Speranza esorta a: “un Natale più sobrio; veglioni, festeggiamenti, baci e abbracci non saranno possibili“.
Tuttavia, questo non significa chiusura totale. Chiudere equivarrebbe a dare il colpo finale al turismo e a migliaia di attività commerciali che nel periodo natalizio incassano più del 30% del fatturato annuo. Per Conte “sarà possibile scambiarsi i doni”.
Quanto agli spostamenti, le misure non sono ancora state stabilite, fermo restando che non dovrebbe essere abbandonato il sistema dell’Italia divisa in fasce. L’ipotesi è che ci sia un Dpcm per il periodo dal 3 dicembre fino a ridosso di Natale e uno per le festività vere e proprie.
Per Zampa “Mancano 40 giorni a Natale e in questo momento i dati epidemiologici ci dicono che non ci si può spostare tra Regioni, ma ci aspettiamo che i numeri migliorino e che quindi siano possibili delle deroghe”.
Aperture serali per ristoranti e pub mentre per il cenone in casa Zampa raccomanda: “Questo Natale dobbiamo sforzarci di essere il meno numerosi possibile. Più si allarga la cerchia di persone che non si frequenta abitualmente e maggiore è il rischio”. Dunque “immagino si possa dire 5-6 persone al massimo, ma è ovvio che non sarà possibile controllarlo”.











