Ddl Cirinnà: una commedia all’italiana

Matteo Renzi aveva promesso una legge sulle unioni civili entro maggio 2015, poi entro l’estate 2015, infine entro il 2015. A quasi un anno dalla sua promessa, martedì prossimo, 16 febbraio 2016, inizieranno i voti sugli emendamenti del ddl Cirinnà.

Il primo ostacolo del ddl sulle unioni civili è stato superato quattro giorni fa quando con 101 voti a favore, 195 contrari e un astenuto l’assemblea del Senato ha respinto la richiesta di far tornare il testo in commissione. I 76 senatori firmatari dell’emendamento, tra cui Roberto Calderoli (Lega) e Gaetano Quagliariello (Idea), avevano chiesto che si usasse il voto segreto. La richiesta è stata però respinta dal Presidente del Senato Pietro Grasso nel bel mezzo di uno scambio di battute con Roberto Calderoli (Lega) e Gaetano Quagliariello (Idea) che ben dipinge il clima teso che si respira in aula nei confronti di questa legge.

Ma le polemiche non avvengono solo in Senato: in tv, nelle piazze, nelle chiese, nelle scuole e perfino dal parrucchiere o al supermercato, ognuno ha qualcosa da difendere o contro cui combattere.

Insomma: ci sono tutti gli ingredienti per la messa in scena di una perfetta commedia all’italiana.

Loading...

E nel trailer di questa commedia ci sarebbero molte cose da mostrare, come i flash mob della manifestazione “Svegliati Italia” del 23 gennaio a favore del ddl sulle unioni civili che hanno animato 99 piazze, tra cui quella del Pantheon a Roma, facendo suonare all’unisono delle sveglie per chiedere all’Italia di svegliarsi e di dire sì alle unioni civili.

Ci sarebbe poi da mostrare anche il Family Day del 30 gennaio al Circo Massimo con la presidente di Fdi Giorgia Meloni che ha annunciato in quella occasione la sua prima gravidanza.

Come non inserire nel trailer un altro colpo di scena: le dichiarazioni di Grillo nel suo blog che stravolgono la linea adottata dal Movimento 5 Stelle. I senatori grillini avevano infatti fatto sapere che avrebbero votato a favore del ddl Cirinnà solo se la parte del testo sulla stpechild adoption (l’adozione del figlio naturale del partner) non fosse stata cambiata. Il leader del Movimento 5 stelle invece scrive sul suo blog: « su questo tema etico si lascia …libertà di coscienza ai portavoce M5s al Senato sulle votazioni agli emendamenti della legge Cirinnà e alla legge nel suo complesso anche se modificata dagli emendamenti.»

Ma una commedia all’italiana che si rispetti non può concludersi senza le parole di un uomo di chiesa come il presidente della Cei, il cardinale Angelo Bagnasco che afferma: « ci auguriamo…che la libertà di coscienza su temi fondamentali per la vita della società e delle persone sia, non solo rispettata, ma anche promossa con una votazione a scrutinio segreto».

«Spero che i Cattodem abbiano il coraggio per votare no alla stepchild adoption» e che «lo stesso facciano i grillini,in modo tale che salti… Se dovesse passare proporrò il referendum.» ha dichiarato il ministro e leader del Ncd, Angelino Alfano, continuando a gettare benzina sul fuoco.

Come andrà a finire questa commedia all’italiana? Lo scopriremo nei prossimi giorni.

Nata a Pescara nel 1983, Chiara si laurea in “Letteratura, Musica e Spettacolo” a Roma nel 2007. La laurea magistrale in “Letteratura e lingua. Studi italiani ed europei” arriva nel 2009, anno in cui ha le prime esperienze come educatrice. Attualmente è impegnata, tra le altre cose, nell'ambito dell'insegnamento dell'italiano a studenti stranieri.
Potrebbero interessarti anche

1 commento

  1. Io mi vergogno di essere italiano perché trovo vergognoso che un paese laico si faccia comandare dalla chiesa dai Cardinali e da questi che schifo quanti omosessuali sono discriminati che schifo se Papa Francesco fosse veramente un papa “rivoluzionario” dovrebbe allora “rimproverare” questi Cardinali di merda ma lui è lo stesso la sua è solo immagine…perché non se ne tornano ad Avignone e ci rimangono per sempre?

Comments are closed.