Nozze gay a Roma

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E’ stata una mattinata importante quella di oggi per molte coppie gay, una cerimonia caratterizzata da applausi ininterrotti.
Infatti grazie al sindaco di Roma, Ignazio Marino, in Campidoglio c’è stata la trascrizione di sedici matrimoni gay, cinque coppie di donne e undici di uomini, celebrati all’estero.

La prima coppia è stata quella formata da Marilena Grassadonia e Laura Terrasi, insieme da ben 18 anni.
Poi è toccato agli altri quindici in lista.
Come quella di Tommaso Giartosio e Gianfranco Goretti che stanno insieme da 19 anni, durante i quali si sono sposati quattro volte. Nel 2008 il matrimonio legale in un roseto a Berkeley. Successivamente hanno avuto due figli grazie a Nancy, mamma surrogata, testimone di nozze. Gli “sposi” affermano:” Ci fa piacere il coraggio di Marino ad abbracciare una causa considerata impopolare da una parte della società civile”.
“Un sogno non può essere cancellato. Siamo pronti ad andare fino in fondo per vedere riconosciuti i nostri diritti” – affermano Jeff e Domenico, coppia di sposi in Belgio e attivisti del Gay Center.

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nozze gayIl sindaco Roma ha dichiarato:” E’ uno splendido sabato mattina. Oggi è un giorno speciale per voi ma anche per tutti noi. Dobbiamo pensare che oggi sia un giorno normale perché crediamo fortemente che tutti siano uguali e abbiano gli stessi diritti. E allora quale diritto è più importante, di quello di poter dire al proprio compagno o compagna “Ti amo”. Un diritto che deve essere garantito a ogni uomo e ogni donna”.

Ma le critiche e le polemiche sulla scelta di Marino, non si sono fatte attendere. Infatti il partito di Alfano continua a dare contro al sindaco della capitale.
Il consigliere Marco Pomarici andrà in Procura a denunciare il primo cittadino perché ha violato la legge.
Dalla piazza del Campidoglio, Forza Italia sventola uno striscione con scritto “Marino Famigliofobico”. Il vicecoordinatore di Forza Italia del Lazio Giordano Tredicine commenta così:” Siamo qui per dire ancora una volta che Marino sta commettendo un atto illegittimo, un reato”.

Inoltre il prefetto, che aveva dato il suo “no” per la cerimonia, è pronto ad annullare l’atto, come prevede la direttiva inviata dal ministero dell’Interno una settimana fa.

Mentre il responsabile di “Roma Sette”, settimanale della diocesi di Roma ha attaccato Marino dicendo:” Una scelta ideologica, che certifica un affronto istituzionale senza precedenti, basato su una mistificazione sostenuta a livello mediatico e politico».

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