Salute
Molnupiravir il farmaco antivirale della Merck: parlano gli esperti

Il molnupiravir fa parte di una classe di farmaci chiamati analoghi ribonucleosidici, agisce inserendosi in un filamento di Rna virale di nuova formazione, impedendogli di crescere e di replicarsi.
In base ai dati il molnupiravir ha ridotto il rischio di ospedalizzazione o di morte di circa il 50%; il 7,3% dei pazienti che hanno ricevuto molnupiravir sono stati ospedalizzati ma nessuno è deceduto entro il 29° giorno dal momento della randomizzazione, a fronte di un 14,1% di ospedalizzati o deceduti per i pazienti trattati con placebo.
Giovanni di Perri, sul nuovo farmaco Molnupiravir della Merck dice: “È l’intelligenza umana che ci mette una pezza”. Così riferisce in una intervista a La Repubblica
Il farmaco sarà in arrivo tra due o tre mesi e vanta una efficacia contro il covid del 50% circa.
“L’efficacia di un antivirale non sta solo nella sua formulazione chimica. La facilità di assunzione è un fattore molto importante. Il Covid nei primi 6-7 giorni è una malattia virale. È in questa fase che il virus si moltiplica nell’organismo. Poi diventa qualcosa di diverso: una malattia infiammatoria, quando si presentano sintomi gravi. Questo vuol dire che gli antivirali, studiati per bloccare la replicazione del virus, devono essere dati nella prima fase della malattia o diventano inutili”, spiega l’infettivologo.
E sulla sicurezza del farmaco specifica: “I test in vitro, sugli animali e ora sull’uomo non hanno mostrato effetti collaterali. Certo, l’uso su larga scala è diverso, e la sicurezza andrà valutata con attenzione. Ma se abbiamo un farmaco che per la sua semplicità può essere tenuto in casa e preso ai primi sintomi, togliendo di mezzo l’ostacolo del medico di base, aumenteremo di molto la probabilità che il Covid non assuma forme gravi”.









