Matteo Bassetti propone un piano vaccinale per i più deboli

"Il piano B sarebbe invece quello di mettere in sicurezza entro l’estate, tutte le persone con più di 70 anni e chi soffre di problemi di salute che li rendano particolarmente fragili di fronte a SarsCoV-2 (obesi, immunodepresssi, nefropatici, trapiantati, cardiopatici, malati respiratori, disabili). Francamente credo sia più fattibile il piano B”

Matteo Bassetti dice che: “Per quel che riguarda il piano vaccinale italiano occorre pensare anche a un piano B: mettere in sicurezza entro l’estate, tutte le persone con più di 70 anni e chi soffre di problemi di salute che li rendano particolarmente fragili di fronte a SarsCoV-2″. Così si esprime in un lungo post su Facebook.

Il piano A sarebbe quello di vaccinare almeno il 65-70% della popolazione con più di 16 anni entro l’autunno, che vorrebbe dire avere a disposizione circa 70-80 milioni di dosi di vaccino (o anche di più) con almeno 250,000 dosi al giorno. Spero che si possa riuscire”, scrive, “ma ho qualche dubbio sulle forniture e sulla nostra potenza di fuoco“.

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Mentre “Il piano B sarebbe invece quello di mettere in sicurezza entro l’estate, tutte le persone con più di 70 anni e chi soffre di problemi di salute che li rendano particolarmente fragili di fronte a SarsCoV-2 (obesi, immunodepresssi, nefropatici, trapiantati, cardiopatici, malati respiratori, disabili). Francamente credo sia più fattibile il piano B”.

Ma non solo: secondo il professore “Si dovrebbe evitare di centralizzare l’organizzazione delle vaccinazioni con una struttura unica che compra le siringhe e assume i medici, gli infermieri e gli assistenti sanitari. La struttura unica dovrebbe servire per gestire le forniture, i flussi dei vaccini e dare le linee di indirizzo nazionali del Ministero della Salute per come svolgere la campagna vaccinale. Per la parte pratica si dovrebbe lavorare su ciò che esiste già, coinvolgendo nelle vaccinazioni, con accordi regionali, oltre agli ospedali e le RSA (già coinvolti), le farmacie, i medici di medicina generale, i laboratori privati, usando anche le caserme e i medici militari e affidando alle Regioni la gestione dell’eventuale personale in più che dovrebbe arrivare. Potrebbero essere coinvolti anche i medici del lavoro, i medici di bordo, oltre ai dentisti e pediatri”.

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E conclude: “La gente vuole vaccinarsi. Sa che è l’unica via di uscita per tornare ad una vita normale. Rendiamo facile l’accesso ai vaccini in tutta Italia e avremo vinto“.

Francesca Angelica Ereddia
Francesca Angelica Ereddia
Classe 1990, Laureata in Giurisprudenza, siciliana, una passione per la scrittura, la musica e l'arte. Per aspera ad astra, dicevano. Io, nel frattempo, continuo a guardare le stelle.

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