Tecnologia
Navette senza conducente. Perché il progetto non è ancora partito?

In un futuro molto prossimo sarà possibile andare in giro su una navetta senza conducente attraverso l’ausilio di un’apposita applicazione. Ad essere precisi è tempo che sono state già create delle navette che autonomamente circolano in aree riservate.
Ma quanto occorre attendere ancora prima che queste navette autonome possano essere utilizzate da chiunque?
È innegabile che sarebbero molto utili, si pensi a chi vuole andare a lavoro ma non ha un’autoveicolo. Certo si potrebbe prendere un pullman (ove disponibile) ma qui si parla di una navetta automatica che trasporterà il passeggero in qualsiasi destinazione.
La situazione in Danimarca
A Copenaghen, capitale della Danimarca, tale tecnologia è in un periodo di particolare fermentazione. L’area portuale di Nordhavn infatti è in piena fase di ristrutturazione. Sembra che, una volta conclusi i lavori, saranno proprio le navette automatiche che circoleranno nella zona. Il progetto è stato da molti definito come “il piu grande progetto di sviluppo metropolitano della Scandinavia.“
Il futuro dei trasporti saranno proprio gli AV, i veicoli autonomi infatti sono una (se non l’unica) soluzione sostenibile anche da un punto di vista ambientale. Essi renderanno assolutamente obsoleti i trasporti che caratterizzano lo status a quo.
Perchè il progetto delle navette non è ancora partito? Ecco i problemi dei veicoli autonomi
Onde evitare rischi per i passeggeri è stato prevista una velocità massima per questi mezzi che è pari a 20 km/h. Questo potrebbe essere un dato scoraggiante per i futuri utenti. È necessario migliorare la tecnologia per garantire un servizio più veloce e sicuro al tempo stesso.
Un altro ostacolo per gli AV sono le autorizzazioni, ottenerne una per operare in città è una sfida molto ardua per gli interessati. Le leggi e più in generale l’impianto normativo attuale differiscono da tale tecnologia.
Altri problemi, invece, sono di natura economica. Le strade ed i marciapiedi necessitano di essere adeguati, dotandoli di sensori esterni ed il costo per la realizzazione di ciò è esorbitante. Si tratterebbe di rinnovare le intere infrastrutture delle città e renderle digitali.
Potrebbero passare anche anni prima che lo stato attuale si adegui al futuro che avanza velocemente, anche se i primi test sono previsti tra due anni.









