Salute
Massimo Galli: “Sono preoccupato per l’attuale situazione”

Massimo Galli non nasconde una certa preoccupazione relativa alla attuale situazione pandemica. Lo dice senza mezzi termini in una intervista a Il Messaggero: “non nascondo che la situazione che stiamo vivendo mi preoccupa. Con tutta la possibile chiarezza nell’illustrare vantaggi e necessità della profilassi, credo che sarà comunque molto difficile condurre la campagna vaccinale se non si tiene conto che in tutta Italia il personale sanitario è duramente provato e difficilmente può farsi carico di altro lavoro straordinario, particolarmente in Lombardia. Credo si debba essere realisti: medici da assumere e infermieri liberi da impegni da reclutare ne abbiamo pochissimi, e quei pochi scarsamente interessati ad attività di carattere temporaneo come questo piano di profilassi. Il personale in termini numerici è nel tempo molto rarefatto”.
È per questo che per il direttore, sarebbe possibile risolvere il problema “ragionando ad esempio sulla possibilità di fare ricorso a medici e infermieri che sono andati in pensione negli ultimi quattro anni e che siano volontariamente disponibili a farsi carico di parte del lavoro e aggiunto alla campagna vaccinale. Questo con i dovuti riconoscimenti e le garanzie assicurative del personale operativo a tutti gli effetti. Ci riflettevo proprio in questi giorni. Che nel periodo festivo parte del personale si sia preso qualche momento di pace è comprensibile e questo ha rallentato le vaccinazioni, riducendo il numero sia dei vaccinatori sia dei vaccinandi disponibili, specie, immagino, in Lombardia. Anche perché non è che ci si aspetti un gennaio facile. L’attuale situazione dell’epidemia non può essere definita brillante. Mi spiace davvero dirlo, sembra che veda le cose solo negativamente, ma non servono grandi ragionamenti per affermarlo”.
Poi parla del periodo di festività e del conseguente aumento di contagi: “Non mi stupisce che in questi giorni la percentuale dei positivi sui tamponi fatti, che sono meno del solito, come sempre nei periodi di festa, sia più alta. In questi giorni è probabile che siano stati fatti in proporzione più tamponi a persone con sintomi. Ma anche questo non è un fenomeno privo di significato. Questo per dire che i casi sono ancora tanti e che rischiamo a breve una risalita. L’andamento dell’epidemia nel resto del mondo non conforta. La storia si ripete, si è già verificato che accadesse prima negli altri Paesi e che poi toccasse anche a noi. Nel futuro prossimo dovremo e potremo vaccinare tutto il Paese, mi auguro. Mai niente di simile è stato fatto prima e doverlo fare in concomitanza di una forte ripresa della malattia sarebbe una grande iattura e un serio ostacolo. Continuare a contenere la trasmissione della malattia è fondamentale”.









