Economia

Meno ore in ufficio e più stipendio, ecco la ricetta del successo in Danimarca

article-post
Aggiungi QuotidianPost tra le tue fonti preferite su Google

Sul Fatto Quotidiano abbiamo trovato una storia e una testimonianza di mondo lavorativo, che arriva dalla Danimarca, di uno dei tanti “cervelli in fuga” che all’estero ha trovato la sua dimensione professionale perfetta. Trascorrere meno ore in ufficio fa aumentare lo stipendio, la qualità e anche la quantità di lavoro.

L’entrata economica diventa una conseguenza della scelta qualità rispetto a quantità, il dipendente ma anche il professionista dedicando meno ore al lavoro durante la giornata o in una settimana è meno stanco, più attento e anche più felice di lavorare. Tutti i paesi stanno cercando delle soluzioni legislative ad hoc per questa nuova mentalità economica ma anche sociale e umana, le imprese, le industrie, le università e i poli di tecnologia avanzata, che richiedono molte ore davanti ad un computer e di organizzazione in team, adottando programmi ed incentivi anche sperimentali.

Non è tutto oro quello che luccica, qualche problema sindacale o che richiede scioperi e manifestazioni ci sono, non sono solo in Italia, ma ci sono Paesi nel mondo dove la parola lavoro e professionalità sono intese con un’accezione molto ampia e avanzata, raccontiamo quello che succede in Danimarca.

Mattia Siragusa racconta la sua esperienza

La storia raccontata dal Fatto è di Mattia Siragusa, un trentaquattrenne originario della provincia di Varese, consulente speciale e project manager, che lavora con contratto a tempo indeterminato presso il dipartimento di tecnologie sanitarie dell’Università Tecnica Danese. Trasferitosi nel 2015 in Danimarca è stato selezionato tra 90 candidati, e adesso vive da sei anni a Copenaghen. Sposato con un donna emigrata all’estero e laureatasi in Italia, parla di possibilità di rientro nel paese ma con mille dubbi perché le condizioni che ha trovato fuori non ci sono qui da noi.

Ecco la Danimarca che ci racconta e l’esperienza professionale che lui vive

In Danimarca vivono tantissimi italiani che lavorano, vivono e hanno creato le loro famiglie. Il paese si caratterizza per servizi informatizzati, efficienza e cura della città molto immediata.

Anche lì c’è la maleducazione ma se c’è una cicca buttata e non raccolta sparisce subito. Tantissime piste ciclabili e si va in bicicletta a scuola o al lavoro imparando a pedalare fin da piccoli, gli studenti danesi a diciotto anni sono incentivati economicamente a continuare gli studi, per vivere lì e trovare lavoro è importante conoscere bene le lingue, iniziando dall’inglese.

L’impiegato medio lavora 34 ore settimanali, Mattia racconta che con un tempo ridotto in ufficio e l’attenzione data a chi ha figli e impegni famigliari il lavoro diventa un’esperienza giornaliera felice, c’è un equilibrio importante tra la vita privata e professionale. Non è facile vivere in un paese lontano dall’Italia, i danesi sono ospitali ma anche abituati ad essere riservati e in ristretti gruppi di amici di lunga data. Nonostante queste differenze e anche un po’ di nostalgia o difficoltà, chi è riuscito a realizzarsi all’estero non manca la voglia di ritornare ma la sicurezza economica e di vita condizionano tantissime cose.

Conclusioni, consigliamo la lettura di questo libro dedicato alla settimana di quattro giorni

Il Tempo non è denaro. Perché la settimana di 4 giorni è urgente e necessaria. Formato Kinkle: 5,99 euro. Copertina Flessibile 17,10 euro.

Potrebbe interessarti anche