La malattia di Lyme nel cane

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La malattia di Lyme nel cane è conosciuta anche come Borreliosi, dal nome dell’agente eziologico, che la sostiene: la Borrelia burgdoferi.

La Borrelia è un batterio, che appartiene alla famiglia delle spirochete, microrganismi che vivono abitualmente nei topi di bosco, ma che possono essere presenti, a volte, anche in altri animali selvatici, quali lepri o volpi o uccelli.

L’agente vettore della Borrelia, è la zecca, soprattutto quella del genere Ixodes ricinus, la quale, per poter veicolare la malattia, deve rimanere attaccata sul corpo del cane per almeno 48 ore e ciò spiega sia perché è importante attuare sempre una buona prevenzione (come abbiamo precedentemente già illustrato), sia anche perché è fondamentale rimuovere nel più breve tempo possibile quest’ectoparassita dalla cute del nostro amico a quattro zampe.

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La sintomatologia della Malattia di Lyme inizia con la presenza di un arrossamento localizzato nel punto in cui la zecca provoca la lesione sul corpo del cane, introducendovi dentro il proprio rostro. Tale lesione è nota come eritema migrante e può comparire dopo un periodo di tempo abbastanza fluttuante, che oscilla tra i 4 giorni e i 2 mesi.

Successivamente, dopo circa 2-5 mesi dal morso della zecca e quando, ormai, il batterio ha cominciato a spostarsi all’interno dell’organismo del cane, possono poi comparire febbre alta, zoppia, lesioni articolari, linfoadenomegalia, aritmia cardiaca, insufficienza renale, perdita di appetito, spossatezza. I danni sono diversi a seconda della compromissione del sistema immunitario e, se non si interviene, la progressione della malattia può avere come esito anche la morte del cane.

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La diagnosi si basa su specifici esami sierologici, che sono in grado, però, solo di evidenziare la presenza del microrganismo e non la reale progressione della malattia. Inoltre, spesso si hanno dei falsi positivi, mentre sono più rari i falsi negativi.

La terapia viene fatta mediante somministrazione di antibiotici, ovviamente sempre dietro prescrizione del proprio medico veterinario, al quale è bene rivolgersi immediatamente, non appena si nota la presenza di una zecca.

Infatti, tentare di rimuovere da soli questo parassita può peggiorare la condizione del cane, perché si rischia di asportarne solo la testa, mentre il corpo rimane all’interno dell’organismo del nostro amico a quattro zampe e crea ulteriori difficoltà per la sua salute.

La prevenzione rimane sempre il metodo migliore. Lo abbiamo detto altre volte e torniamo ancora a ribadirlo: bastano pochi minuti del nostro tempo per rendere migliore la qualità di vita dei nostri amici a quattro zampe e anche la nostra, dal momento che la Malattia di Lyme, essendo una zoonosi, può colpire anche l’uomo.

Antiparassitari esterni, spray, collari e gocce sono ottimi alleati nella nostra battaglia contro questi parassiti, che non vanno mai sottovalutati rispetto alla loro pericolosità per la salute pubblica.

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