Tossicità oleandro: quanto è velenoso?

Sintomatologia dell'avvelenamento da oleandro

Oleandro
Oleandro

Oleandro : cenni botanici

L’oleandro, o Nerium Oleander L. , è una pianta arbustiva sempreverde della famiglia  Apocynaceae, ed è la sola specie del genere Nerium. Probabilmente di origine asiatica, cresce spontaneo nelle regioni mediterranee, ed è coltivato a scopo ornamentale.

Arbusto poco ramificato, con fusti vicino alla base eretti, che gradualmente si arcuano in alto. I rami vecchi grigiastri , quelli giovani verdi.

Foglie con picciolo disposte in verticilli, lanceolate con nervatura centrale prominente.

Fiori rosa o bianchi nelle spontanee, rosso intenso nelle coltivate, con corolla, inizialmente tubulosa, che si divide in cinque lobi.

Il frutto è un follicolo fusiforme di 10 – 15 cm, quando è maturo si apre, facendo fuoriuscire i semi provvisti di pappo (grazie al quale sono trasportati molto lontano dal vento).

Diffusa in tutta Italia, particolarmente nelle regioni temperate. Molto coltivata per la notevole resistenza alla siccità e per la bellezza dei suoi fiori.

L’utilizzo come siepe costituisce un pericolo per l’uomo (soprattutto per i bambini) e per gli animali.

L’Oleandro è molto velenoso

La sua tossicità è nota fin dall’antichità; si racconta che molti soldati di Alessandro il Grande, durante le guerre persiane, morirono dopo aver mangiato carne arrostita su spiedi con rami di oleandro, e molti cavalli che avevano ingerito foraggi con foglie di oleandro ebbero la stessa sorte.

L’oleandro è tossico per tutti gli animali, compresi i volatili. Tuttavia, l’avvelenamento da oleandro si manifesta maggiormente negli erbivori, che possono mangiarlo nonostante il sapore amaro.

In letteratura si racconta di alcuni casi in cui sono morti bovini che avevano bevuto acqua contenente foglie macerate di oleandro.

Tutta la pianta è tossica, ma le parti più pericolose sono i germogli e le foglie, che contengono principi attivi tossici in maggior concentrazione.

La tossicità dell’oleandro è dovuta a glucosidi cardiotossici, con struttura ed azioni simili a quelli della digitale.

Casi mortali si sono verificati nel cavallo per l’ingestione di 10-40 gr di foglie verdi, nel bovino di 20-25 gr, nell’ovino di 1-5 gr di foglie verdi.

Sintomatologia clinica avvelenamento da oleandro.

Poche ore dopo l’ingestione di oleandro si rivelano:

  • Irrequietezza.
  • Vomito.
  • Dolori colici (tranne che nel cavallo).
  • Schiuma alla bocca.
  • Contrazioni muscolari generalizzate.
  • Digrignamento dei denti.

Successivamente si possono avere:

  • Abbattimento del sensorio.
  • Astenia.
  • Tremori localizzati ad alcuni distretti muscolari.
  • Tremori generalizzati associati a convulsioni.
  • Tachicardia o bradicardia (cardiotossicità).
  • Fibrillazioni ed aritmie.

La morte avviene per lo più per arresto cardiaco, dopo 12 – 24 ore dall’ingestione di una dose letale.

Dati anatomo-patologici nell’ avvelenamento da oleandro.

All’autopsia si rileva:

  • Gastroenterite.
  • Petecchie emorragiche sul pericardio (sierosa che riveste il cuore).
  • Emorragie a livello renale e polmonare.

Si tratta di alterazioni che si rilevano anche in altre intossicazioni.

Trattamento dell’avvelenamento da oleandro.

Il trattamento dell’avvelenamento da oleandro deve essere fatto rigorosamente da un medico o medico veterinario; trattamento prevalentemente sintomatico, utilizza atropina solfato e propanololo, e talvolta risulta efficace.

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