Mario Draghi e la BCE fanno un “regalo” a chi chiede piccoli prestiti

Buone notizie per chi richiede un piccolo prestito

prestiti delle banche

Gli ultimi dieci anni non sono stati facili per l’Italia: prima la crisi del 2009, aggravata da quella dell’Eurozona nel 2012, poi una ripresa vissuta al rallentatore e con una complessiva perdita di interesse degli investitori nel nostro Paese. Questo ha impattato anche sull’attività delle banche, che si trovano in una situazione complicata: in un contesto macroeconomico come quello attuale, concedere prestiti non è affatto semplice. Le imprese sono meno solide, rendendo molto meno forte di dieci anni fa la garanzia di un contratto a tempo indeterminato; anche gli italiani, soprattutto i giovani, sono meno risparmiatori di una volta e sul conto corrente hanno meno liquidità da mettere a garanzia dei soldi richiesti.

  • In primo luogo i tassi di interesse applicati dalla BCE alle singole banche, che si riflettono poi sui tassi che le banche applicano ai privati, rimarranno invariati fino a fine anno. Prima di questo annuncio, per l’estate era atteso un rialzo che avrebbe complicato la situazione dei richiedenti.
  • In secondo luogo le banche potranno usufruire, da settembre in poi, di prestiti a tasso agevolato. Il programma Tltro-III prevede una serie di allocazioni di prestiti messi all’asta; per semplice questione matematica, nessuna banca offre all’asta più del tasso centrale. Questo significa ulteriori ribassi sui tassi effettivi che le banche dovranno riconoscere alla BCE, dunque ancora meno interessi da pagare per i privati.

Perché queste sono buone notizie

Il quadro macroeconomico europeo non è una passeggiata, ma può essere compreso molto facilmente se si fa riferimento ai meccanismi di base con cui vengono regolati i rapporti tra una banca centrale nazionale (in questo caso sovra-nazionale) e gli istituti di credito privati.

Quando il denaro viene stampato dalle zecche autorizzate, questo va poi alla BCE. La BCE lo presta a sua volta alle banche private, applicando un tasso di interesse detto centrale. Le banche private dovranno far rendere questi soldi più di quello che a loro costa il finanziamento, per cui cominceranno a prestarli ad un tasso più alto ai privati e alle imprese che richiedono prestiti; in alternativa possono investirli sui mercati finanziari, ma questo è stato vietato da Draghi per quel che riguarda le nuove iniziative intraprese nei giorni scorsi.

Nel momento in cui le banche possono approvvigionarsi di liquidità ad un tasso più basso, si innesca un ciclo positivo sull’intera filiera che raggiunge anche il cliente finale. Le banche presteranno denaro ad un prezzo (interesse) minore, facendo così aumentare la convenienza delle richieste di finanziamento. In questo specifico caso, visto che la BCE vincola gli istituti di credito a prestare questo denaro immettendolo nell’economia reale, gli effetti sono amplificati. Anziché destinarlo ad investimenti in proprio sui mercati finanziari, le banche dovranno prestare questi soldi a imprenditori e cittadini; se non lo faranno, perderanno il diritto a questi tassi agevolati.

Il vantaggio riflesso sui prestiti personali

Quando si parla di tassi di interesse centrali, quasi sempre si parla soltanto di benefici per gli imprenditori. Eppure anche i privati prendono in prestito soldi, costituendo per la verità un grande mercato: basta pensare ai mutui sulla casa, alle automobili a rate, ai prestiti scolastici e a tutti i prodotti finanziari simili. In questo caso il prestito grava sulla persona, non sulla casa o sull’automobile, ed anche in caso di vendita di quel bene (fatto salvo che non si facciano le dovute operazioni per trasferirlo all’acquirente) la situazione non cambia. Da qui il nome tecnico prestiti personali.

Forse saprai che ci sono due tipi fondamentali di finanziamento: quello a tasso fisso e quello a tasso variabile. Nel caso del tasso variabile, gli interessi dipendono sostanzialmente dal tasso che le banche applicano tra loro per prestarsi denaro; molto spesso questo tasso è più basso di quello applicato dalla BCE, ed è per questo che gli istituti di credito talvolta si trasferiscono la liquidità tra loro anziché richiederla alla banca sovranazionale. Il tasso fisso invece non cambia durante il corso del finanziamento, ed è tendenzialmente legato ai tassi centrali attuali ed a quelli previsti per il futuro.

A fronte di tutto quello che abbiamo spiegato, si capisce facilmente in che modo queste novità vadano ad impattare sia sui tassi fissi che su quelli variabili. Il tasso di interesse interbancario potrebbe risentirne meno, creando un effetto benefico minore sui mutui a tasso variabile, ma sui finanziamenti a tasso fisso vedremo sicuramente una condizione migliore di quella attuale. Possiamo interpretarlo come un ultimo regalo del Presidente uscente, dato che il mandato di Draghi si concluderà ad ottobre; come auspicato, il nostro illustre compatriota ha condotto il suo incarico per tutti gli otto anni previsti dal mandato.

Il caso dei piccoli prestiti

Merita una menzione speciale il modo in cui questa nuova politica comunitaria andrà ad impattare sul mercato dei piccoli prestiti. Questi sono sempre stati un mercato particolare, perché il piccolo taglio dei finanziamenti implica maggiori tassi di interesse per giustificare il tempo impiegato dalla banca nel gestire le pratiche ed i rapporti con il cliente. Un esempio evidente: un tasso del 10% su un prestito da 5.000 euro equivale, come monte capitale per la banca, ad un tasso dell’1% su un prestito da 50.000.

Come sottolineato anche dal sito ipiccoliprestiti.com, i piccoli prestiti, erogati come finanziamenti personali, sono stati particolarmente interessati dai rialzi del costo del capitale bancario. Anziché un’operazione con un ritorno sull’investimento, sembrava quasi che gli istituti di credito facessero un favore alle persone che ne richiedevano uno. Ora questa situazione è necessariamente destinata ad invertirsi, dal momento in cui maggiori saranno le richieste di erogazione e maggiori saranno i capitali che le banche potranno negoziare nelle aste della BCE. Un’inversione che porterà con sé grandi novità, soprattutto per chi ha bisogno di finanziare piccole operazioni.

Quando e come richiedere un finanziamento personale

Un finanziamento personale può essere richiesto in ogni momento, tanto online quanto offline. Le banche chiedono, di norma, di specificare quale sia il nostro stipendio ed il nostro patrimonio, valutando le garanzie che possiamo dare (immobili, titoli, ecc.); queste garanzie servono alla banca per tutelarsi, in quanto se non dovessimo essere in grado di ripagare il debito l’istituto di credito procederà a liquidare una parte del nostro patrimonio. Per quanto sia ovviamente uno scenario infelice, bisogna necessariamente tenerne conto.

Una volta valutato lo stato delle finanze del richiedente, verrà valutato anche il progetto che si intende realizzare con tale denaro; un immobile a Milano, ad esempio, tende ad aumentare di valore nel corso del tempo ed è già per questo sufficiente come garanzia. Chi vuole acquistare casa in una grande città, solitamente, non fa difficoltà ad ottenere un prestito personale offrendo l’immobile stesso come garanzia. Un caso diverso è quello dell’automobile, in quando questo è un bene durevole che si svaluta costantemente con il passare del tempo.

Una volta valutate tutte le nostre credenziali ci verrà chiesto di scegliere tra i prodotti offerti dalla banca il finanziamento che preferiamo. Ci verranno illustrati il tasso fisso e quello variabile, chiedendoci di scegliere: dal momento in cui probabilmente ci saranno grandi novità quando Draghi verrà sostituito da un nuovo Presidente, la maggior parte degli esperti consiglia in questo momento di optare per un tasso fisso. In questo modo potremo evitare le sorprese, qualsiasi cosa succeda dopo.

Il periodo “d’oro” sarà compreso tra settembre ed ottobre, quando inizierà l’erogazione di prestiti all’asta agli istituti di credito; al contempo non avremo ancora un nuovo Presidente della BCE in carica che possa modificare le politiche di Draghi. Imprese e risparmiatori potranno così beneficiare di quantomeno un bimestre per risolvere i loro problemi di liquidità, prendendo denaro a prestito a tassi sicuramente più bassi di quelli attuali. In ogni caso è probabile che, con l’avvicinarsi dell’avvio di queste erogazioni, il mercato inizi a scontarne in anticipo gli effetti causando un progressivo calo dei tassi da oggi alla data di avvio.

Lorita Russo
Sono l' Amministratrice e Responsabile Marketing di Quotidianpost.
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