Salute

Nuovo studio ad ampio raggio sul Glaucoma

article-post
Aggiungi QuotidianPost tra le tue fonti preferite su Google

Il glaucoma comporta un alto rischio di perdere la vista. I ricercatori del Karolinska Institutet e del St. Erik Eye Hospital, hanno studiato gli effetti della nicotinammide, l’ammide della vitamina B₃, sui modelli animali e cellulari per il glaucoma.

Lo studio, pubblicato su Redox Biology, potrebbe essere una futura terapia neuroprotettiva del glaucoma nell’uomo. Uno studio clinico inizierà in autunno.

Il glaucoma colpisce 80 milioni di pazienti a livello globale e circa 100.000-200.000 in Svezia.

Nel glaucoma, il nervo ottico, che collega l’occhio al cervello, viene progressivamente danneggiato, spesso in associazione ad una pressione elevata all’interno dell’occhio.

Le uniche strategie di trattamento attualmente disponibili prendono di mira la pressione nell’occhio usando colliri o chirurgia.

Nonostante la disponibilità di questi trattamenti, il rischio di cecità in almeno un occhio è ancora elevato.

La maggior parte delle persone con glaucoma ha più di 50 anni e c’è un aumento ereditario del rischio.

Ciò che causa la degenerazione del nervo ottico nel glaucoma non è del tutto noto, ma attualmente c’è una grande attenzione all’identificazione di nuovi trattamenti che impediscono alle cellule gangliari retiniche (i nervi di uscita della retina) di morire, oltre a cercare di riparare la perdita della vista attraverso la rigenerazione delle fibre nervose malate nel nervo ottico.

In precedenza, gli scienziati hanno identificato che la molecola NAD diminuisce nella retina in modo dipendente dall’età e rende le cellule gangliari retiniche suscettibili alla neurodegenerazione.

Prevenire l’esaurimento del NAD attraverso la somministrazione di nicotinammide (l’ammide della vitamina B₃, un precursore del NAD) previene robustamente il glaucoma nei modelli animali cronici.

Hanno anche dimostrato che elevare i livelli di NAD attraverso la somministrazione di nicotinammide può migliorare la funzione visiva nei pazienti con glaucoma esistenti.

In un ampio studio internazionale, i ricercatori del Karolinska Institutet, del St. Erik Eye Hospital, del Singapore National Eye Center di Singapore e dell’Università di Cardiff nel Regno Unito hanno ora esaminato diversi effetti della nicotinammide sul sistema visivo sia in condizioni normali che nel glaucoma.

Nello studio attuale, gli scienziati hanno studiato molti degli effetti che la nicotinammide ha sul sistema visivo (in condizioni normali e durante il glaucoma). Questo è un passo importante per spostare i trattamenti dal laboratorio alla clinica.

“Abbiamo confermato la neuroprotezione della nicotinammide in ulteriori modelli cellulari e animali che ricapitolano caratteristiche isolate del glaucoma ma sono anche caratteristiche neurodegenerative comuni. Abbiamo anche sviluppato strumenti sensibili per indagare il metabolismo nad e il metabolismo di altri metaboliti essenziali, nel sistema visivo”, afferma il primo autore dello studio James Tribble, ricercatore post-dottorato presso il Dipartimento di Neuroscienze Cliniche,Karolinska Institutet e nel laboratorio Williams del St. Erik Eye Hospital. “Abbiamo dimostrato che la somministrazione sistemica di nicotinammide ha effetti collaterali molecolari limitati, ma fornisce una robusta inversione del profilo metabolico della malattia degli animali soggetti a glaucoma.”

Il lavoro dei ricercatori, tra le altre cose, ha portato a diversi strumenti per indagare l’effetto protettivo della nicotinammide.

“Utilizzando queste diverse piattaforme, abbiamo determinato che la nicotinammide fornisce numerosi effetti neuroprotettivi. Questi includono tamponamento e prevenzione dello stress metabolico e aumento delle dimensioni mitocondriali e della mobilità per fornire un ambiente in cui le cellule gangliari retiniche sono meno suscettibili agli stress legati al glaucoma”, afferma l’autore corrispondente Pete Williams, professore assistente e capo gruppo di ricerca per il glaucoma presso il Dipartimento di Neuroscienze Cliniche, Karolinska Institutet e St. Erik Eye Hospital. “Questi dati supportano la continua determinazione dell’utilità del trattamento a lungo termine della nicotinammide come terapia neuroprotettiva per il glaucoma umano.”

Nell’autunno 2021 inizierà il processo clinico a lungo termine svedese sulla glaucoma nicotinammide, guidato dall’Università Umeå, dal Karolinska Institutet e dall’ospedale St. Erik Eye.

“Ciò che abbiamo dimostrato nei modelli cellulari e animali è che si sta facendo strada direttamente verso i pazienti del sistema sanitario svedese”, afferma Pete Williams. “Ciò esemplifica il nostro impegno a generare trattamenti traducibili per il glaucoma.”

Potrebbe interessarti anche

  • preview

    Eliminare questi cibi, può far dimagrire il doppio: cosa dice lo studio

    Eliminare o ridurre drasticamente i cibi ultra-processati dalla propria alimentazione può favorire una perdita di peso quasi doppia, anche senza contare le calorie. È quanto emerge da un recente studio clinico pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Nature Medicine, che ha analizzato l’impatto del grado di trasformazione degli alimenti sulla perdita di peso. Lo studio scientifico […]

  • preview

    Salute sessuale e circolazione: il ruolo chiave dell’attività fisica

    Quando si parla di difficoltà dell’erezione, molti pensano subito a stress, ansia da prestazione o problemi di coppia. In realtà, la salute sessuale maschile è legata in modo diretto anche a ciò che succede nel corpo ogni giorno: circolazione, metabolismo, infiammazione, qualità del sonno e livello di allenamento. Uno stile di vita sedentario, fatto di […]

  • preview

    Il virus RSV non è solo per bambini e anziani

    Quando si parla di RSV (virus respiratorio sinciziale) l’attenzione va quasi sempre a neonati e over 65. Eppure, le evidenze più recenti raccontano un quadro più ampio: anche gli adulti più giovani possono finire in ospedale e, soprattutto, possono portarsi dietro strascichi che durano mesi, tra fiato corto, stanchezza e difficoltà nelle attività quotidiane. Il […]

  • preview

    Melograno: perché il succo fa bene al cuore (ma non per tutti)

    Il succo di melograno non è più solo una bevanda “benessere” di tendenza: negli ultimi anni è diventato un piccolo caso di studio per cardiologi e nutrizionisti. Il motivo è semplice: dentro quei chicchi rubino c’è un mix di polifenoli (punicalagine, antociani e acidi ellagici) che agiscono come antiossidanti e modulatori dell’infiammazione. Quando questi composti […]

  • preview

    Vitamina C come scudo naturale contro l’aria inquinata

    Se vivi in città o in zone dove traffico, fumo da camini, incendi o polveri sottili si fanno sentire, c’è un nemico invisibile che respiri senza accorgertene: le PM2.5. Sono particelle minuscole, capaci di arrivare in profondità nei polmoni e di innescare infiammazione e stress ossidativo. Negli ultimi mesi, un filone di ricerca ha rimesso […]

  • preview

    Misofonia: perché alcuni suoni quotidiani scatenano rabbia e ansia

    La misofonia non è semplice fastidio: per alcune persone un rumore quotidiano come masticare, deglutire, respirare forte, tamburellare con le dita o il ticchettio di una penna può scatenare una reazione emotiva immediata e intensa. Non parliamo di capriccio o di scarsa tolleranza, ma di un meccanismo che coinvolge attenzione, memoria, risposta di allarme e […]

  • preview

    Zenzero e salute: non è solo una tisana

    Lo zenzero è una di quelle radici che molti tengono in cucina “per sicurezza”: un pezzetto nel tè quando arriva il freddo, una grattugiata nei piatti orientali, qualche fetta in infusione dopo una cena pesante. Negli ultimi anni, però, la ricerca sta mettendo ordine tra tradizione e prove: alcuni effetti che sembravano solo “rimedi della […]

  • preview

    Il sole influisce sulla mortalità più di quanto pensiamo

    Ogni inverno si osserva un aumento dei decessi per cause diverse: infezioni respiratorie, eventi cardiovascolari, peggioramenti neurologici e complicanze in persone fragili. È facile dare la colpa solo ai virus stagionali o al freddo, ma c’è un elemento che spesso resta sullo sfondo e invece agisce come un “regolatore” potente: il sole. La riduzione della […]

  • preview

    Un abuso di energy drink può danneggiare il cervello?

    Un caso clinico osservato nel Regno Unito ha riacceso l’attenzione sui rischi legati al consumo eccessivo di energy drink. Un uomo di mezza età, abituato per anni ad assumere quotidianamente grandi quantità di bevande energetiche, ha subito un lieve ictus che ha lasciato conseguenze neurologiche persistenti. Nonostante una ripresa quasi completa, il paziente convive ancora […]

  • preview

    Colesterolo e terapia genica: perché una sola iniezione potrebbe bastare

    Per milioni di persone, tenere sotto controllo il colesterolo significa assumere farmaci per anni, seguire una dieta attenta e fare controlli regolari. Ora, dal mondo dell’editing genetico arriva una pista che potrebbe cambiare le regole del gioco: alcune nuove formulazioni basate su CRISPR stanno mostrando riduzioni profonde e durature dei lipidi “a rischio”, con l’idea […]