp è abbastanza intuitivo: simile a Linkedin, ci si registra e si carica il proprio progetto, accompagnati passo passo da un app angel, una sorta di mentore. Quando è tutto pronto si pubblica il progetto che diventa visibile per quanti vogliano collaborare con l’ideatore, accordandosi per il compenso consistente nei futuri ricavi. Nasce così il team di lavoro: iniziare è facile visto che non è prevista nessuna spesa immediata e, naturalmente social, visto che comporta l’aggregazione di più professionalità. MakeitApp è online da settembre con 150 app pubblicate, di cui due, MyPlants e Football Seasonssono arrivate terze all’Apps Day 2014. «Una grande soddisfazione- ammette Soncini-. Ma una delle più grandi soddisfazioni è che dietro ogni app sviluppata c’è una storia particolare, anzi diverse storie». Creare valore dunque, attraverso la messa a sistema di progettualità e competenze sembra essere l’orizzonte verso il quale dobbiamo spiegare le nostre vele.