Salute
Medicina di genere: perché maschi e femmine rispondono diversamente ai farmaci

Generi diversi rispondono diversamente ai farmaci: non è pura suggestione, ma solamente scienza.
Il zolpidem, ad esempio, un ansiolitico prescritto per l’insonnia, aiutava sì a dormire meglio ma rimaneva in circolo talmente a lungo nel corpo della donna da provocare improvvisi colpi di sonno alle donne al volante, il mattino dopo. Grazie a una attenta analisi degli episodi, si è risaliti alla circostanza per la quale le donne avevano assunto proprio quel principio attivo e così la FDA ha inserito nel bugiardino un dosaggio differenziato per uomini e donne.
“Sono le conseguenze di com’è stata condotta la sperimentazione dei farmaci, tutta incentrata sia in fase preclinica – cioè quella di laboratorio e sugli animali – sia in fase clinica – cioè quella sull’essere umano – incentrata su un unico modello: quello maschile”. Spiega Silvia Di Francia, , ricercatrice all’università di Torino ed esperta di farmacologia di genere.
La farmacologia di genere si approccia in maniera trasversale alle differenze tra uomo e donna nelle reazioni ai farmaci, e studia come migliorare l’approccio farmacologico e terapeutico in base al sesso.









