Tecnologia
Microchip in Italia, ma il sito della società Biohax è inesistente

Molte testate giornalistiche hanno riportato nei giorni scorsi la notizia di un prossimo approdo in Italia di un microchip da installare sottopelle.
La società che dovrebbe occuparsi dell’implementazione è la Biohax Italia che fa capo all’omonima startup fondata nel 2013 dallo svedese Jowan Österlund, il cui presidente per la divisione Italia è un certo Eric Larsen, mentre l’amministratore delegato è Mattia Franzoni di Modena, che è tra i cento connazionali che hanno scelto di farsi impiantare il chip. Lui stesso in un’intervista rilasciata a Leggo.it ha dichiarato che lo avrebbe fatto per «comodità, sicurezza e praticità».
Approfondendo le ricerche sulla società abbiamo scoperto che il sito ufficiale https://biohax.tech/ non è raggiungibile ed il nome del dominio risulta scaduto.
A quanto pare, nonostante tutto, l’arrivo del microchip, sembra essere prossimo anche in Italia.
Già in precedenza, molti erano stati i dibattiti inerenti questa tecnologia e delle sue conseguenze per la privacy, ma sembra sia arrivato il momento di preoccuparsi per il suo arrivo in Italia. I microchip hanno la dimensione di un chicco di riso e vengono direttamente iniettati con una siringa.
Il Presidente di Biohax Italia, Eric Larsen, avrebbe già iniziato una trattativa con il Ministero della Salute Italiano, per dare inizio all’utilizzo di questa tecnologia.
La Biohax Italia è la società svedese, tra le prime a brevettare tale dispositivo.
Una prima fase riguarderebbe il suo inserimento in 2500 persone tra Roma e Milano nei primi 6 mesi, dal via libera del suo utilizzo.
La notizia, sembra essere stata elusa dai mass media in Italia, ma è stata rivelata dal canale di informazione Euronews, un network finanziato dalla stessa Commissione Europea.
La Biohax ha già iniziato la creazione di questi dispositivi in Svezia; il loro utilizzo nel Paese scandinavo, sta aumentando vertiginosamente.
Il minuto apparecchio, viene introdotto sotto la mano, tramite il quale è possibile acquistare beni o servizi, passandolo sotto il Pos, ad esempio, oppure è possibile aprire lo sportello della propria vettura, senza l’utilizzo delle chiavi.
Jowan Österlund, uno degli sviluppatori della tecnologia per Biohax International, ha dichiarato che il suo beneficio, sarebbe quello di eliminare il bisogno di portarsi dietro il portafogli, chiavi, con tutti i rischi connessi, in quanto se li perdiamo, “perdiamo la nostra identità“. Con questo metodo, creiamo, secondo Jowan Österlund, “la nostra identità elettronica“. È facile perdere il portafogli, o le chiavi di casa, ma l’idea di impiantarsi un microchip nella propria mano, credo non sia mai venuta a nessuno.
Quello che non considera l’imprenditore svedese, è che una volta ricorsi al microchip, l’identità di ciascuno, rischia di essere sostituita da una artificiale, peraltro controllata da una centrale operativa esterna.
Il microchip sostituirà le monete e le carte di credito
Il Presidente di Biohax Italia, sta cercando un dialogo con Paypal, affinché il microchip, diventi quanto più possibile frequente, nel sistema dei pagamenti, attraverso il dispositivo elettronico, che trasmetterà la quantità di valuta, che serve per fare una transazione, lasciando passare la mano, sotto ad un sensore digitale.
Da tempo, si sta discutendo dell’eliminazione del contante; il coronavirus, sembrerebbe essere il giusto pretesto, per raggiungere questo obiettivo.
Lo strumento sottocutaneo, sembra essere magistrale in questo senso.
Addirittura chi non sarà collegato a tale sistema, non riceverà soldi e non potrà, nè vendere, nè comprare.
Il microchip servirà anche per la schedatura sanitaria
L’identità digitale del dispositivo, consentirebbe anche la memoria di tutta la storia sanitaria di un soggetto.
Il microchip, permetterebbe di conoscere lo stato di salute di una persona in tempo reale, ed addirittura di provvedere ai vaccini in formato digitale. In altri termini, il microchip diventerebbe uno strumento per acquisire il controllo dell’intera umanità.
La notizia che sembra essere interessante, riguarda le persone sole. Infatti, sarebbe un’opportunità, tramite un apposito comando, chiamare nell’immediato un’ambulanza, nel caso di un malore. Quanto detto, potrebbe sicuramente salvare la vita delle persone, ma dall’altro lato della medaglia, perderemo la nostra privacy.
In quali paesi è già attivo
Questo tipo di servizio è già attivo in Svezia e negli Stati Uniti. I prossimi Paesi da conquistare sarebbe dunque, l’Italia, la Svizzera, la Polonia, il Regno Unito e la Germania secondo financecue.it.









