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Nuovo studio italiano sull’utilità della seconda dose di vaccino agli ex pazienti Covid-19

Un nuovo studio condotto da alcuni ricercatori dell’azienda ospedaliera di Carreggi, ha fornito alcune risposte sulla reazione immunitaria ai vaccini Covid-19.

La caratterizzazione della risposta immunitaria adattiva alla vaccinazione COVID-19 negli individui che si sono ripresi dall’infezione da SARS-CoV-2 può definire la pratica clinica attuale e futura.

Per determinare l’effetto di due dosi BNT162b2 mRNA COVID-19 in individui che si sono ripresi dal COVID-19 (COVID-19 recuperato) e come il loro organismo reagisce rispetto a soggetti estranei alla malattia, i ricercatori hanno valutato le risposte delle cellule T e B specifiche di SARS-CoV-2 Spike, nonché specifici titoli di IgA, IgG, IgM oltre ad anticorpi neutralizzanti in 22 individui che hanno ricevuto il vaccino BNT162b2 mRNA COVID-19, 11 dei quali avevano una storia precedente di infezione da SARS-CoV-2.

Le valutazioni sono state eseguite prima della vaccinazione e poi settimanalmente fino a 7 giorni dopo la seconda iniezione. I dati ottenuti hanno mostrato chiaramente che una dose di vaccino è sufficiente per aumentare la risposta immunitaria cellulare e umorista nei soggetti guariti dal COVID-19, senza alcun miglioramento aggiuntivo dopo la seconda dose.

Al contrario, la seconda dose si è dimostrata obbligatoria in quelli che non avevano mai contratto il Covid-19, per migliorare ulteriormente la risposta immunitaria. Questi risultati sono stati ulteriormente confermati a livello sierologico in una più ampia coorte di soggetti mai contagiati (68) e soggetti guariti dal Covid (29), testati fino a 50 giorni dopo la vaccinazione. Questi risultati portano dunque a domandarsi se sia necessaria una seconda iniezione di vaccino nei soggetti convalescenti dal COVID-19 e indicano che milioni di dosi di vaccino possono essere reindirizzate a individui che invece non lo hanno mai contratto, abbreviando così il tempo per raggiungere l’immunità di gregge.

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