Come già noto, in queste ore si stanno confrontando i capi di Governo ed il CTS, per decidere sulle misure da adottare per il periodo delle vacanze di Natale.
L’ipotesi dell’Italia in zona gialla è purtroppo fallita miseramente, forse (o soprattutto) anche per colpa di tutti quegli italiani che non hanno rispettato le norme del distanziamento sociale, e che durante i weekend si sono ammassati non soltanto per le strade ed i negozi, ma ancora più pericolosamente in bar e ristoranti, dove il virus rischia di circolare più liberamente a causa dell’assenza di mascherine per motivi per così dire “logistici”.
A fronte di ciò il Governo è dovuto dunque intervenire per fare l’ultimo tentativo ai fini di evitare quella che ormai più che una minaccia suona come una certezza: la tanto temuta terza ondata.
È proprio sulle misure di contenimento atte ad evitare una terza ondata che verte la riunione di queste ore. Gli scenari che potrebbero profilarsi sono 3:
scenario 1: zona arancione nazionale dal 24 dicembre al 1 gennaio, con chiusura di bar e ristoranti anche a pranzo e lo stop all’uscita dal proprio Comune;
scenario 2: zona rossa nazionale nei giorni prefestivi e festivi, quindi dal 24 al 26 dicembre, dal 31 dicembre al 1° gennaio e dal 5 al 6 gennaio. Chiudono anche i negozi, oltre a tutte le attività non essenziali. Stop alle uscite di casa se non per i motivi previsti dal Dpcm, cioè salute, lavoro e necessità comprovata;
scenario 3: zona arancione nazionale dal 24 dicembre al 6 gennaio, con il rafforzamento del coprifuoco, che partirebbe dalle 20, se non addirittura dalle 18.
Nelle prossime ore avremo comunicazioni in merito.











