Salute
Miozzo: “Attenzione al Natale. Il virus non dà passaporto immunità ai familiari”

Il coordinatore del Comitato tecnico-scientifico Agostino Miozzo è stato chiaro: “Mi rendo conto del messaggio terribile che mandiamo alle famiglie, ma sono proprio gli incontri tra non conviventi a essere potenziali occasioni di contagio. Essere familiari non è un passaporto di immunità”.
Del rientro a scuola dice: “In moltissime realtà locali ci sono le condizioni per garantire la didattica in presenza. Se non riusciamo a riportare tutti gli studenti in classe nemmeno a gennaio, vorrà dire che avremo fallito come Paese”.
“Gli spostamenti durante il periodo natalizio andrebbero ridotti, non aumentati.”
Così avvisa Agostino Miozzo, il quale in un’intervista a La Stampa commenta l’ipotesi di porre eventuali deroghe all’ultimo Dpcm, consentendo agli italiani di muoversi tra Comuni anche a Natale e Capodanno: “È una decisione politica, responsabilità del governo e, nel caso, del Parlamento.
“Noi tecnici abbiamo più volte sottolineato i rischi legati al movimento di un gran numero di persone. Ma comprendo le contestazioni: è evidente che chi vive a Roma avrà dei vantaggi rispetto agli abitanti di un piccolo Comune sotto i 5 mila abitanti“. “Mi rendo conto del messaggio terribile che mandiamo alle famiglie, a milioni di cittadini che non potranno incontrarsi con i loro cari a Natale” ammette il coordinatore del Cts “ma, è bene ricordarlo, sono proprio gli incontri tra non conviventi a essere sotto osservazione, perché potenziali occasioni di contagio. Il fatto di essere familiari non è di per sé un passaporto di immunità”.
“Questo virus”, conclude, “non ci consente deroghe“.









