Salute
Massimiliano Galli: “Ho l’Omicron, non so come ho fatto a contagiarmi”

Galli confessa: “Ho l’Omicron“.
Così si esprime l’infettivologo a Mattino Cinque, e, afferma, di non sapere come abbia fatto a contagiarsi: “Nel periodo tra Natale e Capodanno gli unici pazienti di cui mi sono occupato li ho sentiti per telefono e per mail, non li ho visti. Ho visto pochissime persone e, a livello conviviale, senza mascherina, le posso contare: una dozzina in tutto e mai tutte assieme. Questa la dice lunga su quanto sia capace questa variante. La mia è certamente omicron, sequenziata in laboratorio“.
Poi aggiunge: “Sembra ironico che in due anni di attività intensa, avendo visto malati per mesi ogni giorno in situazioni talvolta non del tutto di sicurezza e di contenimento, non mi sono beccato niente. Ho preso omicron ora, da pensionato, che non fa alcuna mondanità e segue tutte le cautele possibili“.
“Io sono pieno di anticorpi -dice l’esperto- ho valutato diverse volte, sono inserito negli studi che facciamo e voglio sapere se le persone hanno risposto o no al vaccino. Io tecnicamente avevo discretamente risposto al vaccino, in tutte e tre le vaccinazioni“
Poi parla del virus e delle sue mutazioni: “Omicron è un virus diverso, ha 32 mutazioni e quindi gli anticorpi che vengono dal vaccino ce la fanno fino a un certo punto“.
“Sottolineo – continua Galli – che tra l’altro mi sono ritrovato con una carica virale alta. E una sola persona ha condiviso con me pochi minuti senza mascherina, prima che sapessi dell’infezione, e quella persona si è infettata. Io non so chi mi ha contagiato, omicron viaggia anche con gli asintomatici“.
“E’ cominciato tutto – ricorda Galli – con una notte, saltando nel letto con brividi potenti, poi pizzicore al naso, ho perso un po’ di gusto e olfatto, voce roca. Sono qui per rassicurare gli altri, ma quando dicono che è una brutta influenza, posso allora dire che è stata la più brutta della mia vita. Io ho 70 anni e un po’ di acciacchi: sono rientrato in servizio il 10 gennaio del 2020 dopo un’embolia polmonare che mi ha quasi ucciso. Quando è scoppiato il covid in Cina sono stato lì in servizio, anche se le mie capacità fisiche non erano al 100%“.
“Le mie quattro raccomandazioni? Vaccinarsi, vaccinarsi, vaccinare i bambini e avere il massimo delle cautele“, esorta poi l’esperto.









