Economia

Nfl, Super Bowl: quanto vale la lega più ricca del mondo

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Sarà una notte speciale questa per gli appassionati di football americano: nella notte italiana tra domenica e lunedì, al SoFi Stadium di Inglewood in California, Cincinnati Bengals e Los Angeles Rams si sfideranno infatti per la 56esima edizione del Super Bowl (la diretta andrà in onda su Dazn e su Rai 1 in chiaro).

Quello che andrà in onda stanotte è l’ultimo atto della stagione del football americano che, com’è usuale, diventa un evento planetario, seguito negli Usa da 100 milioni di spettatori: il Super Bowl, autentica macchina da soldi oltre che fiore all’occhiello della Nfl (National Football League), di gran lunga la lega sportiva più ricca del pianeta, sia per il fatturato che per il valore delle franchigie.

Un’idea del valore economico del Super Bowl si può ricavare se si pensa che le maggiori corporation statunitensi, e non solo loro, competono a suon di quattrini spiccando assegni del valore di da 5-6 milioni di dollari per uno spot della durata di 30 secondi trasmesso nel corso della lunga maratona pubblicitaria che affianca la partita.

Per la finale di stanotte al SoFi Stadium i biglietti sono letteralmente andati a ruba. Sold out, tutto esaurito nonostante il record dei prezzi: per poter assistere dal vivo al match il prezzo medio supera i 10mila dollari, una cifra quasi raddoppiata rispetto all’anno precedente, con punte che arrivano a superare i 70 mila dollari per le poltrone Vip. Ma anche i sediolini peggiori costano comunque una bella cifra: non meno di mille dollari. Tutto, si legge oggi sul Sole 24Ore, “per un rito che è sportivo e pubblicitario: il non plus ultra dello sport entertainment globale”.

Per afferrare la portata dell’evento, riuscire a organizzare il Super Bowl è come ospitare la finale della Coppa del mondo di calcio. E come per i Mondiali, le sedi delle prossime edizioni sono già state assegnate: le prossime tre si giocheranno in Arizona, Las Vegas e New Orleans.

Ma la Nfl sta seriamente pensando di allargarsi anche oltre i confini nazionali: da anni il direttore generale della lega Roger Goodell si sta spendendo per promuovere la crescita della Nfl a livello internazionale. Al vaglio c’è la possibilità di portare per la prima volta nella storia il Super Bowl al di fuori degli Stati Uniti. La fatidica data dovrebbe essere quella del 2026.

Tra le città candidate a ospitare lo storico evento in Europa la favorita al momento è Londra, sponda Tottenham, che vanta già un rapporto consolidato con la Nfl e ha costruito il suo nuovo stadio pensando appositamente ai match di football americano: così sotto il terreno da calcio in erba retrattile ha trovato spazio quello in erba sintetica. In autunno Londra ospiterà due incontri della Nfl, mentre i Jacksonville Jaguars giocheranno a Wembley una delle loro partite “casalinghe”. Anche il Bayern Monaco e il Real Madrid hanno manifestato interesse, tanto che quest’anno l’Allianz Arena assisterà al primo match della Nfl in Germania. Monaco di Baviera si alternerà poi con Francoforte fino al 2025. Tuttavia il fuso orario favorisce l’Australia e dunque è probabile che alla fine la spunti Sydney.

Il giro d’affari della Nfl, inutile dirlo, raggiunge cifre da capogiro a dispetto di qualche problema d’immagine legati a presunte politiche discriminatorie a danno di giocatori di football e membri degli staff facenti parte delle minoranze, senza contare i rischi per la salute degli atleti soprattutto per quel che riguarda i traumi alla testa.

Al netto di queste smagliature, la Nfl resta una lega professionistica che scoppia di salute e polverizza regolarmente i record al botteghino delle vendite.

Per un decennio, a partire dal 2023 le 32 franchigie Nfl incasseranno circa 10 miliardi a stagione dalle emittenti televisive: Fox, Espn, Amazon, Nbc e Cbs, andranno a sborsare la cifra astronomica di 110 miliardi di dollari fino al 2033 per avere le possibilità di mandare in onda, anche sulle piattaforme streaming, gli incontri della regular season e i play-off. Le gare della Nfl sono relativamente poche: ogni team ne gioca 16 all’anno, alle quali si aggiungono al massimo 4 match dei playoff inclusa la finale.

Dal 2022 Espn-Disney dal 2022 verserà circa 2,7 miliardi di dollari per trasmettere il Monday Night Football e il SuperBowl a partire dalla stagione 2026. L’accordo è valido anche per Amazon, che trasmetterà le partite del giovedì sera sulla sua piattaforma Prime Video.

Oltre ai profitti televisivi, le franchigie Nfl possono attingere alle corpose entrate legate alla vendita dei biglietti (una media di oltre 60 mila spettatori), oltre che poter lucrare sul merchandising e sulle sponsorizzazioni. I contratti con gli sponsor sono in costante crescita. Nel 2021 la Nfl ha stipulato contratti di sponsorizzazione per un valore di 1,8 miliardi di dollari, facendo registrare un aumento del 12% rispetto al 2020 (quanto aveva incassato 1,6 miliardi).

In tutto la lega di football americano può fare assegnamento su un giro d’affari annuale superiore ai 15 miliardi di dollari.

Gli sponsor più remunerativi per la Nfl provengono da tre settori in particolare: il settore della tecnologia, quello delle scommesse sportive e del gioco d’azzardo (gambling) e, infine quello, legato alle bevande alcoliche (più cautela invece nei confronti del mondo delle criptovalute). Microsoft, per esempio, ha stipulato un accordo con la Nfl (le cui squadre fanno uso del tablet Surface) da 100 milioni annuali. Da poco è stato invece rinnovato quello con Anheuser-Busch (da 250 milioni all’anno), mentre dal 2021 la Nfl ha una partnership con DraftKings, FanDuel e Caesars per le scommesse sportive dal 2021, stipulando contratti quinquennali di poco inferiori al miliardo di dollari.

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